IL MEGAFONO

Settimanale on line dall'11 febbraio 2006


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 ARCHIVIO SPAZIO BIANCO

I MESSAGGI DELL'ANNO 2006

UNA CANZONE CONTRO LA PENA DI MORTE

Oggi, 30 novembre, giorno dedicato, in tutto il mondo, al diritto alla vita, ci torna in mente il testo della canzone di Andrea Mirò ed Enrico Ruggeri  "Nessuno tocchi Caino", che per l'appunto parla della pena di morte. Con la speranza che presto questa pratica diventi solo un brutto e lontano ricordo.

NESSUNO TOCCHI CAINO - A. MIRO' & E. RUGGERI

Io sono l'uomo che non volevi,
sono più di tutto quello che temevi.
Domattina sai che ti porterò
al di là dei tuoi stessi pensieri.

E' tutto pronto perché non sbaglio,
ho curato fino al minimo dettaglio.
Quando punterai gli occhi dentro ai miei,
io saprò sostenere lo sguardo.

Il mondo non passa da qui
e non mi importa più di me;
troppi giorni chiusa ad aspettare che
si allargasse il cielo e scendesse su di noi
una mano e un gesto di pietà,
una mano e un segno di pietà.

Il corridoio si stringe ancora,
lo dovrai vedere solo per un'ora.
E' il lavoro mio, è la vita mia;
a eseguire il destino s'impara.

Ma non mi scordo del primo uomo;
ho bevuto per non chiedergli perdono.
Non moriva mai, non finiva mai.
Ma ti abitui a tutto, non lo sai?

Il mondo non passa da qui
e il mio pensiero è andato via,
oltre a queste sbarre fino a casa mia.
C'è lo stesso cielo che domani avrà
una firma e un gesto di pietà,
una mano e un segno di pietà.

Tutto è compiuto perfettamente,
oramai qui non si sbaglia quasi niente.
Controllate voi, due minuti e poi
io potrò tornarmene dai miei,
perché anch'io ho moglie e figli miei.

Il mondo non passa da qui,
ma la mia anima è già via
e dall'alto guarda fino a casa mia.
C'è lo stesso cielo, che domani avrà
una croce e un gesto di pietà.

Io sono qui e la mia anima non è
solo un numero appoggiato su di me:
è una luce bianca andata dove sa,
tra le stelle e un gesto di pietà,
oltre il cielo dove c'è pietà
 

La redazione

mandato da: girodivite.it

HAPPENING DELLE CITTA' INVISIBILI ORGANIZZATO DA GIRODIVITE

Sei band, undici fotografi, due pittori, due scultrici, un attore, due dj e un numero imprecisato di videomaker. Questi sono i numeri dell’happening dalle città invisibili, la due giorni che Girodivite ha organizzato a Catania. Il 7 e l’8 novembre, al centro sociale Auro, protagonista sarà l’arte a trecentosessanta gradi, che si tradurrà in 8 ore di concerti, 110 fotografie, decine di tele e proiezioni video. Reading e djset completeranno la programmazione. Questo è il nostro primo evento. L’idea di fare una festa girava nelle teste dei nostri redattori da un bel po’ di tempo, ma questa volta l’idea è uscita fuori dalla redazione e si è passati alla fase operativa e organizzativa. Al nostro appello hanno risposto positivamente quelle band che da anni seguiamo nelle nostre pagine, e che da anni animano lo scenario live catanese, hanno quindi dato il loro ok definitivo: Ottavo Cerkio, Tapso II, Hoovers, Theramin, Diane and the shell, Barbagallo F., una programmazione live che spazia dalle sonorità più tipicamente indie-rock, a quelle che si muovono nell’universo rock n’ roll più puro, fino ad arrivare al rock italiano, e alla sperimatazione più pura e sporistica. Ma anche il djset è stato pensato per mettere d’accordo tutte le orecchie, alla consolle dell’happening saranno protagoniste le macchinette della Rewind Crew, che dopo aver organizzato la prima street parade in territorio catanese ha girato in lungo e in largo la Sicilia per proporre i loro set a base di tekno, drum n bass, raggae, e minimal. Ma non ci siamo voluti fermare alla musica; l’happening è stato pensato e organizzato per accogliere tutte quelle realtà che altrimenti non avrebbero il giusto spazio per esprimere le loro creazioni. Open space allora per la Expo, che vedrà protagonista gli scatti fotografici di Maria Vittoria Trovato, Valeria Giardina, Corrado Vasquez, Daniela Bramanti, Carmelo Cannizzaro, Marco Garofalo, Tano Rizza, Antonio Rigano, Josè Gullotta e Salvatore Scandurra. Fotografi dalle esperienze e dai soggetti più differenti, che animeranno la collettiva artistica all’interno della galleria del csa Auro. Luogo che accoglierà anche i quadri di Stefania Mangano, Marco Garofalo, Valeria Cafeo e Massimiliano Sorrenti. Tutte e due le serate saranno aperte, alle 20, dalle proiezioni video. Anche qui, generi e temi si fondono e danno vita ad un eterogeno spazio semiotico dove troveranno collocazione cortometraggi, videoart, videoclip, videoracconti e interviste. L’evento si delinea interessante. Vi lasciamo alla lettura del programma finale, ma non è detto che in questi giorni non arrivino altri artisti.. 

Girodivite presenta Happening dalle città invisibili  “U kani muzzica sempri u strazzatu” 7 e 8 Novembre dalle ore 20 in poi, Csa Auro, Via Santa Maria del Rosario 24, 

Catania Martedì 7 Novembre Band: Ottavo Cerkio- Tapso II- Hoovers Djset: Rewind 

Mercoledì 8 Novembre Band: Barbagallo F.- Theramin- Diane and the shell Djset: Rewind 

Tutti i giorni Expo fotografica: Maria Vittoria Trovato, Valeria Giardina, Corrado Vasquez, Daniela Bramanti, Carmelo Cannizzaro, Marco Garofalo, Tano Rizza, Antonio Rigano Josè Gullotta, Salvatore Scandurra, laboratoriocreativo.org 

Painting: laboratoriocreativo.org, Stefania Mangano, Marco Garofalo,Valeria Cafeo, Massimiliano Sorrenti 

Reading: Marco Pisano e Shirin Demma 

Installazioni video: Angelo Bramanti 

E inoltre: proiezioni video, cortometraggi, videoart, videoclip, videoracconti 

7 Novembre: Ottavocerkio- Tapso II- Hoovers 8 Novembre: Barbagallo F.- Theramin- Diane and the shell

 

PERCHE' ABBIAMO DECISO DI TOGLIERE IL FORUM DALLA NOSTRA HOMEPAGE

Carissimi ed affezionati lettori, amici, seguaci, adepti, ed altro ancora, come avrete già notato, da poco più di una settimana la nostra homepage (o pagina iniziale, per i meno anglofoni...eheheh) è orfana del forum. Vi sarete chiesti per quale ragione, magari pensando ad un nostro errore o ad una imperdonabile distrazione, o forse non ve lo siete chiesti ed in questo momento mi state dicendo: "e chi se ne frega!". Scherzi a parte, come redazione riteniamo corretto chiarire a quanti erano soliti partecipare al forum  i motivi della nostra decisione. Molto semplice. Il nostro sito è nato (e continua a vivere) come spazio di informazione, commento e dibattito sui principali temi che caratterizzano la vita di questo pianeta e riempiono le pagine o gli schermi dei media tradizionali. Ognuno di noi può esprimere una sua considerazione, può segnalare qualcosa, può soprattutto commentare quanto accade nella propria città, nella propria regione, in Italia e nel mondo, può esprimere il suo sdegno, la sua indignazione, oppure il suo punto di vista, le sue proposte. Può anche solo segnalare una frase, una poesia, un disco, un libro, un film, qualcosa che ha o ha avuto un significato particolare o che, semplicemente, piace o è piaciuto. Pensiamo che attraverso questo spazio, attraverso la scrittura ci si possa sfogare, si possa urlare a qualcuno, a chi legge, tutto quello che abbiamo dentro e che la società, la politica, la stampa e a volte anche le associazioni non vogliono ascoltare ne permetterci di esprimere. Il forum poteva essere uno strumento collaterale ed utile a questo scopo, ma non poteva diventare il mezzo principale. Non potevamo più accettare che il dibattito si riducesse ad uno scontro tra fazioni su argomenti sterili, ad una reciproca contesa che non conteneva i connotati nobili della critica intelligente, ma solo quelli banali e bassi della contrapposizione personale tra gli utenti. Inoltre, cosa ancor più importante, il forum costituiva un dispendio di energie per molti dei componenti della redazione e per quegli utenti che volevano affrontare argomenti realmente interessanti. Molti di loro, infatti, invece di scrivere le loro considerazioni sotto forma di articolo o di commento (la forma preferita dal nostro sito), finivano con l'avviare discussioni sul forum, che poi si tramutavano, tra provocazioni e contrapposizioni preconcette, in litigi o addirittura inutili scambi d'offese, magari con l'aiuto di qualche disturbatore di professione. Per tale motivo, la redazione ha pensato di rinunciare al forum, in quanto incompatibile con lo spirito del nostro sito. Quindi, chiunque voglia continuare ad esprimersi attraverso il nostro spazio, potrà farlo, come sempre, inviando i propri articoli o commenti alla mail della redazione. E questo discorso vale anche per alcuni componenti del nostro staff... Buon urlo!!!

La redazione

IL NOSTRO MARE DI LACRIME

Mediterraneo:il nostro mare! Sbattuto dai venti, battuto in lungo e in largo da barche dai nomi francesi, spagnoli, greci, latini, arabi, italiani. La dolce culla della nostra cultura è una bocca scura che ingoia compagni, amici, familiari, compaesani per chi deve assaggiare il sale della fuga. Barconi improbabili si sfaldano al sole, tra le mareggiate, sotto il peso di troppe speranze. Troppe speranze annegano, chissà quanti cuori saturi d’acqua smettono d’essere cuori nel nostro mare; e allora non ci stupisce, ma ci devasta l’anima, pensare che sulle rive di una spiaggia, accanto ad ossa di seppie potrebbero esserci frammenti di altre ossa che corrose come conchiglie sembrerebbero comuni relitti di un mare che non può farci paura perché “ nostro”. In quei momenti mi viene da cantare: “ Lungo le sponde del mio torrente voglio che scorrano i lucci argentati non più i cadaveri dei soldati portati in braccio dalla corrente..”

Sara Montoneri

mandato il 4-09-2006  da: I briganti - Associazione sportiva di Librino (Catania) 

UN' INIZIATIVA TRA SPORT E SOCIALE

Un piccolo evento per trascorrere una serata all'insegna del rugby "sociale"; venerdì 8 settembre (Arena Argentina di via Vanasco 10, proiezioni alle 20,30 e 22,45) presenteremo (in anteprima per la Sicilia) il film "I cinghiali di Portici", film già in concorso al Torino film festival ed al Festival del cinema di Sulmona (2005), che partecipa a vari festival internazionali e riceve il premio "Sergio Leone" nella rassegna "CINEMA A MEZZOGIORNO" del 2004). Il film è ambientato in provincia di Napoli in una comunità di recupero, in un luogo battuto dal rumore del continuo passare dei treni e dalle onde, dall'acqua del mare che si frange sulla spiaggia poco lontana. L'istitutore di quel mondo a parte, ex giocatore, sceglie lo sport del rugby per dare coesione e sogno, cercando percorsi di reinserimento non convenzionali...All'anteprima saranno presenti il regista Diego Olivares e l'attore protagonista Ninni Bruschetta che ci racconteranno come è nato questo film sul rugby così particolare.
La serata è promossa dall'asd "i briganti rugby Librino": http://www.centroiqbalmasih.it/ibriganti.html
Chi vorrà potrà informarsi sulle attività che svolgiamo nel quartiere di Librino e su come sostenere (o partecipare) all'avventura della società di rugby (che si riunisce in assemblea lunedì 11 settembre alle ore 20.00 ospite di Millemondi, chi vuole conoscerci può raggiungerci anche in quell'occasione). Intanto vi invitiamo a partecipare all'evento cinematografico e, se vi và, a diffondere la notizia. 

Saluti briganti

VITTIME SILENZIOSE NELLE NOTTI CITTADINE

Visto che questa pagina è una sorta di radio libera in cui dire quello che abbiamo dentro, quello che sentiamo, io voglio esprimere con tutti voi un sentimento che ho provato stasera, un sentimento di rabbia, di terribile rabbia. Stavo attraversando una via della mia città, quella che porta alla stazione, attorno alle 23.30, quando ho visto ai bordi della strada quattro-cinque ragazze di colore, ferme, alcune in attesa, altre in trattativa con un cliente. In apparenza prostitute giovanissime, in realtà ragazze sfruttate, costrette, schiave di un mondo senza scrupoli, di un sistema maschilista forzuto, violento, spietato. E' la seconda volta, a distanza di anni, che mi trovo a passare a quell'ora per una delle vie della stazione, ed è la seconda volta che vedo questo silenzioso scempio dell'anima che si consuma ogni notte, la seconda volta che un magone enorme mi assale nel vedere ragazze giovanissime, bellissime, costrette a soddisfare le voglie di uomini senza scrupoli, di maledetti complici di un business che passa sopra la miseria del mondo. Non voglio entrare nel merito della prostituzione in quanto tale, non voglio dare e non sono abituato a dare giudizi di valore sulla libertà di fare ciò che si crede del proprio corpo. Personalmente non ho nulla da contestare ad una persona che decide di mercificare la propria sessualità, non ne contesto i valori, non giudico, perché se una persona adulta sceglie consapevolmente e liberamente nessuno ha il diritto di giudicare o contestare. Su una cosa però non transigo, e nessuno dovrebbe transigere: lo sfruttamento è qualcosa che rompe ogni confine di scelta, ogni limite di accettazione. Dietro quei trucchi, quei vestiti e quelle movenze c'è un dramma terribile, una disperazione tremenda che urla, che stride con le luci delle abitazioni in cui si vive serenamente, conversando e guardando la tv con tutti i suoi bei modelli, la ricchezza, l'opulenza. Ed intanto laggiù, a pochi isolati da noi, dal nostro quieto vivere, ragazze più piccole di noi, o nostre coetanee, sono costrette a sporcare il proprio corpo con i sudori luridi di "ominicchi", mezzi uomini, che si sentono grandi di fronte a loro, che si beano, che dopo averle possedute le disprezzano, le picchiano, davanti al mondo di tutti i giorni gridano alla cacciata di queste adescatrici, in nome di una moralità che è falsa quanto la loro ostentata virilità. E intanto i criminali, gli sfruttatori, sono sempre lì che se la godono, che tengono sotto minaccia queste povere vittime, che preparano lo sbarco in Italia di altre povere ed ignare vittime, richiamate qui da false promesse che, al primo giorno di soggiorno, si tramutano tragicamente nella vera realtà. La cosa che mi fa più male è che nemmeno le forze dell'ordine le proteggono, le aiutano, niente. Stasera, l'auto davanti a me era una volante dei Carabinieri, che è passata tranquilla da quella strada senza far nulla. Un controsenso. Gli uomini dello Stato che attuano o devono attuare una tacita e consapevole indifferenza di fronte all'illegalità evidente. Va bene che poi il controllo va a risolversi sempre a discapito delle ragazze (il cui passaporto è detenuto dai protettori) che vengono espulse e di fatto lasciate sotto gli artigli della criminalità, sia qui che nel proprio paese. E' anche vero che la legge non consente alle forze dell'ordine grandi possibilità di manovra, a meno che non si colga l'estremo dell'adescamento. E il cliente? Colui che alimenta questa tratta delle schiave la fa sempre franca. Per lui nessuna possibilità di incriminazione. Mi domando perché. Credo che se la prostituta lo fa per scelta, allora il cliente non deve essere punito, ma di fronte ad una ragazzina di tredici anni, straniera, sicuramente sfruttata, non si può far finta di niente, perché si è complici, si è allo stesso livello degli sfruttatori. E allora dovrebbero scattare le sanzioni. Purtroppo però la nostra legislazione in materia non lo prevede ed è controversa. E nessun governo prende mai sul serio il destino di queste ragazze. Perché non portano voti. E quindi politicamente non valgono nulla. Sono solo vittime silenziose nelle notti cittadine.  

Massimiliano Perna

 

UNA BREVISSIMA RIFLESSIONE A POSTERIORI

Dopo gli eventi imprevedibili di Spagna, per la precisione di Villareal, ridente paese della provincia di Castellòn, pensavo che il mio bistrattato sentimentalismo partigiano (inteso come spirito di parte) fosse stato definitivamente martoriato e che mai, almeno a breve, avrei rivissuto un’altra delusione cocente, ovverosia quella che non ti aspetti, a cui non sei preparato e che ti trasforma improvvisamente nel dirimpettaio di Mike Tyson su di un ring di Las Vegas, tu che piuttosto che praticare il pugilato ti saresti dedicato una vita intera al cricket. Perdonatemi il paragone tra un partita di calcio e le elezioni politiche, ma la notte del 10 aprile 2006 mi ha lasciato in bocca la stessa amarezza che solo la beneamata squadra meneghina sa darmi, con la costanza di una rata di mutuo (almeno) ventennale e con il tasso variabile! Nessuno può negare che queste elezioni, per noi di sinistra o meglio di centrosinistra, rappresentassero una bella speranza, quella che il Belpaese avesse occhi e orecchie mature per comprendere a fondo la profonda ferita che Berlusconi e il tanto pubblicizzato “berlusconismo” avevano inflitto al concetto di democrazia reale. Invece niente, neanche una piccola crepa, una caduta d’intonaco, una macchia. Nessun passo indietro. Una riconferma, al contrario, un plauso alla sua politica e al suo modo di farla, un soffio nuovo al suo sogno di migliorare la vita degli italiani, una nuova impalcatura per continuare a costruire castelli di accuse a chiunque possa interferire nella sua luminosissima vita di illustre imprenditore. Non siamo ipocriti, non possiamo essere pienamente felici del risultato di questo voto che, politicamente, dà torto a tutta quella meravigliosa favola, in cui tutti abbiamo creduto, della prossima fine o comunque dell’inizio del declino dell’idea e delle ragioni di Forza Italia. I numeri danno ragione al centrosinistra e non posso che gioirne, un governo si farà. Ma dobbiamo fare i conti con una verità incontrovertibile: il “berlusconismo” in Italia è vivo e vegeto, segno che questo continua ad essere un paese di gente povera di nozioni quali stato, democrazia, uguaglianza, solidarietà, diritto, ancora sprovvista di quel senso civico orgogliosamente manifestato da certi popoli che, giustamente, ci guardano con sana commiserazione.  

Giuseppe Calamaro

 

UNA POESIA SUI VERI SICILIANI

Voglio segnalare una poesia che ho trovato su Internet, che è una sorta di canto dei siciliani onesti, quelli che rappresentano la vera faccia della Sicilia, quella dei lavoratori, degli uomini che ripudiano la mafia, che la combattono, che scendono in piazza  a manifestare, che denunciano. Sono tanti e potrebbero essere di più. Dipende da noi e da chi scegliamo di mandare nelle istituzioni. I Siciliani sanno come si combatte la mafia, e sanno che la mafia è minoranza in Sicilia, forte, radicata, ma pur sempre minoranza. Ecco perché nessuno si può permettere di etichettarci come mafiosi. Molti leghisti lo hanno fatto e lo fanno ancora, poi però li troviamo qui in estate a godersi la nostra splendida isola, o addirittura li troviamo alleati con un partito siciliano, che non prova alcun imbarazzo a stare con chi ha fatto, e fa tuttora, dell'aggressione verbale e razzista nei confronti nostri e di tutto il sud, il proprio credo politico. Non aggiungo altro. Leggete questa breve poesia. Il titolo è un po' lungo, l'autore anonimo. Ho messo tra parentesi la traduzione, così la possono capire tutti. Buona lettura. 

Massimiliano Perna

COMMENTO DEGLI UMILI E ONESTI SICILIANI CHE NON HANNO PROTEZIONE POLITICA O MAFIOSA

'Un semu sulu mafia... (non siamo solo mafia...)

vulissimu mètiri (vorremmo mietere)  

furmentu biunnu comu l'oru (frumento biondo come l'oro) 

e vignannari nna nostra terra... (e vendemmiare nella nostra terra...)

Mafia, la tua non è la sula facci (Mafia, la tua non è la sola faccia) 

di sta terra ncantata... ( di questa terra incantata...)

Statti ammucciata pi la gran vriogna (stai nascosta per la gran vergogna)

di non putiri taliari nta l'occhi (di non poter guardare negli occhi)

l'autri siciliani! (gli altri siciliani!)

Su' puru frati toi, ma 'n-pettu a iddi (sono pure fratelli tuoi, ma davanti a loro)

la tò forza nsidiusa si sprufunna (la tua forza insidiosa si sprofonda)

come l'acqua 'nfangata di 'na fogna (come l'acqua infangata di una fogna)

'nta li strati celesti di lu mari... (negli strati celesti del mare...).

Anonimo siciliano

mandato da: Fabio Sillato il 19/03/2006

La consiglio a chi sa capire, e a chi vuole capire... un capolavoro!

A COLEI CHE È TROPPO GAIA

Sono belli come un bel paesaggio, la tua testa il tuo gesto il tuo atteggiarti; il tuo riso scherza sul tuo viso come in un cielo chiaro fresco vento.
Il malinconico passante che tu sfiori è abbagliato dalla salute che zampilla dalle tue braccia, dalle tue spalle, come una luce.
I colori squillanti che spargi nelle tue vesti suscitano nel cuore dei poeti l'immagine d'un balletto di fiori.
Quegli abiti folli sono l'emblema del tuo spirito screziato: folle che mi rende folle, io t'odio nella misura che t'amo.
A volte in un bel giardino ove trascinavo la mia atonìa, ho sentito l'ironia del sole straziare il mio petto;
e se la primavera, il verde hanno tanto umiliato il mio cuore, ho punito in un fiore l'insolenza della Natura.
Così la notte, quando scocca l'ora della voluttà, verso i tesori del tuo corpo vorrei arrampicarmi in silenzio, come un vile:
per castigare la tua carne gioiosa, straziare il tuo seno pacificato, nel tuo fianco stupefatto aprire una larga ferita
e, vertiginosa dolcezza, attraverso queste splendenti, bellissime labbra, infonderti, sorella, il mio veleno.

"I Fiori Del Male"  di C. Baudelaire

 

mandato da: Marco Formica il 16/03/2006

VI CONSIGLIO QUESTO DOCUMENTARIO: 911 IN PLANE SITE.

La verità sugli attentati dell’11 settembre, che tutti noi abbiamo sino ad ora data per certa, cambierà totalmente prospettiva dopo la visione di questo documentario della durata di circa 1 ora. Le immagini che abbiamo visionato centinaia di volte, grazie al bombardamento dei media, non saranno più le stesse. Tutto ciò che davamo per scontato in effetti non lo era per niente.Un gruppo di giornalisti americani non ha fatto altro che raccogliere le immagini passate in tv e qualche altro video amatoriale per ricostruire con meticolosa precisione gli avvenimenti di quell’11 Settembre 2001. Siete davvero sicuri che sia caduto un aereo in un’ala del Pentagono facendo decine di morti? Siete davvero sicuri che gli aerei che hanno impattato le Torri Gemelle causandone la caduta e tutte quelle migliaia di vittime, siano davvero aerei civili? E l’aereo trovato nei pressi di un bosco, che non causò ulteriori distruzioni grazie all’eroica azione di alcuni civili, è realmente caduto? Cosa sapeva Bush? E che ruolo ha avuto in realtà Bin Laden? La parola “sconvolgente” è l’unica parola che vi verrà in mente dopo aver visionato questo documentario. Buona visione.

 

LA PROTESTA DEI TOPI ITALIANI

Ho appena ricevuto una mail da parte dell'Unione Italiana Topi e Roditori, che ha voluto affidarsi al Megafono per poter rispondere alle dichiarazioni odierne dell'On. Antonio Di Pietro, con particolare riferimento ad una frase da lui pronunciata. Siamo lieti di pubblicarla qui di seguito. 

La Redazione

Egregia redazione del Megafono.org, ho deciso di inviarvi il breve comunicato dell'associazione da me presieduta, relativo alla frase pronunciata stamani da Antonio Di Pietro, leader di Italia dei valori, e trasmessa durante il tg 3. L'On.Di Pietro, infatti, intervenendo sul rapporto conflittuale tra il duo Casini-Fini e Silvio Berlusconi, emerso con maggiore evidenza negli ultimi giorni, ha detto che i leader di Udc ed An stanno attaccando il premier per salvarsi da responsabilità che sono anche loro, visto che i risultati disastrosi di un governo sono di tutti coloro che vi partecipano. Fin qui nulla di male. Il fatto grave, che ci spinge a protestare, è che il leader di Idv ha concluso la sua dichiarazione dicendo:"Come sempre, quando una nave affonda,  i topi fuggono". Cara Redazione, come Unione Italiana Topi e Roditori esprimiamo tutto il nostro sdegno per la volgarità rivoltaci, siamo stanchi di essere accostati a personaggi di basso livello. Noi topi siamo animali intelligenti e molti studi hanno dimostrato che siamo forse più intelligenti dell'uomo. Proprio per la nostra elevata intelligenza, chiediamo di non essere paragonati a nessun politico dell'attuale centro-destra. Consapevoli che sarebbe stato peggio essere accostati a Borghezio o Calderoli, preghiamo Antonio Di Pietro di smentire o meglio di correggere la sua affermazione. In caso contrario, saremo costretti ad attuare iniziative di protesta sia dentro che fuori dal Parlamento, nei cui meandri risiediamo sin dalla sua istituzione. Ringraziandovi per la vostra disponibilità a darci voce, vi porgiamo cordiali saluti.

Rigoberto Topolaus

Presid. Unione Italiana Topi e Roditori

 

9 APRILE: NON FACCIAMO DI NUOVO GLI ASINI

C’era una volta un Asino a cui un Cavaliere aveva promesso una carota, se solo avesse fatto quanto da lui chiesto. L’asino visto il carico da portare si rifiutò dicendo:<< Ma se faccio quanto tu speri per il tuo comodo, caro padrone, io morirò!>>, ma il Cavaliere gli mostrò la bella carota, grossa e succosa, e l’Asino dimenticandosi del resto, abbagliato da cotanta bontà, si fece caricare. Alla metà del tragitto l’animale morì. La favola dimostra che spesso gli uomini si fanno abbindolare da facili promesse, in realtà irraggiungibili. Questi sono destinati a soccombere sotto il peso delle orribili cose che la speranza ha fatto perdere di vista, mentre l’abile tessitore di inganni  ha ottenuto quello che voleva

Sara Montoneri

 

11 MARZO                                                            11/03/2006

Per ricordare le 191 vittime del terribile attentato di Madrid, avvenuto esattamente due anni fa, l’11 marzo 2004, voglio pubblicare una lettera scritta dal celebre scrittore cileno, Luis Sepulveda, all’indomani da quella terribile tragedia. Sono parole vere, sentite, lucide e razionali. Sono parole di grande dignità e forza. Bisogna leggerle. Nella speranza che il prossimo futuro ci riservi solo pace e fratellanza, riducendo il terrorismo e la guerra ad un lontano, orribile ricordo.

Massimiliano Perna

 Venite a Madrid

Venite a vedere il sangue per le strade di Madrid. Erano donne, uomini, bambini, anziani, la semplice e pura umanità che cominciava un altro giorno, un giorno di lavoro, di sogni, di speranze, senza sapere che la volontà assassina di qualche miserabile aveva deciso che fosse l'ultimo. Venite a vedere il sangue per le strade di Madrid, questa città amata in cui tutti arrivano e tutti sono benvenuti. Venite a vedere gli appunti, i libri, le cose sparse fra i resti del massacro. Venite a vedere un giorno morto e il dolore di una società che ha gridato mille volte il suo diritto di vivere in pace. Scrivo queste righe mentre ascolto i notiziari e posso solo pensare alla tristezza delle aule, delle tavole, delle case a cui non ritorneranno più quelle centinaia di cittadini, di fratelli e sorelle le cui vite sono state stroncate in un miserabile atto di odio, perché l'unico obiettivo del terrorismo è l'odio contro l'umanità, perché non c'è causa che possa giustificare l'assassinio collettivo, perché non esiste idea che valga un genocidio, perché non esiste giustificazione alcuna di fronte alla barbarie.
Venite a vedere il sangue per le strade di Madrid, assassini, e verificate che sebbene è certo che ci avete sprofondato nel dolore, lo è altrettanto che con questo crimine inqualificabile una volta di più non avete conseguito nulla. Il valore dei madrileni che immediatamente si sono riversati a soccorrere i feriti, a donare il sangue, a facilitare il lavoro delle forze di sicurezza e di salvataggio, è stata l'immediata risposta morale di una città fraterna, di una cittadinanza responsabile e solidale. Mentre scrivo queste righe so che gli assassini stanno nelle loro tane, nei loro ultimi nauseabondi nascondigli perché non ci sarà luogo sulla o dentro la terra dove possano nascondersi e sfuggire al castigo di una società ferita. So che guardano la televisione, ascoltano la radio, leggono i giornali per misurare i risultati della loro codardia, l'infame bilancio di un atto che ripugna e che ha trovato solo la condanna dell'umanità intera.
Venite a vedere il sangue per le strade di Madrid, venite a vedere il giorno inconcluso, venite a vedere il dolore che lascia allibiti, a sentire come l'aria di un inverno che si ritira porta il «perché?» per i parchi amorosi, le fabbriche, i musei, le università e le strade di una città il cui unico modo di essere è e sarà sempre l'ospitalità. Assassini; la vostra zampata d'odio ci ha causato una ferita che non si chiuderà mai, però siamo più forti di voi, siamo meglio di voi, e l'orrore non interromperà né piegherà quella normalità civica, cittadina, democratica che è il nostro bene più prezioso e il migliore dei nostri diritti.
Venite a vedere il sangue per le strade di Madrid, anche il cinismo di quelli che hanno provato a lucrare sul dolore di tutti, di quelli che manipolano le lacrime e la disperazione, di quelli che non vedono orfani, vedove, esseri mutilati ma solo voti.
Venite a vedere il sangue per le strade di Madrid, di questa città che ha gridato «pace» con voce unanime, e il suo grido è stato ignorato da un servo dell'imperialismo nordamericano, da un lacchè del signore della guerra che pretende di governare il mondo, ed è solo riuscito a portare l'orrore in Europa.
Venite a vedere il sangue per le strade di Madrid, il lavoro sereno di medici e infermiere, il gesto triste dei governanti solitari, e anche il sorriso infame di un buffone italiano, l'unico al mondo ad assecondare Aznar con le sue menzogne.
Venite a vedere il sangue per le strade di Madrid, bagnateci le vostre mani e scrivete «pace» su tutti i muri della terra.

Luis Sepúlveda

 

BUON SANGUE NON MENTE!                                      

 10/03/2006

Mi voglio complimentare, penso a nome di tutti, con "l'onorevole" Alessandra Mussolini, per la frase pronunciata ieri sera a Porta a Porta: "Meglio fascista che frocio". Pur sforzandomi  e facendo ricorso a tutte le mie capacità mentali, non sarei mai riuscita a sfornare una frase più di cattivo gusto di questa! Mi stupisco come non abbia ancora proposto di inserirla nella Costituzione, magari accanto le disposizioni transitorie che prevedono il  divieto di ricostituzione del partito fascista!

Giusy Montoneri

UNA MIMOSA PER NON DIMENTICARE                 

                                                                                 8/03/2006
Che tristezza trovarsi fuori la sera dell' 8 Marzo e rendersi conto di come migliaia di donne riescano a banalizzare il ricordo di questo giorno. Nel lontano 1908, le operaie dell'industria tessile Cotton di New York scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per qualche giorno, finché il proprietario non chiuse le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Fu appiccato un incendio e quel giorno morirono più di 100 donne. Oggi questa data, così "lontana" da quel 1908, è diventata la festa delle donne, la festa dei fiorai e dei ristoratori, dei locali che fanno a gara per chi organizza l'evento più bello,lo spogliarello dell'anno con il Costantino di turno..e così, mentre quelle donne ieri pagavano con la vita la lotta per i loro diritti, le "stesse" (non direi proprio!) donne, oggi, pagano fior di quattrini per sciuparne così il ricordo..

Giovanna Ruffino
 

8 MARZO: UN PENSIERO ALLE DONNE                           

 8/03/2006           

Volevo dedicare alcune righe alle donne, in occasione di questa importantissima ricorrenza, il cui senso dovrebbe essere ben spiegato nelle scuole e sui mass media. In questo giorno, come in ogni altro della mia vita, il mio pensiero e la mia vicinanza si dirigono verso tutte quelle donne che sono ancora costrette a vivere nel silenzio, nella sofferenza e nella schiavitù, le migliaia di nuove schiave, di donne-bambine martoriate dalla costrizione e dalla prostituzione, quelle che con coraggio estremo ed impareggiabile continuano a sperare in un mondo migliore, quelle che sperano nella fine di un’oppressione che dura da troppo tempo, quelle che sperano che gli Stati di tutto il mondo, islamici o cattolici, riconoscano alla donna uguaglianza assoluta ed il suo diritto fondamentale ad essere libera e decidere del proprio corpo. Penso alle donne ammalate, a quelle che sperano nella ricerca scientifica frenata, specie in Italia, da una classe politica sensibile solo al potere elettorale delle gerarchie ecclesiastiche e sempre pronta ad anteporre le logiche elettorali ai diritti delle donne. Penso a tutte voi: a chi ha paura, ma anche a chi ha coraggio, alle donne antimafia, alle madri di Plaza de Mayo, le quali nonostante i corpi indeboliti dall’età sono capaci di gridare più forte la loro sete di giustizia, alle missionarie, alle tante che fanno del bene in silenzio, lontano da ogni luce, alle madri che sanno fare anche i più piccoli sacrifici per i loro figli, alle nonne, a due splendide, eccezionali donne che se ne sono andate via da pochi mesi, ai tanti ricordi, all’amore ed agli insegnamenti che mi hanno regalato, alla donna in quanto tale, alla sua grandezza, alle donne che ce l’hanno fatta, a quelle che vogliono rendere il potere più sensibile, alle donne che amiamo e sanno darci amore, alle nostre mamme e sorelle, alle nostre amiche, alle donne che vivono liberamente le proprie emozioni. Voglio abbracciarvi tutte, un abbraccio ideale che vi possa raggiungere ovunque siate, un abbraccio semplice di fronte alla vostra immensità. Ed un desiderio: rendete onore a questa ricorrenza, ricordando il sangue che questa data ancora evoca, il sacrificio di tante donne, morte per difendere i loro diritti, riflettete, discutete, commemorate, fermate chi vuole rendere l’8 marzo una festa consumistica da celebrare in una banale discoteca. L’8 marzo è una cosa seria, merita rispetto, anche perché, se la vivete nell’altro senso, allora sappiate che è inutile, poiché quell’8 marzo deve coincidere con la normale quotidianità.

Massimiliano Perna

 

mandato da: Alberto Agostini l'1/03/2006

PER UN PUGNO DI EURO IN PIU'

 Come hanno spiegato durante l’assemblea di istituto la nostra scuola ha dei gravi problemi economici. Mi sembra strano che ci si  accorga solo adesso che ci sono solo 529 euro nelle casse della scuola, ma non voglio essere malizioso, perciò non mi occuperò di questo, privilegiando un’analisi, se così la posso chiamare, della situazione da un punto di vista più globale. Sulle nostre finanze grava il peso enorme delle tasse da pagare e dei compiti che l’istituto deve adempiere inevitabilmente, questi ultimi in particolare sono gli stage che deve garantire obbligatoriamente agli studenti della terza area professionalizzante. E’ paradossale che la scuola pubblica, un ente pubblico, cioè proprietà dello Stato, deve pagare le tasse allo Stato. Stato che paga tasse allo Stato. E’ assurdo! Inoltre prima il Ministero della pubblica Istruzione (ora gode di maggior prestigio dato che si chiama Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) finanziava  la scuola per pagare le tasse. Ora non più. Perché? Perché non ci sono soldi? No perché i finanziamenti per la scuola privata ci sono, e ci sono anche per coprire l’ICI che gli edifici di culto non pagano più. Ma i fondi per la scuola pubblica non ci sono, è la scuola dei poveracci che versano solo 100 euro di tasse per un Diritto. Ma a parte le polemiche che solleverei volentieri, dove possiamo trovare i soldi se lo Stato italiano ha un deficit ( il famoso “buco”) che ammonta a 60.000.000.000 di euro? Dalla Ricerca? Già fatto (siamo uno degli ultimi Paesi in Europa per fondi destinati a questo scopo). Dalla cultura? Sì la cultura nell’ottica degli “onorevoli” serve a poco, permette di ragionare e basta, insomma meglio la Cadillac di un libro! Oh no, accidenti, anche alla cultura hanno tolto i fondi… accidenti! Ah sì… avrei un amico, Gianpiero, fa il bancario… che ne dite se gli faccio fare il trucco magico del “ruba i soldi al defunto”? Sì sì, chiamiamo Gianpiero. Avete il numero di San Vittore? No? Maledetti comunisti! E se facessi pagare le aliquote ai miliardari? Ma sono diventato matto?? Poi la barca chi la paga a D’Alema? E i bambini di Ricuccitronchettimontenzemolo alla Sorbona? No no, lasciamo perdere. Abbandonata questa pista mi viene in mente che potremmo risparmiare sulle spese militari… No altrimenti chi lo sente il principale?? Avrei un’idea allora: facciamo il trucco inventato dall’uomo sorridente del “dai con una mano e togli con l’altra”. Sì quello delle tasse. Esatto: togli 30 euro ai miliardari e 50 ai poveri, ma aumenti luce gas e telefono e tutto ciò che puoi, in modo che alla fine non sia un risparmio ma una spesa in più. Che ne dite eh?

Alberto Agostini

liceo classico "Lotti" Massa Marittima (GR)

      

mandato da: J. da Floridia il 25/02/2006

Salve, sono venuta per caso a conoscenza de “IL MEGAFONO”.
Volevo semplicemente complimentarmi per l’idea e per il modo in cui è stato organizzato il sito..
La pagina iniziale con le parole di Daniele Silvestri sono molto significative e fa piacere sapere che qualcuno ne tiene conto, e trovo geniale l’inserimento della famosa tela di Pelizza da Volpedo.
Molto belle le “foto della settimana” come anche le altre pagine che rendono interessante e piacevole il tutto.
Complimenti e in bocca al lupo!
J. da Floridia.


 


mandato da: Rossella Iannone il 21/02/2006

"I TELEGIORNALI. ISTRUZIONI PER L'USO" DI OMAR CALABRESE E UGO VOLLI.

E’ un libro molto utile, che mi ha aperto gli occhi sotto alcuni punti di vista, dandomi in realtà anche un senso di sfiducia ancora maggiore, a dirla tutta.
C’è il capitolo intitolato "i contenuti" in cui viene citato Eco, il quale parla di "censura additiva".
Secondo Eco, la censura non si opera solo attraverso l'occultamento della notizia, ma anche attraverso l'aggiunta esagerata.
Ha grandissima rilevanza il “come” la notizia viene inserita in un dato contesto.
Mi spiego: una notizia con un determinato contenuto può servire, in combinazione con altre simili o contraddittorie, a creare ulteriori informazioni non dette, e in questo modo anche a celare, mascherare o di converso esagerare contenuti scomodi.
Ci sono diversi casi in cui assistiamo ad una "manipolazione" di tal tipo: per esempio, se io faccio un elenco di scioperi, non porterò chi mi ascolta a focalizzare la propria attenzione sul perchè , ma su un senso di fastidio che può generare il disagio.
Oppure, la sequenza di due notizie, una riguardante un evento negativo causato da una parte politica, e una positiva riguardante la parte avversa, crea una connotazione globale che differenzia i buoni dai cattivi, a maggior dispregio di questi ultimi;e ancora, ci sono notizie che, nella loro somma, creano un rapporto di consequenzialità fra di loro immotivato o non pertinente. Metti caso: trasmetto di seguito i disastri dell'economia e poi elenco gli scioperi; in tal caso induco a pensare velatamente che fra il primo e il secondo termine vi sia un rapporto di effetto - causa.
Poi c'è un altro caso, che anche è molto comune: consiste nell'accostare due notizie importanti, ma esagerando il peso di una notizia più comoda, per attenuare la portata di una più scomoda. Ad esempio: si può accrescere il peso e la portata politica di una condanna per mafia per distrarre dal più recente caso di corruzione di un esponente del governo. In genere una variante di tale meccanismo è accrescere il numero e la portata di notizie estere in modo da “addolcir” le notizie negative riguardanti l'Italia. Il testo che ho citato, continua con diversi altri tipi di manipolazione.
Quando l'ho affrontato sono rimasta senza parole, perchè in genere si ha paura solo del "cosa non viene detto" ma, a ben vedere, bisogna stare attentissimi anche al come viene presentato ciò che viene detto. Il telegiornale di Emilio Fede, per esempio, è innocuo sotto questo punto di vista: è chiaramente schierato, è palese, e quindi se scelgo di seguirlo, so effettivamente cos'è che vogliono presentarmi, ma ci sono invece queste manipolazioni più subdole... mi vengono in mente le parole di Jovanotti :" Il nemico si nasconde, si mimetizza tra le pieghe della coscienza..".

mandato da: Rossella Iannone il 21/02/2006

Vi mando anche il testo integrale della canzone "Occhio non vede, cuore non duole" di Jovanotti.

"Il nemico si nasconde si mimetizza tra le pieghe della coscienza
la sua violenza è subdola il suo passo di gatto
difficile davvero coglierlo sul fatto
il nemico è tra noi è dentro di noi
per farlo fuori occorre rinunciare ad una parte di noi stessi
se un tempo era più facile lottare contro ciò che non andava
perché il nemico una faccia ce l'aveva
una voce, una bandiera
sapevi dove andare a prenderlo in giro la sera
aveva nomi e facce, ma non è più
così adesso non si vede ma lui è ancora lì più forte che mai
e sotto sotto spinge col suo dai e dai
e ha stipulato un patto con le coscienze addormentate
nella pubblicità di una realtà falsificata
a migliaia di chilometri di distanza da questa
stanza uomini e bambini schiavizzati, sottopagati
diritti rubati derubati dell'infanzia in qualche capannone dell'estremo oriente
lavorano e producono le griffes dell'occidente
e qui non si sa niente perché sta bene a tanti
tacere verità che sono atroci e allucinanti

pilastri di un'economia vincente dal volto appariscente
che crea la sua ricchezza con la sofferenza di un sacco di gente
e quanti dovranno soffrire quante mucche impazzire
quanta aria velenosa bisognerà respirare
quanti cibi avvelenati bisognerà divorare
quante malattie ancora per interesse non si potranno curare
prima che qualcuno pensi che così non va bene
ma il nemico si è infiltrato dentro al sangue che ci scorre nelle vene
nei sorrisi compiacenti di politiche fatte di parole
all'insegna di "occhio non vede cure non duole"
il nemico ha il volto sorridente cravatta e doppio petto
intorno a grandi tavoli fa incetta di rispetto e di sorrisi
strette di mano accordi tra potenti che non guardano lontano
e approvano la produzione di mine anti uomo
di tutti gli armamenti necessari perché questo sistema
si mantenga bello saldo sui binari di sangue dove viaggia
cosicché anche il coraggio più coraggio si scoraggia
di fronte a questo gioco dove tutti hanno ragione
e i peggiori criminali sono tenuti in alta considerazione
e viaggiano in corsia preferenziale
rimbalzano sull'ammortizzatore sociale e non si fanno mai male
e cambiano i governi ed il nemico gli sorride in silenzio
protetto dalla logica del tacito consenso di chi gode
di questa situazione che fa comodo a tanti
tenere alto il livello di paura e le coscienze ignoranti
paura della povertà paura dell'ignoto
paura di trovarsi di fronte al grande vuoto di se stessi
con la coscienza critica in stato di assoluta catalessi
sconfiggere il nemico è guardarsi dentro
cercare il proprio centro e dargli vita
come a un fuoco quasi spento
renderlo vivo dargli movimento
il nemico si nasconde spesso in quello che crediamo
nei moralismi ipocriti
e nelle trasgressioni controllate e organizzate
nelle droghe illegali e sottobanco ben distribuite
il nemico crea falsi nemici per farsi scudo e apparir perbene
modellerà il suo aspetto e prenderà la forma di ciò che lo contiene
spacciandosi per libertà ti legherà con le sue catene
conservare il controllo di ciò che vediamo
conservare il controllo di ciò che sentiamo
verificare se sotto l'aspetto invitante di un'esca non sia nascosto un amo.
sconfiggere il nemico è guardarsi dentro
cercare il proprio centro e dargli vita come a un fuoco quasi spento renderlo vivo
e dargli movimento".(JOVANOTTI)

Ciao, e complimenti per il sito, Rossella Iannone

 

mandato da: Roberto da Siracusa il 20/02/2006

CROLLO ECONOMICO

Salve, approfitto di questo vostro gentile invito di gridare un mio pensiero che angoscia chi come me si occupa di commercio, di artigianato, ecc. Io mi chiamo Roberto, vivo in questa splendida città, Siracusa, da tanto tempo. Faccio di mestiere l'artigiano. Negli ultimi anni, l'avvento di gruppi commerciali, quali Auchan, Carrefour, ecc, stanno mettendo in ginocchio, la nostra già precaria condizione di sopravvivenza. Bene, il mio urlo va verso tutti voi, siracusani, siciliani, comprate siciliano, aiutate l'economia regionale a sopravvivere,  non riempite le casse di ricchi francesi che vengono da noi a rastrellare per poi non lasciare nulla nel territorio, neanche lavoro, poiché i contratti sono solo trimestrali. Bene aiutiamo i siciliani a rendere ricco il territorio, io personalmente quando vado ad un supermercato guardo la provenienza di un prodotto, vedo prima di comprare un prodotto siciliano, poi italiano, poi se non trovo nulla straniero, ma cerco di aiutare in tutti i modo la mia terra, che continua a soffrire una situazione di profondo malessere economico. Grazie per avermi fatto urlare! Roberto.

 
segnalato da: Giovanna Ruffino il 19/02/2006

STORIA

 La scena che segue si è svolta sul volo della compagnia British Airways tra Johannesburg e Londra. Una donna bianca, di circa 50 anni, prende posto in classe economica di fianco a un uomo di colore.Visibilmente turbata, chiama la hostess. “Che problema c’è signora?” chiede la hostess. “Ma non lo vede? - risponde la signora - mi avete messo a fianco di un nero. Non sopporto di rimanere qui. Assegnatemi un altro posto”. “Per favore, si calmi - dice la hostess - perché tutti i posti sono occupati. Vado a vedere se ce n’è uno disponibile”. La hostess si allontana e ritorna qualche minuto più tardi. “Signora, come pensavo, non c’è nessun altro posto libero in classe economica.Ho parlato col comandante e mi ha confermato che non c’è nessun posto neanche in classe executive. Ci  è rimasto libero soltanto un posto in prima classe” E, prima che la donna avesse modo di commentare la cosa, la hostess continua: “Vede, è insolito per la nostra compagnia permettere a una persona con biglietto di classe economica di sedersi in prima classe. Ma, viste le circostanze, il comandante pensa che sarebbe scandaloso obbligare qualcuno a sedersi a fianco di una persona sgradevole”. E, rivolgendosi al nero, prosegue: “Quindi, signore, se lo desidera, prenda il suo bagaglio a mano, che un posto in prima classe la attende...” E tutti i passeggeri vicini che, allibiti, avevano assistito alla scenata della signora, si sono alzati applaudendo. Se sei contro il razzismo, racconta questa storia a tutti i tuoi amici, anche ad uno solo.  “Sono nato non per partecipare all'odio, ma per partecipare all'amore” (Sofocle) “L'unica razza che conosco e' quella umana” (Albert Einstein)

 

segnalato da: Giovanna Ruffino il 19/02/2006

LE DUE VIRTU’

 

Si racconta che quando Dio creò il mondo, affinché gli uomini prosperassero, decise di concedere loro due virtù. E così fece:

-Gli svizzeri li fece ordinati e rispettosi delle leggi.
- Gli inglesi perseveranti e studiosi.
- I giapponesi lavoratori e pazienti.
- I francesi colti e raffinati.
- Gli spagnoli allegri e accoglienti.
Quando arrivò agli italiani si rivolse all'angelo che prendeva nota e gli disse: “Gli italiani saranno intelligenti, onesti e di Forza Italia!”.
Quando terminò con la creazione, l'angelo gli disse: “Signore, hai dato a tutti i popoli due virtù ma agli italiani   tre, questo farà sì che prevarranno su tutti gli altri”.
”Porca miseria! È vero! Ma le virtù divine non si possono più togliere, che gli italiani abbiano tre virtù!

Però ogni persona non potrà averne più di due insieme”. Fu così che:
- L'italiano che è di Forza Italia ed onesto, non può essere intelligente.
- Colui che è intelligente e di Forza Italia, non può essere onesto.
- E quello che è intelligente e onesto non può essere di Forza Italia.
Racconta questa storia a tutti i tuoi amici, perché quando si andrà di nuovo a votare non succeda che qualcuno perda l'intelligenza o l’onestà ...
 

 

 

 GASTARBEITER

16/02/2006

“ Son ritornati quei tempi, gli stessi di quasi cent’ anni fa, noi eravamo emigranti, la Germania ci offrì ospitalità per far campare quei figli fatti di sangue, di umanità, ora noi siam testimoni di quella forte verità: ci chiamavano “gastarbeiter”, eravamo noi i “gastarbeiter” ! Ci confrontiam coi fratelli, venuti in Italia per lavorar, i fatti sono sempre quelli, serve solidarietà. Adesso c’è chi non ricorda chi la tolleranza non sa cos’è, ma arabi, indiani, africani sono proprio come te! Ci chiamavano “gastarbeiter” , eravamo noi i “gastarbeiter”! “.

 Questa canzone di Roy Paci & Aretuska, in lizza, con altre nove,  per il premio Amnesty Italia 2006,  ripropone la tematica del libro “L’orda” di Gian Antonio Stella, facendo una sorta di parallelismo tra la difficile condizione di emigrati degli italiani, cent’anni fa, e degli emigrati di oggi. Cambiano i volti, la nazionalità, ma, come dice Roy Paci, i fatti sono sempre gli stessi, e serve solidarietà, la stessa che noi, emigranti, chiedevamo, che non abbiamo ricevuto e che oggi, a maggior ragione, dovremmo saper dare, visto che sulla nostra pelle abbiamo provato l’umiliazione, le violenze, l’emarginazione ed il disprezzo. Il problema è principalmente di “memoria”: se ricordassimo meglio quello che hanno subito in Germania, Australia, America, i nostri nonni, adesso non ci comporteremmo così nei confronti di chi viene in Italia per lavorare, e poter permettere condizioni di vita migliori alla propria famiglia o a sé. Non parlando poi di coloro che in Italia non vengono solo per lavorare, ma per poter sopravvivere alle guerre, alle persecuzioni ed alle violenze che subiscono nei propri Paesi.

Giusy Montoneri

 

 

QUALUNQUISMO…CHE PASSIONE

                                                                                                                      13/02/2006

 Alla fiera del qualunquismo per tre soldi un pensierino ciascuno comprò…..suona bene questa versione modificata di un passo di una famosa canzone di Branduardi, ma soprattutto esprime bene un concetto: è facile parlare è difficile dire. Con questa idea nella testa, ho aderito con entusiasmo all’invito di un caro amico di partecipare alla “costruzione” di un sito in cui esprimere liberamente le proprie opinioni. Niente di più piacevole, niente di più gratificante, niente di più facile…facile?  Come? Dipende… In verità, ritengo che esprimere un’opinione richieda fatica. Viviamo in un’epoca di vuote estremizzazioni, di facili schieramenti e di diffuso blaterare. Sfido e anzi auspico che qualcuno mi convinca del contrario. La televisione ne è il più efficace testimone. Mi sembra che la pericolosa tendenza di considerare indispensabile apparire e “farsi vedere” abbia fatto perdere definitivamente di vista un piccolo particolare: abbiamo bisogno di contenuti!È ora che un po’ tutti ci rendiamo conto che la contrapposizione è valida se supportata da argomentazioni serie, la dialettica è sana se si è consapevoli che ciò che si sostiene ha un fondamento, che le parole hanno un prezzo carissimo e spenderle vanamente costa, non al portafoglio ma alla dignità. Così, ritengo che la comprensione di tutto quello che succede intorno a noi richieda impegno e non superficialità. Ritengo che alle urla, alla violenza anche solo dialettica, al sopruso, all’arroganza, alle stonature della faziosità ad ogni costo si possa e si debba rispondere con una sola arma: la cultura. Parola avvolta spesso in un sacco di sano distacco, quasi sia qualcosa da temere, perché irraggiungibile, faticosa, impegnativa, ma soprattutto perché non si può comprare e avere subito. La cultura non si fabbrica, si fa…è un po’ come un famoso formaggio italiano. E si fa piano e in silenzio, giorno dopo giorno, fino a permetterci di capire, valutare, distinguere, criticare, insomma fino a farci un’opinione. E solo allora, stanchi ma felici, compresa quella fatica, ci avvicineremo con orgoglio ad un megafono e diretti ad una folla indistinta di orecchie la esprimeremo. Magari solo per pochi minuti. Molti non ascolteranno, tanti saranno intenti a chiedersi chi sia l’ultima fidanzata di Costantino, la gran parte penserà “ma chistu cu è?????” (per i non siciliani traduco: ma costui chi è?), pochi ascolteranno i primi trenta secondi e poi si annoieranno, pochissimi ascolteranno per intero. Quei pochissimi sono il senso di un’opinione significante. Concludo e non tedio ulteriormente chi ha avuto la sventura di leggere questo messaggio, parliamo e facciamoci sentire ma per favore non cadiamo nella trappola dell’ovvio e del banale, non riportiamo il sentito dire, cerchiamo di essere persone egregie …le pecore facciamole fare a chi ha bisogno di essere gruppo senza prima essere persona!

Giuseppe Calamaro

 

mandato da: Bobo da Taranto il 13/02/2006

Cara redazione de "Il MEGAFONO",  mi sono imbattuto "quasi per caso" nel vostro sito e devo dire che è fatto veramente bene. 
Il menù posto sulla sinistra è articolato bene e le  rubriche trattano argomenti interessanti...anzi tratteranno, visto che per il momento 
non c'è scritto ancora nulla. Francamenteme lo aspettavo un pò più "mattone" e invece sono rimasto spiazzato. Nella sezione dei links
 c'è di tutto....veramente bravi!  Vi farò un pò di pubblicità in giro e visto che non sono siracusano e nemmeno siciliano contribuirò a 
portare l'urlo de "IL MEGAFONO" fuori dalla Sicilia, e spero un giorno,   di diventare il vostro primo corrispondented'oltre stretto.
Scherzo!! Un abbraccio a tutti. 
Bobo da Taranto.  

 

 

 

 

 

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