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3 commenti su “Scrivici

  1. Gentile redazione ed in particolare mi rivolgo ad Angelo che ha scritto l’articolo su Bramante dimenticato.
    Ho cercato di lasciare un commento all’articolo, ma non ci sono riuscita e vi scrivo su questa pagina.
    Sono una musicista torinese, suono il liuto rinascimentale, e sono come voi molto addolorata dall’indifferenza degli italiani a proposito del 500° anniversario tondo della morte del Bramante. Moneta e pagina delle Pagine gialle a parte, non se ne sente parlare, anzi moltissimi nemmeno sanno chi sia il Bramante.
    Per celebrare questo importante anniversario ho lavorato un anno intero per preparare un mio concerto multisensoriale dedicato al Bramante intitolato “LE CALZE ROTTE DEL BRAMANTE” con le musiche dei suoi anni di liutisti operanti presso le corti dell’area lombarda e di quella urbinate. Un gran lavoro di ricerca musicale abbinato ai sonetti sulle calze del Bramante e con l’inserimento di un apparato iconografico contemporaneo al Bramante che mette in evidenza le “calze rotte” dipinte in opere celebri.
    Credo sia un progetto importante di spessore culturale e comunque fruibile ad ogni livello culturale.
    Dunque ho iniziato la promozione di questo progetto, unico in Italia, che prevede anche sollecitazioni sensoriali e, tristemente, ho ricevuto molti rifiuti… Anche a Fermignano…erano previsti due concerti nei giorni della ricorrenza 11 aprile, ma non sono andati a buon fine per mancanza di fondi… A Milano la Sacrestia del Bramante invece ha chiesto delle cifre astronomiche per l’affitto dei locali. Insomma le cose si sono capovolte: un artista lavora un anno per un bel progetto, studia e ristudia all’inverosimile le musiche del repertorio, dedica 5,6,7 ore al giorno allo studio, propone il concerto e richiede il giusto compenso per le proprie fatiche e in cambio si sente dire che se vuole suonare deve pagare una bella somma per l’affitto della sala… Se fossi un qualsiasi artigiano che deve svolgere un lavoro, sarei nelle condizioni di dover pagare per lavorare, senza contare che, oltre a non ricevere un cachet ci sarebbero tutte le spese di viaggio, ospitalità, ecc… <Credo che il mio sia uno dei progetti culturalmente di spessore disponibile per celebrare il Bramante, peccato che "dal dire al fare ci stia di mezzo il mare"…
    Comunque qualche realtà sensibile c'è: Le calze rotte del Bramante è decollato a Loreto e lunedì 26 maggio lo realizzerò in Puglia a Bisceglie. In autunno qualche rara apparizione, mentre alcuni paesi europei lo stanno accogliendo con grandissimo entusiasmo! Ancora una volta l'Italia non riesce a credere nelle sue potenzialità e le prossime generazioni forse non sapranno nemmeno più che Bramante è stato uno dei più rappresentativi artisti italiani.
    Ultima pillola amara. In questi giorni, per soddisfare una mia curiosità, ho domandato a 50 persone di varia estrazione culturale se sapessero chi fosse Donato Bramante. Risultato 32 persone su 50 non sapevano chi fosse (fra questi 8 ricordavano vagamente il nome ma non lo associavano ad alcuna categoria professionale). Non è un sondaggio serio, ma è tristemente significativo. Grazie per avermi dato l'opportunità di scrivere queste amare riflessioni che tuttavia mi spingono a continuare a credere con determinazione nella mia mission musicale/culturale! Un sorridente saluto Gabriella Perugini

    • Grazie Gabriella. Segnalo subito il suo commento al nostro redattore. Un cordiale e sorridente saluto anche a lei.

  2. avete ammirato la devastazione posta in essere da famiglie molto in vista della Catania-bene sui beni demaniali indisponibili e costituiti dalle spiagge e dalle scogliere della città di Catania? Ebbene ammirate lo stato di devastazione e degrado e valutate l’inerzia colpevole se non dolosa delle autorità obbligate ad intervenire. Ed allora ; cosa fa la Capitaneria di Porto di Catania? Autorizza. Il Comune di Catania e la locale Procura della Repubblica si limitano a guardare ed a passeggiare la prima domenica di ogni mese. Che idiozia!!!!

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