Il grande caos della legittima difesa

Chissà se questo Bel Paese diventerà il nuovo Far West. Chissà se per i crimini in calo la soluzione sarà davvero potersi fare giustizia da soli. Sull’onda emotiva e sull’onda dell’elettorato si prova a trovare a Palazzo Chigi delle non soluzioni al problema (?) della sicurezza (forse più percepita che effettiva). E allora arriva alla Camera un disegno di legge già rinominato “sulla legittima difesa”. La cosa più curiosa è la polemica che si è scatenata sulla possibilità di difendersi solo di notte da intrusioni in casa.

Si scatenano le reazioni da baretto di quartiere, le metafore e le iperboli. È un peccato che lo facciano dei politici, che prima di twittare o presenziare potrebbero leggere ciò che sono chiamati a studiare e valutare (sì, su nostro mandato). Una polemica singolare visto che è montata su questo passaggio della modifica che si propone, e che la Camera ha approvato, di considerare “legittima difesa (…) la reazione a un’aggressione commessa in tempo di notte, ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi ivi indicati con violenza alle persone o alle cose, ovvero con minaccia o con inganno”.

Per i meno avvezzi alla grammatica consigliamo di tradurre ovvero con l’odioso (e sbagliato) piuttosto che. Il risultato è che questa preminenza della circostanza notturna, del tramonto, dei vampiri, proprio non pare sussistere. Basterebbe la buona fede, la conoscenza base della lingua piuttosto che (ovvero) la voglia di leggere e comprendere per evitare di prendere cantonate.

Ma alle cantonate non bada più nessuno e quindi avanti sulla base di ipotesi. Scrive, a ragione, nel suo Buongiorno su La Stampa, Mattia Feltri (leggi qui): “La legge in questione, infatti, dice che ‘si considera legittima difesa la reazione a un’aggressione commessa in tempo di notte ovvero a seguito dell’introduzione nei luoghi ivi indicati con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno’. L’unica differenza è che nottetempo non ci si devono fare neanche tante domande, si vede un’ombra e pum, legittima difesa. Tranquilli, si può sparare sempre. Soprattutto stupidaggini”.

Al di là di ciò, quello che fa riflettere è che il quadro normativo che si vuole modificare non pareva così a favore degli attentatori dell’ordine pubblico. L’art 52 c.p. riconosce quali requisiti di legittima difesa i seguenti (qui la fonte): l’esistenza di un diritto da tutelare (proprio o altrui); la necessità della difesa; l’attualità del pericolo; l’ingiustizia dell’offesa; il rapporto di proporzione tra difesa e offesa.

Poteva bastare. 

Penna Bianca -ilmegafono.org

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About Penna Bianca

Alberto Agostini è nato a Massa Marittima giusto in tempo per vedere i Mondiali in Italia anche se allora non aveva ancora assaggiato le tagliatelle. Ha conseguito la maturità classica su un colle toscano la cui bellezza l’ha talmente traumatizzato che da qualche anno vive all’ombra di Torre Velasca. Gucciniano convinto, maremmano inurbato, lettore di noir messicani, musicopatico, si è lasciato affascinare dall’art. 2423 del Codice Civile ma senza perdere la tenerezza. Collabora con il megafono.org da quando è stato fondato occupandosi principalmente di musica e attualità. Ha pubblicato un racconto nell’antologia “Italian Shorts” edita da Caracò e collabora dal 2007 con il gruppo di scrittura creativa della città natale. Quando gli eventi della quotidianità si rivelano infausti redige una Gazzetta del Disturbo per il gusto, forse toscano, di sorridere in faccia alle piccole disgrazie della vita.

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