Di Salvatore: “Il Tap un impianto inutile per l’Italia”

Salento sempre più nel vivo della protesta. Nelle ultime settimane, infatti, è stato possibile assistere a diversi disordini, data la decisione del governo di procedere con i lavori per la realizzazione del Tap. Ma i cittadini e il comitato No Tap non ci stanno e in tutti modi cercano di fermare questo ennesimo tentativo di deturpare un territorio bellissimo e ricco come quello pugliese. A marzo scorso sono scesi in campo sia i cittadini che tredici sindaci dei paesi limitrofi a Melendugno, località dove dovrebbe arrivare il gasdotto, per fermare l’espianto degli alberi di ulivo che insistono sull’area interessata.

In un primo momento i lavori sono stati sospesi, ma pochi giorni dopo è arrivato il via libera alla realizzazione dell’opera. Continuano, perciò, le contestazioni dei manifestanti che non intendono cedere. Una questione, dunque, molto complessa che non si limita solo alla protesta per gli ulivi, ma riguarda tutto un sistema che andrebbe analizzato in maniera più approfondita.

Per fare il quadro della situazione abbiamo contattato Enzo Di Salvatore, costituzionalista, che ritiene la protesta un atto comprensibile, senza però addossare le colpe solamente alla Regione. Alla base, infatti, c’è un accordo tra Albania, Grecia e Italia, ovvero un accordo internazionale che, di conseguenza, rende lo Stato responsabile di queste decisioni. A questo punto se l’Italia agisse da sola, violerebbe il diritto internazionale. Ciò che rende la faccenda ancora più bizzarra è la posizione di alcune personalità: “Ora molti politici si dichiarano critici nei confronti del Tap – dichiara Di Salvatore-, ma in realtà sono stati essi stessi a votarlo. L’accordo nasce nel 2012, ma viene votato dalla Camera nel 2013 dai parlamentari del Pd e del centro-destra, mentre i 5 stelle in quella occasione hanno abbandonato la seduta. Si tratta di una scelta infelice del nostro Paese”.

Se da un lato c’è il fronte di coloro che sono fermamente contrari al Tap, dall’altro lato abbiamo chi crede in quest’opera, i cosiddetti Sì Tap, i quali lo ritengono un impianto molto utile e di grande validità per la Penisola. “Il Tap – continua Di Salvatore – non è sicuramente utile, tantomeno per l’Italia. Qui entrano in gioco due fattori: innanzitutto i benefici, che a mio avviso non vedo, e in secondo luogo il tragitto che il gasdotto dovrebbe percorrere fino in Puglia. Come accennato poco fa, quanto sta accadendo è esclusivamente responsabilità dell’Italia, in quanto questo impianto non sarebbe mai dovuto passare da lì. Così come non dovrebbe nascere una centrale in Abruzzo in un zona ad alto rischio sismico”.

Se allarghiamo lo sguardo verso una prospettiva più generale di quanto accade in Italia in materia di sviluppo energetico, la situazione di certo non migliora, come ci spiega il noto costituzionalista. “A breve ci sarà la presentazione di una nuova strategia energetica nazionale per sostituire quella attuale risalente al governo Monti. I contenuti al momento non si conoscono, ma sicuramente è necessario un cambiamento radicale. Ma pare che l’antifona non voglia cambiare, visto che a maggio entrerà in vigore un decreto circa la valutazione di impatto ambientale”.

“Sembrerebbe – continua – che il ministro possa avere la possibilità di non sottoporre a valutazione di impatto ambientale un progetto qualora ritenga che le finalità dello stesso debbano prevalere su quelle di tutela ambientale. Così facendo si rafforza ancora di più questo tipo di attività basata su petrolio, gas e fonti fossili, che viene considerata ottima per lo sviluppo di un Paese, mentre invece è una decisione assolutamente miope. In realtà servirebbe avviare una transizione verso energie più pulite e alternative”.

Ancora la lotta è aperta e di certo non sarà breve, le questioni irrisolte sono tante, grazie anche alla mancanza spesso di trasparenza, e gli interessi, come in ogni progetto, non mancano. “È una situazione sicuramente gestita male sin dall’inizio dalla politica nazionale – conclude Di Salvatore -. Alla base comunque vi sono interessi di altri Paesi e anche dell’Unione Europea”.

Veronica Nicotra -ilmegafono.org

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About Veronica Nicotra

Sono nata a Catania e sono laureata in Scienze per la comunicazione internazionale all’università di Catania. Attualmente sono iscritta a un corso di laurea magistrale in lingue. Lo studio delle lingue straniere mi ha sempre appassionato sin da piccola. Amo lo sport, infatti ho praticato ginnastica artistica per dieci anni. Durante il periodo universitario ho frequentato un laboratorio di fotogiornalismo. Mi interesso di temi riguardanti l’attualità informandomi sempre su ciò che accade nel mondo.

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