L’emissario del lago di Nemi, una fessura nel passato

Se volete fare un’escursione fuori dal comune e non soffrite di claustrofobia, allora andate a visitare l’emissario del lago di Nemi. Si tratta di un cunicolo di più di 1600 metri, scavato nella roccia circa 2500 anni fa per drenare il lago ed evitare gli allagamenti nell’area circostante. Sulle sponde di questo piccolo specchio d’acqua dolce vi era infatti il tempio di Diana, dea della caccia, del quale tutt’oggi restano molte evidenze archeologiche.

In questo stesso lago furono ritrovate delle navi romane, portate alla luce all’inizio del secolo scorso. In tale occasione l’emissario, che nei secoli aveva subito diversi danni e cedimenti, fu ripristinato per drenare il lago e poter facilitare l’estrazione delle navi stesse. Quelle imbarcazioni erano le leggendarie navi di Caligola e il loro ritrovamento fece molto scalpore. Sfortunatamente questo ritrovamento andò distrutto in un incendio doloso. Ma questa è un’altra storia.

Oggi, quest’antica fenditura, che univa il lago di Nemi al lago di Vallericcia e poi, attraverso un’altro tunnel, al mare, è percorribile e perfino visitabile! Basta rivolgersi all’Ente parco dei Castelli Romani. Quest’opera di ingegneria idraulica fu realizzata da due squadre di operai che scavarono la roccia dalle due estremità opposte per poi ricongiungersi al centro.

Un’opera titanica per quei tempi. E chiaramente ci furono anche degli errori. I due tunnel hanno infatti un piccolo scarto di qualche metro che si nota quando, a metà, si deve fare una curva e una ripida discesa. Ma quest’errore non inficiò la validità dell’opera. Un luogo che pochi conoscono ma che affascina tutti quelli che lo visitano. Consigliatissimo!

Angelo De Grande  -ilmegafono.org

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