IL
MEGAFONO
Settimanale on line dall'11 febbraio 2006
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ARCHIVIO FOTO DELLA SETTIMANA
NUMERO SPECIALE DEL 29 DICEMBRE 2007
SPECIALE 2007
GLI EVENTI PIU' SIGNIFICATIVI DELL'ANNO IN FOTO
I monaci birmani scendono per strada e marciano pacificamente per protestare
contro il regime. La loro azione viene repressa nel sangue. Numerose le vittime
I monaci birmani pregano prima di iniziare un altro corteo (Fonte foto: Ansa.it)
Terribile incidente all'acciaieria ThyssenKrupp di Torino
Sette operai muoiono a causa delle ustioni

I segni del terribile incendio dentro il reparto termico dell'acciaieria (Fonte foto: lastampa.it)
Terribile naufragio sulle coste calabre e siciliane
A Vendicari e a Roccella Jonica muoiono decine di migranti

Uno dei resti del barcone naufragato a Roccella Jonica (Fonte foto: lastampa.it)
Governo italiano vara decreto "razzista" contro i rom
Molti campi rom sgombrati e molti romeni espulsi ingiustamente

Un campo Rom alla periferia di Roma (Fonte foto: apcom.net)
Passi avanti nell'abolizione della pena di morte
Stop in New Jersey e approvazione moratoria all'Onu

Un letto per l'esecuzione della condanna a morte attraverso iniezione letale (Fonte foto: repubblica.it)
Clementina Forleo e Luigi De Magistris indagano sui poteri forti e sugli intrecci tra
politica e finanza d'assalto. Attaccati dai potenti, rischiano di perdere le proprie indagini


Clementina Forleo e Luigi De Magistris (Fonti foto: repubblica.it e ammazzatecitutti.it)
Grande successo di pubblico per il V-Day organizzato da Beppe Grillo, l'8 settembre.
Migliaia di persone in piazza e oltre 300.000 firme contro la casta

Un gruppo di manifestanti durante il V-Day (Fonte foto: beppegrillo.it)
Arrestato il pericoloso boss latitante di Palermo Salvatore Lo Piccolo
Lo spietato boss gelese Emmanuello viene ucciso dalla Polizia durante un blitz


Un identikit del boss Daniele Emmanuello e una foto del boss Salvatore Lo Piccolo (Fonti foto: rainews24.it e poliziadistato.it)
Terribile uragano stravolge il Bangladesh
Muoiono migliaia di persone

Un'immagine degli effetti dell'uragano in Bangladesh (Fonte foto: lastampa.it)
Enzo Biagi e Luciano Pavarotti ci hanno lasciato.
Muoiono due illustri personaggi del nostro Paese


Enzo Biagi (Fonti foto: lastampa.it e repubblica.it)
NUMERO DEL 22 DICEMBRE

Un'immagine dei funerali di Rocco Marzo (Fonte foto: lastampa.it)
TORINO- Non ce l'hanno fatta. Dopo una lunga agonia, altri due operai, che erano rimasti gravemente ustionati nel terribile rogo dell'acciaieria ThyssenKrupp di Torino, hanno cessato di vivere. Domenica 16 dicembre si è spento Rocco Marzo, 54 anni, il quale era intervenuto per salvare i colleghi che bruciavano, finendo per essere egli stesso investito dalle fiamme. Mercoledì 19 dicembre, giorno dei funerali di Marzo, è morto Rosario Rodinò, 26 anni, il quale aveva riportato ustioni su oltre il 90% del corpo. Marzo e Rodinò si aggiungono alle altre vittime di questa strage sul lavoro: Schiavone, Scola, Laurino e Santino. Un altro operaio, il 26enne Giuseppe Demasi, si trova tuttora ricoverato in ospedale in condizioni gravissime. La ThyssenKrupp esprime cordoglio alle famiglie, ma intanto nega ogni responsabilità, ritenendo addirittura adeguati i mezzi di sicurezza nella linea 5. Durante i funerali di Rocco Marzo, dove i colleghi di lavoro hanno appreso la notizia della morte di Rodinò, si è vissuto un momento di tensione, quando un operaio ha strappato il nastro della corona di fiori della ThyssenKrupp, urlando nei confronti dei dirigenti: "Avete le mani sporche di sangue".

L'ingresso di un Pronto Soccorso (Fonte foto: repubblica.it)
ANDRIA- Un tristissimo caso di malasanità dovuto, probabilmente, alla superficialità del personale medico ed ospedaliero del nosocomio di Andria. E ci si augura che alla base di questo tragico episodio non ci sia qualche altro motivo, visto che la vittima dell'incuria è un cittadino marocchino, Salah Bensadah, 43 anni. Abitava in un casolare di campagna, i suoi amici hanno notato che stava male, sentiva freddo, aveva i piedi lividi e non riusciva a tenersi in piedi: manifestava cioè i sintomi chiari dell'assideramento. Lo hanno portato all'ospedale di Andria, la mattina di martedì scorso, ma i letti erano tutti occupati. Così, il personale medico ha chiamato la polizia riferendo che l'uomo non necessitava di cure ospedaliere, bensì di stare al caldo e di mangiare. Viene allora contattato padre Geremia Acri, responsabile del centro immigrati della Caritas di Andria, il quale accetta di accogliere Salah. L'uomo viene rifocillato, lavato e vestito con abiti caldi, ma continua a patire il freddo, non può muoversi, sta sempre peggio. Don Geremia chiama il 118. Gli uomini del 118 prima non vogliono portarlo via, poi lo fanno salire in ambulanza con una sedia a rotelle, quindi lo portano nuovamente all'ospedale. Salah Bensadah aspetterà al Pronto Soccorso per 11 ore, per essere poi trasferito al nosocomio di Spinazzola (Bari), dove giovedì è morto. La Procura della Repubblica di Trani (Bari) ha aperto un'inchiesta per accertare le responsabilità. Dure le parole di don Geremia Acri, riportate dall'Ansa: "La dignità umana è stata calpestata...Dopo più di 2000 anni, proprio a Natale, succede che c'è chi si rifiuta di dare un giaciglio a qualcuno, si rifiuta di dare aiuto: questo poteva capitare anche a un andriese, non solo a uno straniero".

Un identikit del boss Matteo Messina Denaro fatto dalla Polizia (Fonte foto: repubblica.it)
TRAPANI- Il 20 dicembre, all'alba, gli uomini della Polizia e della Dia, coordinati dallo Sco (Servizio centrale operativo), hanno arrestato, a Trapani, l'imprenditore Giuseppe Grigoli, uno dei più potenti nel settore dei supermercati, proprietario del marchio Despar nelle province di Palermo, Trapani e Agrigento. L'accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo quanto emerge dalle indagini, Grigoli sarebbe il cassiere di Matteo Messina Denaro, ultimo boss storico di "cosa nostra", latitante da 15 anni e designato come l'erede di Bernardo Provenzano alla guida dell'organizzazione mafiosa. Sia Grigoli che Denaro sono originari di Castelvetrano, paese alla porte di Trapani. Gli inquirenti sono arrivati a Grigoli attraverso la decifrazione dei "pizzini" inviati da Messina Denaro a Provenzano e trovati dalle forze dell'ordine nel covo dell'ex boss corleonese. Grigoli avrebbe fornito al suo compaesano mezzi e denaro, ottenendo in cambio favori e protezione. Ecco spiegato l'impero economico di Grigoli, capace di estendere la sua attività in ben tre province siciliane. La magistratura, nei confronti del patron della Despar, ha anche disposto il sequestro di beni per oltre 200 milioni di euro.

Una vecchia foto di indiani Sioux (Fonte foto: peacereporter.net)
WASHINGTON- "Non siamo più cittadini degli Stati Uniti d'America e tutti coloro che vivono nelle regioni dei cinque Stati su cui si estende il nostro territorio sono liberi di unirsi a noi". Lo ha dichiarato Russel Means, rappresentante degli indiani Lakota (il nome vero dei Sioux), nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella capitale Usa. I Sioux, infatti, hanno deciso di ritirarsi dai Trattati stipulati con gli Usa dai loro antenati, più di 150 anni fa. Il motivo è che nessuno dei 33 Trattati stipulati è stato mai rispettato dagli statunitensi. Gli indiani d'America hanno denunciato le continue violazioni dei Trattati da parte degli Usa, allo scopo di privare i nativi della loro cultura e delle loro usanze e di rubare la loro terra. Per tali ragione, questi accordi sono ormai considerati dai Sioux delle "parole senza valore su carta senza valore". I rappresentanti dei Sioux hanno anche affermato che passaporti e patenti saranno consegnati a tutti gli abitanti del territorio che rinunceranno alla loro cittadinanza statunitense.
NUMERO DEL 15 DICEMBRE

Silvio Berlusconi (Fonte foto: camera.it)
ROMA- Dopo lo scandalo delle intercettazioni tra dirigenti Rai e Mediaset, un'altra bufera investe in pieno l'ex premier Silvio Berlusconi. La Procura di Napoli lo ha indagato per corruzione e per istigazione alla corruzione. I reati contestati riguardano la corruzione, da parte di Berlusconi, di Agostino Saccà, dirigente Rai e presidente di RaiFiction, a cui avrebbe chiesto l'assunzione di quattro attrici per fare un favore ad un senatore dell'Unione in cambio del suo voto contro Prodi in Senato; quindi, il tentativo di corrompere Nino Randazzo, senatore italo-australiano dell'Unione, offrendogli prestigiosi posti di sottogoverno in cambio di un passaggio al centro-destra, cosa che avrebbe permesso al Cavaliere di strappare a Prodi un voto importante nello scenario di strettissimo equilibrio esistente al Senato. Il senatore Randazzo ha confermato ogni cosa. Il mercato dei voti è stato scoperto per caso, nel corso di intercettazioni relative ad un'altra inchiesta su una serie di iperfatturazioni dietro cui si nasconde la costituzione di fondi neri. Il telefono del dirigente Rai ha fatto emergere questa imbarazzante realtà, che è molto grave dal punto di vista politico. Berlusconi e i suoi alleati ovviamente hanno risposto con attacchi violenti contro la magistratura, sollecitando l'intervento del ministro della Giustizia, Mastella. L'abitazione del giornalista di Repubblica, D'Avanzo, il quale ha firmato il pezzo che ha rivelato l'esistenza dell'indagine, è stata perquisita, mentre in tanti, anche a sinistra, parlano della necessità di intervenire sull'utilizzo delle intercettazioni. Intanto, l'Anm respinge al mittente le accuse lanciate dal Cavaliere, ribadendo la propria assoluta autonomia. Ancora una volta, al di là di tutto, viene fuori l'assoluta anomalia italiana e il problema serio di una mancata legislazione sul conflitto d'interessi.

Un letto per l'esecuzione della condanna a morte attraverso iniezione letale (Fonte foto: repubblica.it)
TRENTON (NEW JERSEY)- Dopo che il Senato dello Stato americano del New Jersey aveva approvato l'abolizione della pena di morte e la sua sostituzione con l'ergastolo senza libertà condizionata, il 14 dicembre è arrivata l'approvazione anche da parte della Camera dei rappresentanti. Adesso manca solo la firma del governatore del New Jersey, il democratico Corzine, dopodiché questo Stato diventerà il primo Stato americano ad abolire la pena di morte dal momento della sua reintroduzione, datata 1976. Una fase importante, una decisione storica in un Paese, gli Usa, in cui il fronte degli abolizionisti, seppur crescendo, è ancora minoranza. La scelta fatta nel New Jersey segue l'approvazione, in sede Onu, della moratoria internazionale contro le esecuzioni capitali, fortemente voluta e sostenuta dall'Italia.

Un palazzo sventrato dall'attentato kamikaze di Algeri (Fonte foto: peacereporter.net)
ALGERI- Una doppia esplosione ha squarciato il cuore di Algeri, la mattina dell'11 dicembre. La prima esplosione ha investito in pieno un autobus di studenti, mentre la seconda, pochi minuti dopo, ha sventrato il palazzo Costituzionale e quello dell'Alto Commissariato Onu. Le vittime, secondo fonti ospedaliere, sarebbero 67, mentre i feriti un centinaio. Ma ci sarebbero anche numerosi dispersi, molti dei quali tra i componenti del personale Onu. L'attentato è stato rivendicato da una cellula salafita legata ad Al Qaeda, che attraverso il suo sito ha reso nota l'identità degli attentati. La strage si inscrive nell'attività terroristica di questo movimento sanguinario che uccide in nome di un'affermazione del fondamentalismo nel Maghreb.

Tir fermi in autostrada (Fonte foto: lastampa.it)
ROMA- Tre giorni di disagi in tutta Italia a causa dello sciopero delle imprese di autotrasporto, che ha visto migliaia di tir fermi sulle autostrade italiane. Una protesta contro il caro-gasolio e per una migliore fiscalità nei confronti delle imprese del settore. Un fermo selvaggio che ha fatto registrare anche ignobili atti di prevaricazione nei confronti di chi non voleva aderire. La magistratura ha aperto un'inchiesta, mentre in diverse sono stati eseguiti alcuni arresti nei confronti di chi si è reso protagonista di atti illeciti. Da domenica a mercoledì, non sono stati fatti passare nemmeno i mezzi che trasportavano i generi di prima necessità e le medicine per gli ospedali, oltre alle autobotti del carburante destinato ai distributori di benzina. Tonnellate di cibo sono andate a male. La protesta, dopo momenti di tensione seguiti alla precettazione disposta dal governo, sono è cessata mercoledì sera, giorno in cui i sindacati di categoria, al termine di un secondo incontro con il governo, sono riusciti a trovare un accordo. Entro il termine massimo di una settimana la situazione dei trasporti dovrebbe ritornare alla normalità, anche se intanto i prezzi dei beni di consumo si sono impennati in maniera vergognosa.

La piccola Denise Pipitone (Fonte foto: chilhavisto.rai. it)
MAZARA DEL VALLO (TRAPANI)- Svolta nelle indagini sul rapimento della piccola Denise Pipitone, la bambina scomparsa a Mazara del Vallo tre anni fa. La Procura di Marsala ha indagato Giovanna D'Assaro, cugina di Denise, ed il suo uomo, Antonino Cinà. Indagata anche la zia Rosalba Pulizzi, madre di Giovanna D'Assaro e sorella del padre naturale di Denise. La novità nelle indagini è dovuta alle dichiarazioni rilasciate da Giuseppe D'Assaro, in carcere per l'omicidio di una donna svizzera. Quest'ultimo, sulla cui attendibilità esistono diversi dubbi, ha affermato che la piccola Denise sarebbe stata sequestrata dai due cugini e tenuta ostaggio nella loro casa. La bambina sarebbe poi morta per un eccesso di tranquillanti. A quel punto, lo stesso Giuseppe D'Assaro avrebbe aiutato la moglie a disfarsi del corpo della bimba, gettandolo in mare. D'Assaro, però, non è stato capace di fornire riscontri e la sua versione dei fatti evidenzia numerose incongruenze. La madre di Denise, Piera Maggio, non crede a quanto affermato dal cognato e si dice convinta che la figlia sia ancora viva. Il legale di Piera Maggio, intanto, ha dichiarato che, a suo parere, ci sono "tutti gli elementi per arrivare alla soluzione del caso".
NUMERO DELL' 8 DICEMBRE

I segni del terribile incendio dentro il reparto termico dell'acciaieria (Fonte foto: lastampa.it)
TORINO- Si continua a morire di lavoro. Una terribile tragedia ha avuto luogo, nella notte tra mercoledì 5 e giovedì 6 dicembre, nello stabilimento torinese dell'acciaieria ThyssenKrupp. La fuoriuscita di olio bollente dagli impianti della linea 5 ha prodotto un incendio devastante, che l'acqua di una macchinetta e il liquido dei pochi estintori funzionanti usati dagli operai per cercare di spegnere le fiamme ha ulteriormente alimentato. L'olio bollente ed il fuoco hanno investito in pieno gli operai impiegati in quella linea di produzione. Uno di loro, Antonio Schiavone, 36 anni, padre di tre bambini, l'ultimo nato due mesi fa, è morto dentro lo stabilimento. Altri tre operai sono morti ieri in ospedale: Roberto Scola, 32 anni, anch'egli padre di due bimbi, è deceduto in mattinata; Angelo Laurino, 43 anni, padre di due ragazzi, si è spento nel pomeriggio; in serata, è morto Bruno Santino, 26 anni. Tutti avevano oltre il 90% del corpo ricoperto da ustioni. Le loro condizioni erano apparse da subito disperate. Altri tre lavoratori sono ricoverati in condizioni gravissime. A questo punto, è più corretto parlare di strage che di incidente. Una strage con responsabilità pesantissime. Dagli accertamenti risulta che le norme di sicurezza, all'interno di una linea in cui si lavora a temperature altissime, sono state totalmente disattese. Testimoni hanno parlato di estintori vuoti o semivuoti, di mancanza di acqua negli idranti e del telefono di emergenza non funzionante, tanto che la squadra antincendio dello stabilimento è stata avvisata da un operaio precipitatosi in bicicletta. La magistratura indagherà sui responsabili di un'immane tragedia, l'ennesima. E per l'ennesima volta il mondo istituzionale spreca parole su parole, intenzioni su intenzioni. Lo stesso sindacato, che era a conoscenza delle condizioni di insicurezza e lavorative in cui gli operai si trovavano, protesta soltanto a posteriori, proclama scioperi che non salveranno vite, che non restituiranno due ragazzi che lavoravano alle loro famiglie. Mentre in tanti parlano, ieri, a Cassino, un operaio, un meccanico, è morto schiacciato dal mezzo che stava riparando, mentre nell'avellinese un altro operaio è morto dopo essere caduto da un'impalcatura.

Clementina Forleo (Fonte foto: repubblica.it)
MILANO- Il Consiglio Superiore della Magistratura ha avviato, all'unanimità, la procedura di trasferimento d'ufficio nei confronti del gip di Milano, Clementina Forleo, per incompatibilità ambientale e funzionale. Il magistrato, che aveva rivelato di avere subito pressioni istituzionali relativamente ad alcune sue indagini che interessavano anche importanti personaggi politici, rischia ora non solo il trasferimento ad altra sede, ma anche il cambiamento di ruolo, vale a dire di non poter più svolgere funzioni monocratiche. Il Csm ha motivato la decisione con l'accusa di aver creato disagio alla magistratura milanese e preoccupazione all'opinione pubblica, attraverso dichiarazioni rilasciate pubblicamente che non hanno trovato riscontri. Inoltre, sempre secondo il Csm, la Forleo ha compromesso la propria autonomia. La procedura aperta dal Csm è la dimostrazione di come i magistrati che, in questo Paese, operano onestamente e con assoluta indipendenza rispetto ai poteri forti, si trovano a dover affrontare isolamento, accuse ingiuste, solitudine e atti prevaricatori. Un attentato alla giustizia fatto da chi la giustizia dovrebbe sostenerla: lo stesso modo di agire che già in passato ha colpito i migliori magistrati della storia italiana, come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La legge, in questo caso, è uguale per tutti.

Un identikit del capomafia gelese, Daniele Emmanuello (Fonte foto: rainews24.it)
GELA (CL)- Daniele Emmanuello, 43 anni, spietato boss della mafia gelese, è stato ucciso dalla polizia, mentre tentava di fuggire all'arresto. La squadra Mobile di Caltanissetta era riuscita ad individuare, dopo una lunga attività d'indagine e di intelligence, il covo del boss, latitante da 11 anni. Emmanuello si nascondeva in un casolare di campagna, al confine tra le province di Enna e Caltanissetta. All'arrivo delle forze dell'ordine ha cercato di scappare da una finestra; gli agenti, dopo aver sparato in aria più volte, hanno esploso un colpo che ha raggiunto Emmanuello alla nuca, uccidendolo. Nel suo stomaco, dopo l'autopsia, sono stati trovati, dentro alcune ogive di proiettile, dei "pizzini", tuttora leggibili, che gli inquirenti stanno cercando di decifrare. La famiglia del boss ha inscenato una vergognosa protesta per chiedere giustizia per l'assassinio del congiunto e per esprimere dissenso nei confronti della decisione della magistratura di far svolgere le esequie in forma privata e sobria. La vedova di Emmanuello, che risultava nullatenente, aveva lavorato al comune di Gela, fino a quando era stata licenziata dal sindaco Crocetta, impegnato in prima persona nella lotta alla mafia. Una protesta assurda, imbarazzante, come è assurdo che nella bocca di certa gente si posi per un attimo il termine giustizia. Emmanuello era uno dei capimafia più potenti e spietati, boss di una delle famiglie più pericolose, con contatti diretti con le principali cosche catanesi e palermitane, autore di numerosi omicidi, carceriere del figlio del pentito Santino Di Matteo: il piccolo Giuseppe, 12 anni, rapito, strangolato e poi sciolto nell'acido. Pur concordando pienamente con Rosario Crocetta sul fatto che sarebbe stato meglio prenderlo vivo e farlo marcire in galera, non possiamo che essere lieti che uno dei più pericolosi mafiosi della Sicilia non sia più in grado di nuocere. Nei confronti di mafiosi di tal genere non può esistere alcuna pietà.

Vladimir Putin (Fonte foto: repubblica.it)
MOSCA- Nelle elezioni legislative del 2 dicembre, "Russia Unita", il partito del presidente uscente Vladimir Putin, candidato come capolista, ha ottenuto una vittoria schiacciante, con oltre il 64% dei consensi. Un successo che, però, non può definirsi democratico, viste le ombre enormi che aleggiano sulla regolarità del voto. Il Partito Comunista, piazzatosi al secondo posto con l'11% delle preferenze, ha denunciato brogli e irregolarità, ricorrendo alla Corte Suprema. Dure le critiche al leader russo anche da parte degli Usa, dell'Osce e dell'Unione Europea, che hanno espresso grande preoccupazione per la grave violazione delle regole democratiche da parte del governo Putin. Il governo russo, infatti, nelle settimane precedenti al voto si è reso protagonista di violazioni dei diritti e delle libertà fondamentali di associazione e di espressione, reprimendo con violenza le manifestazioni pacifiche degli oppositori e arrestando molti dei leaders avversari nella competizione elettorale. Tutto ciò, insieme ai brogli nei seggi, ha condizionato il voto a favore di Putin e del suo partito. Putin risponde alle critiche rivendicando la legittimità dei risultati, ma i rapporti con la comunità internazionale si sono notevolmente raffreddati. Solo il presidente francese, Sarkozy, si è vivamente congratulato con il suo collega russo.
NUMERO DELL' 1 DICEMBRE

Un'auto della polizia francese distrutta durante gli scontri nella periferia parigina (Fonte foto: apcom.net)
PARIGI- Ancora scontri nella banlieue parigina, due anni dopo l'inferno scoppiato a Clichy-du-Bois, con una vera e propria guerriglia urbana che durò settimane e si estese anche ad altre città francesi, provocando morti e feriti, oltre a danni materiali incalcolabili. Nuovamente, ad accendere la miccia è stato un episodio che ha coinvolto la polizia e due giovani francesi di origine straniera. Domenica sera, infatti, due minorenni in moto si sono scontrati, ad un incrocio, con un'auto della polizia, perdendo la vita. Da qui, la terribile reazione della gente di Villiers-le-Bel, periferia settentrionale di Parigi. Scontri con la polizia, saccheggi, devastazioni, incendi. Violenza pura che si scatena contro tutto e tutti, traendo origine dalla frustrazione per una vita ai margini della società francese, nonostante il possesso formale della piena cittadinanza. Una vita che, troppo spesso, deve fare i conti con le sopraffazioni che una parte della polizia francese mette in atto nei confronti degli abitanti delle periferie. E così, ancora una volta, la rabbia si scaglia contro chi rappresenta e difende un sistema ingiusto e diseguale.

Letizia Moratti, sindaco di Milano (Fonte foto: lastampa.it)
MILANO- Letizia Moratti, sindaco di Milano, è stata indagata dalla Procura del capoluogo lombardo con l'accusa di abuso d'ufficio, nell'ambito dell'inchiesta sugli "incarichi d'oro", cioè sull'affidamento di incarichi strapagati a consulenti esterni. Oltre alla Moratti, sono state indagate altre quattro persone, dipendenti del Comune, che devono rispondere a vario titolo dei reati di corruzione, abuso d'ufficio, truffa aggravata e concussione. La Moratti ha ricevuto la solidarietà di molti esponenti del centro destra, mentre Basilio Rizzo, consigliere dell'opposizione dalle cui denunce è partita l'inchiesta, afferma che Milano non merita "un sindaco che non sia più che al di sopra di ogni sospetto".

Le donne manifestano contro la violenza (Fonte foto: repubblica.it)
ROMA- Circa centomila donne sono scese in piazza, sabato 24 novembre, a Roma, per manifestare contro la violenza che, solo in Italia, coinvolge oltre un milione di donne; una violenza che, nel 70% dei casi, ha luogo in famiglia. Un corteo per ribadire il no ad una situazione pesantissima che è favorita anche dall'assenza di leggi rigorose a tutela delle donne. Non sono mancati i momenti di tensione, come quando le ministre, Melandri, Turco e Pollastrini, e le deputate di Forza Italia, Prestigiacomo e Carfagna, sono state contestate e invitate ad uscire dal corteo, o come quando un fotografo ed un giornalista sono stati insultati e spintonati solo per il fatto di essere maschi. Si è trattato comunque di episodi isolati, condannati dalla gran parte delle associazioni presenti. La manifestazione ha avuto un grande successo ed ha visto la partecipazione di donne di tutte le razze e di tutte le età. Adesso toccherà alla politica dare seguito alla manifestazione, approntando e facendo approvare le leggi necessarie per tutelare pienamente il diritto delle donne a difendersi dalla violenza.


Adriano Celentano e Roberto Benigni (Fonti foto: rainews24.it e lastampa.it)
ROMA- La settimana che si avvia a concludersi ci ha regalato due bellissimi momenti di televisione. Lunedì sera, Adriano Celentano è stato protagonista di uno show alla sua maniera: poco più di un'ora di programma per presentare il suo ultimo album. Una trasmissione dedicata alla musica, in cui non sono mancate le celebri riflessioni del "Molleggiato", il quale ha attaccato Casini e Mastella, ribadito il no al nucleare e alla cattiva politica che non pensa alle future generazioni, difeso Prodi e invitato Berlusconi a cambiare atteggiamento, per poi chiudere con un appello finale agli Ultrà, affinché rinuncino alla violenza per dare un segnale di cambiamento. Oltre 9 milioni di telespettatori hanno seguito lo show di Celentano. Record di ascolti battuto giovedì da Roberto Benigni, seguito da oltre 10 milioni di persone. Il grande attore toscano ci ha prima divertito con la sua ironia dissacrante, attraverso cui ha bacchettato la politica italiana, quindi ci ha deliziato e commosso con la lettura del quinto canto dell' "Inferno" di Dante. Una lezione sull'amore e sulla vita di altissimo livello, una spiegazione sublime e semplice di uno dei passi più belli della "Divina Commedia". Tre ore di spettacolo di impareggiabile qualità che ci hanno riconciliato per una sera con la tv pubblica, sempre più lontana dalla cultura e dalla genialità di trasmissioni come quella di Benigni. Dopo aver gustato tale prelibatezza sarà difficile tornare ad inghiottire la spazzatura quotidiana che la tv non smette mai di offrirci.
NUMERO DEL 24 NOVEMBRE

Il cavallo alato simbolo della Rai (Fonte foto: repubblica.it)
ROMA- E' bufera sulla Rai per lo scandalo delle intercettazioni pubblicate da Repubblica, da cui emerge una stretta collaborazione tra i vertici dell'azienda televisiva nazionale e Mediaset, nel periodo del governo Berlusconi. A quanto si legge nelle intercettazioni, Rai e Mediaset concordavano alcune scelte relative alla pubblicità, al palinsesto, all'informazione, al modo di trattare i grandi eventi, come la morte di Papa Giovanni Paolo II, e alla presenza di alcuni personaggi politici all'interno delle trasmissioni di punta in periodo elettorale. Una lunga rete di persone, al servizio di Berlusconi, attraverso cui il capo di Forza Italia controllava l'informazione del servizio pubblico, in modo da evitare pericolose forme di dissenso nei confronti suoi e del suo governo. Una situazione che era sotto gli occhi di tutti noi e che coinvolge anche l'ex direttore generale della Rai, Cattaneo, il direttore di Raiuno (ancora in carica), Del Noce, e il giornalista Bruno Vespa, i quali però negano ogni addebito. Si parla di un fronte comune anche tra gli ex direttori del Tg1 e del Tg5, rispettivamente Clemente Mimun (adesso, guarda caso, direttore del Tg5) e Carlo Rossella. Clamoroso anche il tentativo di "diluire" la vittoria schiacciante del centro sinistra alle elezioni amministrative del 2005, camuffando in qualche modo la portata della sconfitta per la Cdl. L'Agcom ha aperto un'inchiesta, mentre la Rai ha annunciato di aver aperto un'indagine interna. La Cdl, soprattutto Forza Italia e l'entourage di Berlusconi, si difende debolmente e con pochi argomenti, spostando l'attenzione sull'inopportunità di pubblicare le intercettazioni. L'Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, che già ai tempi di Mimun aveva preso duramente posizione contro l'uso vergognoso del famoso "panino" nel costruire i servizi sulla politica, ha pubblicamente chiesto, dopo aver confermato il comportamento dei vertici Rai di allora, l'allontanamento dei dirigenti coinvolti, oltre alla creazione di una legge che metta fuori la politica dalla Rai. Bisognerà fare chiarezza e prendere provvedimenti durissimi contro questo vile attacco (che non ha precedenti in Itali) alla democrazia ed alla libertà d'informazione.

Un'immagine degli effetti dell'uragano in Bangladesh (Fonte foto: lastampa.it)
DACCA- Un ciclone terribile ha colpito e devastato il Bangladesh, soprattutto le aree costiere e le isole. Oltre 3.500 i morti accertati, ma le autorità e le associazioni umanitarie, come "Mezzaluna Rossa" e "Save the children", parlano della possibilità che il bilancio delle vittime salga e raggiunga quota 15.000. Ci sono ancora molte zone, quelle più isolate, che non sono state raggiunte dai soccorritori, per cui non è possibile sapere la stima esatta delle persone decedute. Il ciclone Sidr ha travolto, con onde alte più di cinque metri e con vento di oltre 200 km orari, un Paese già colpito dalla povertà. Adesso sono quattro milioni i senzatetto e sette milioni le persone rimaste senza cibo e acqua, tra cui numerosissimi bambini. Elevato anche il rischio epidemie. La comunità internazionale ha cominciato a muoversi: l'Ue, l'Onu, il Vaticano, l'Unicef e diversi Stati, primi fra tutti Gran Bretagna e Arabia Saudita, hanno cominciato a inviare beni di prima necessità ed a stanziare fondi per aiutare il Bangladesh a superare questo momento terribile. Tutti noi possiamo dare il nostro contributo ed aiutare la popolazione del Bangladesh attraverso l'invio di un sms al numero 48581. Il servizio è attivato dall'agenzia Agire, a cui hanno aderito numerose Ong internazionali. Sarà possibile inviare un sms da 1 euro chiamando dal cellulare oppure da 2 euro chiamando da rete fissa. Il servizio sarà attivo fino al 5 dicembre. Per ulteriori informazioni chiamate il numero verde di Agire: 800132870

Una squadra di soccorritori in Ucraina (Fonte foto: repubblica.it)
DONETSK- Domenica scorsa, a Donestk (Ucraina), una spaventosa esplosione in una miniera di carbone ha provocato la morte di 88 persone, mentre altre 12 risultano tuttora disperse. Si tratta della più grande sciagura mineraria nel Paese ex sovietico. Il governo ucraino ha dato vita ad una commissione che indagherà sulle cause dell'incidente e sulle eventuali responsabilità. La profondità della miniera è di mille metri. I minatori che lavoravano nella miniera erano 457, circa 300 di loro sono stati tratti in salvo dai soccorritori, che hanno operato in condizioni difficili a causa del fumo denso che ha avvolto la zona. L'ennesima tragedia in una miniera, luogo di morte e di miseria, in cui la sicurezza è un'utopia.

Il ct della nazionale italiana di calcio, Roberto Donadoni (Fonte foto: ilsole24ore.com)
ROMA- La nazionale italiana di calcio, allenata da Roberto Donadoni, vincendo per 2 a 1 in Scozia, sabato scorso, ha staccato il biglietto per i campionati Europei che scatteranno nel giugno 2008 in Austria e Svizzera. La gara, combattuta e difficile, è stata aperta dalla rete di Toni al primo minuto di gioco, quindi, dopo un gol regolare annullato a Di Natale e il pareggio in netto fuorigioco degli scozzesi, è stato Panucci allo scadere a segnare il gol qualificazione. Con l'Italia passa anche la Francia, che chiude seconda davanti alla Scozia. Gli azzurri, che mercoledì hanno vinto anche l'ultima partita contro le isole Far Oer (3-1), hanno concluso il loro cammino di qualificazione con 29 punti, conquistando il primato nel loro girone. Negli altri raggruppamenti, clamorosa l'eliminazione dell'Inghilterra, scavalcata in classifica, all'ultima partita, dalla Russia. Il ct inglese, Mc Laren, è stato esonerato.
NUMERO DEL 17 NOVEMBRE

La sala dell'Assemblea Generale dell'Onu (Fonte foto: wikipedia.org)
NEW YORK- La terza commissione dell'Assemblea Generale dell'Onu ha approvato la risoluzione a favore della moratoria contro la pena di morte. I voti a favore sono stati 99, i contrari 52, gli astenuti 33. Un grande successo, un primo importante passo verso l'adozione definitiva della risoluzione, che dovrebbe essere votata dall'Assemblea Generale entro metà dicembre. Per la prima volta, dopo vari tentativi fatti in passato, l'Onu esprime parere favorevole alla moratori contro le esecuzioni capitali. Un risultato storico e importantissimo, che è il frutto dell'impegno instancabile dell'Italia che, con i Radicali e con alcune associazioni come "Amnesty international" e "Nessuno tocchi Caino", ha portato avanti per anni questa grande battaglia di civiltà. Battaglia che, in questo ultimo anno, ha trovato un sostegno fondamentale e valido nel ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, e nel premier, Romano Prodi, i quali hanno espresso enorme soddisfazione per la decisione presa a New York.

Uno scorcio di Siracusa (Fonte foto: italia.it)
SIRACUSA- In un'operazione congiunta di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza, coordinata dalla Dda di Catania e dal Procuratore aggiunto di Catania, Ugo Rossi, è stato sgominato e azzerato il clan Bottaro-Attanasio, che gestiva le attività criminali nella città di Siracusa. 70 le persone arrestate con l'accusa di associazione mafiosa, racket, usura e traffico di stupefacenti. Sequestrati anche numerosi beni mobili ed immobili, oltre ad alcuni esercizi commerciali acquisiti dai clan attraverso denaro sporco. Nel corso dell'operazione sono state sequestrate anche armi e droga (200 kg). Il Procuratore aggiunto, Ugo Rossi, ha affermato che il clan mafioso operante in città è stato totalmente smantellato ed ha invitato commercianti ed imprenditori a denunciare gli estorsori, approfittando di questo momento di forza delle istituzioni. Un'operazione importante che potrebbe significare una nuova pagina di legalità e libertà per il capoluogo aretuseo.

Gabriele Sandri (Fonte foto: lastampa.it)
ROMA- Un ragazzo romano di 26 anni, Gabriele Sandri, è stato ucciso domenica scorsa, in un autogrill nei pressi di Arezzo, da un colpo di pistola esploso da un poliziotto della Stradale. La pattuglia era intervenuta per sedare una rissa. Secondo le ultime notizie, gli occupanti di due auto, con dentro dei tifosi laziali in viaggio verso Milano (tra cui lo stesso Sandri) per assistere a Inter-Lazio, avrebbero aggredito cinque ragazzi, tifosi della Juve, in viaggio verso Parma per assistere a Parma-Juventus. Ne sarebbe scaturita una zuffa che avrebbe attirato l'attenzione della volante, impegnata in altra attività nell'Autogrill ubicato nella carreggiata opposta. A quel punto, mentre le auto scappavano perché allarmate dalla sirena della Polizia, il poliziotto avrebbe esploso un colpo in aria e poi avrebbe mirato e sparato ad altezza d'uomo, uccidendo il giovane deejay romano. L'episodio, che non sarebbe legato al mondo degli ultras, è stato reso noto dai mass media come un fatto riconducibile al tifo calcistico, cosa che ha scatenato una violentissima, ingiustificata e pretestuosa reazione di alcune tifoserie che hanno creato gravissimi problemi di ordine pubblico. I danni maggiori a Roma, dove tifosi di Lazio e Roma hanno messo a ferro e fuoco la capitale, assaltando alcune caserme e la sede del Coni e distruggendo tutto quello che incontravano nel loro cammino. Il poliziotto è indagato per omicidio volontario, ma la magistratura indaga anche sui ragazzi che si sono resi protagonisti della presunta aggressione nell'Autogrill, a cui sembra che lo stesso Sandri abbia preso parte, anche se questo nulla toglie alla gravissima responsabilità dell'agente che ha sparato. Un fatto che richiede immediata chiarezza.

Le ragazze della nazionale festeggiano la vittoria (Fonte foto: repubblica.it)
NAGOYA- La nazionale italiana di pallavolo femminile, allenata da Barbolini, dopo aver vinto, a settembre scorso, i campionati europei, si è aggiudicata la prima Coppa del Mondo della sua storia. Con la vittoria per tre a zero sugli Stati Uniti, le azzurre hanno concluso al primo posto, con 22 punti, davanti a Brasile e Usa. Le ragazze di Barbolini sono state protagoniste di un cammino travolgente, centrando l'en plein, con ben undici vittorie su undici gare, e lasciando a zero le avversarie in ben dieci occasioni. Eguagliato il primato appartenente alla nazionale maschile del 1995, guidata da Julio Velasco. Se si considerano anche le gare disputate nello scorso campionato europeo e quelle di qualificazione, l'Italia "rosa" vince da 21 partite di fila. Un vero record che porta la pallavolo femminile italiana a guardare con grande ottimismo alle prossime Olimpiadi di Pechino.
NUMERO DEL 10 NOVEMBRE

Enzo Biagi (Fonte foto: lastampa.it)
MILANO- Enzo Biagi ci ha lasciato. Il padre del giornalismo italiano si è spento il 6 novembre a Milano, dove era ricoverato da una decina di giorni. Aveva 87 anni. E' stato un grande del '900, lo ha raccontato con garbo, intelligenza e sensibilità. E' stato e sarà sempre un esempio di amore per la libertà, la verità e la giustizia. Nella sua vita c'è stato il giornalismo ma anche l'esperienza della resistenza partigiana nelle brigate "Giustizia e Libertà" del Partito d'Azione. Una fedeltà ai valori della democrazia che ha sentito sempre forte dentro sé, specialmente quando ha subito l'umiliazione della cacciata dalla Rai per mano di Berlusconi e dei suoi fedeli scagnozzi, dopo il famoso "editto bulgaro" con cui l'allora presidente del Consiglio aveva chiesto ed ottenuto la cacciata di Biagi, Santoro e Luttazzi, ritenendoli colpevoli di un "uso criminoso del mezzo pubblico". La cacciata dalla Rai, che lo costrinse a star fuori per cinque anni, avvenne in un periodo già molto duro per il grande giornalista emiliano, colpito da due gravissimi lutti familiari. E proprio su questo ignobile atto commesso nei suoi confronti dall'ex premier Berlusconi, sono sorte numerose polemiche, seguite alla dichiarazione del leader della Cdl (sostenuto dal suo giornale di famiglia), il quale ha negato l'esistenza di tale editto. Durissima la reazione di un grande amico di Biagi, il cardinale Ersilio Tonini, il quale, ai microfoni di "Annozero", ha detto: " Lo hanno ucciso. E' stato un ostracismo. Enzo Biagi dava fastidio, non era utile ed è stato cacciato. Biagi non è stato solo un uomo della tv, ma anche una persona che ha combattuto per la giustizia e la libertà, un uomo di una schiettezza piena. Non si possono trattare gli uomini come pezzi da giocare. Non è una bella epoca". In occasione dei funerali, svoltisi l'8 novembre nel borgo di Pianaccio (Bologna), paese natale di Biagi, il cui feretro è stato accompagnato dal "Bella Ciao" intonato dai compagni partigiani, anche la figlia del giornalista, Bice, è intervenuta sulla questione dell'editto: "L'editto bulgaro c'è stato: qualcuno a volte ha delle botte di amnesia, mio padre invece è rimasto lucido fino alla fine". Nemmeno di fronte alla morte di un uomo dal valore immenso, amato moltissimo dalla gente e dai giovani che non lo hanno mai dimenticato e abbandonato in quei lunghi anni di esilio dalla tv (terminato soltanto nell'aprile 2007 con la trasmissione Rt- Rotocalco Televisivo), Silvio Berlusconi frena la sua indegna ipocrisia e la sua assoluta ignoranza dei concetti di rispetto e moralità..

Salvatore Lo Piccolo, ormai ex latitante (Fonte foto: poliziadistato.it)
PALERMO- Salvatore Lo Piccolo, capo indiscusso della mafia, dopo la cattura di Provenzano, è stato arrestato, la mattina del 5 novembre, dalla sezione “Catturandi” della Squadra Mobile di Palermo. Lo hanno acciuffato, insieme al figlio Sandro e ad altri due pericolosi boss, Gaspare Pulizzi (reggente di Brancaccio) e Andrea Adamo (capomafia di Carini), in una villa di Giardinello, località tra Cinisi e Terrasini, alle porte di Palermo, mentre era in corso un importante summit mafioso. L’arresto è stato il frutto di una grande attività di intelligence condotta dagli uomini della Mobile di Palermo che sono intervenuti con un blitz che ha visto coinvolti più di 40 agenti, i quali hanno stroncato rapidamente la resistenza dei quattro mafiosi, che erano armati. Salvatore Lo Piccolo era latitante dal 1983, da quasi 25 anni, il figlio Sandro da 9. Più volte erano riusciti a sfuggire all'ultimo momento all'arresto. Adesso gli inquirenti hanno in mano numerosi "pizzini" e documenti (rinvenuti nel covo insieme ad armi e munizioni), oltre ad aver scoperto alcuni covi in cui i Lo Piccolo si erano nascosti. Trovato anche un decalogo del "perfetto mafioso", con le regole da seguire per poter far parte di "cosa nostra". Intanto gli inquirenti hanno cominciato ad arrestare i primi fiancheggiatori ed hanno annunciato che i "pizzini" recuperati nel corso dell'arresto di Lo Piccolo sono una vera bomba e che qualcuno ha già cominciato a tremare. In tanti attendono sviluppi importanti ed arresti eccellenti. Intanto, nelle ultime ore è emerso che negli scritti di Lo Piccolo vi era una preoccupante e particolare "attenzione" nei confronti di Addiopizzo, l'associazione di giovani che a Palermo sta convincendo gli imprenditori e i commercianti a ribellarsi al racket. "Con l'arresto di Lo Piccolo, la cupola mafiosa è stata azzerata", ha dichiarato il Procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso.

Monsignor Giancarlo Bregantini, vescovo di Locri (Fonte foto: ammazzatecitutti.org)
LOCRI- Mons. Giancarlo Bregantini, vescovo di Locri, è stato trasferito alla diocesi di Campobasso da Papa Benedetto XVI. Una decisione che priva Locri e la Calabria di un uomo coraggioso, un punto di riferimento importantissimo nella lotta alla criminalità. Bregantini, infatti, da anni è in prima linea nella dura battaglia contro la 'ndrangheta ed è un uomo impegnato nel sociale e nel sottrarre giovani alla manovalanza criminale attraverso lo strumento delle cooperative sociali. Durissima la reazione dei fedeli e di tutta la società civile calabrese per una scelta che, di fatto, toglie all'antimafia uno dei suoi punti di forza. Nella messa di saluto, monsignor Bregantini, in lacrime, ha espresso la sua amarezza con grande semplicità, senza polemiche, affermando una frase dal significato chiarissimo: "Obbedisco al Vaticano". In un momento così importante per la Calabria e per i calabresi onesti, la scelta di Ratzinger e dei vertici del Vaticano appare davvero inopportuna oltre che incomprensibile ed ingiustificabile. Dovrebbero leggere e tenere a mente la significativa frase che campeggia sulla home-page del sito dei ragazzi di Locri (www.ammazzatecitutti.org): "La Calabria ha bisogno del Vescovo Bregantini".

Un'immagine terribile dell'eccidio di S.Anna di Stazzema (Lucca) il 12 agosto 1944 (Fonte foto: rainews24.it)
ROMA- La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato i tre ergastoli inflitti dalla Corte militare d'appello di Roma a Gerhard Sommer, ufficiale delle Ss, George Rauch e Karl Gropler, sottufficiali delle Ss. I tre nazisti, attualmente liberi e residenti in Germania, sono stati condannati per aver ordinato l'uccisione di 560 civili (in maggioranza donne e bambini), a S.Anna di Stazzema (Lucca), il 12 agosto 1944. La Cassazione così ha respinto la tesi del pg militare, Garino, il quale aveva chiesto di celebrare un nuovo processo, in quanto le testimonianze dei soldati semplici non erano utilizzabili, poiché gli stessi soldati erano da considerare coimputati degli ufficiali che ordinarono l'eccidio. In questo modo si metteva a rischio la validità di altri processi relativi alle altre stragi naziste in Italia, visto che ad essere processati sono sempre ufficiali e sottufficiali, per l'impossibilità di rintracciare tutti quei soldati che parteciparono alle esecuzioni. La tesi del pg Gavino aveva suscitato accese e giustificate polemiche, scatenando la protesta dei parenti superstiti delle vittime e delle autorità comunali e regionali. Per fortuna, la Cassazione ha chiuso ogni discorso, respingendo la richiesta di Gavino e confermando gli ergastoli. La sentenza è stata accolta dai superstiti della strage con grande commozione e gioia.
NUMERO DEL 3 NOVEMBRE

Uno dei resti del barcone naufragato a Roccella Jonica (Fonte foto: lastampa.it)
SICILIA E CALABRIA- Una tragedia immensa, terribile, è avvenuta nella notte tra sabato 27 e domenica 28 ottobre sulle coste calabresi e siciliane. Due barconi pieni di migranti (non si ha ancora certezza sull'esatto numero di persone a bordo) sono naufragati a causa delle difficili condizioni del mare. A Roccella Jonica, nella Locride, la barca si è spezzata in diversi tronconi facendo cadere in acqua i migranti, ormai giunti a poche centinaia di metri dalla riva. Sette i morti accertati. Decine i dispersi. A Vendicari, oasi naturale in provincia di Siracusa, un numero ancora imprecisato di persone è stato abbandonato su dei gommoni dagli scafisti. I morti finora accertati sono tredici, anche se il bilancio cresce di ora in ora. Soltanto negli ultimi due giorni, ben tre cadaveri sono stati rintracciati e portati a riva dai mezzi di soccorso che stanno pattugliando la zona attorno a Vendicari, tra Avola e Pachino. Anche in questo caso ci sono decine di dispersi. Silenzio assordante da parte del Governo di fronte ad un'altra sciagura a cui in troppi, purtroppo, sembrano essersi abituati ed a cui gran parte dei media e le istituzioni non sembrano essere molto interessati.

Un campo Rom alla periferia di Roma (Fonte foto: apcom.net)
ROMA- Dopo un grave fatto di cronaca commesso, con tutta probabilità, da un romeno, il Governo ha convertito, per quel che riguarda il potere di espulsione di cittadini comunitari affidato ai prefetti, il disegno di legge noto come "pacchetto sicurezza" in decreto legge, in modo da renderlo immediatamente operativo. Questa misura discriminatoria, che si rivolge esclusivamente ad un'etnia, quella romena, e che richiama alla mente le leggi razziali del 1938, ha dato subito lo spunto per fare piazza pulita dei Rom nella capitale. Già in corso da ieri, demolizioni e sgomberi dei campi Rom, controlli, perquisizioni. Pronti già numerosi provvedimenti di espulsione, indipendentemente dalla commissione o meno di un reato. Il governo di centro-sinistra, pienamente integrato nella propaganda sulla "grande balla" della sicurezza, si è reso protagonista di un provvedimento razzista, che contrasta con il dettato Costituzionale e crea un clima di intolleranza che allontana nel tempo le possibilità di immigrazione. Le forze della sinistra massimalista, che da sempre si dicono votate all'integrazione e vicine agli immigrati, ai deboli ed agli emarginati, si sono limitati a flebili dissensi, senza però far nulla di concreto. E' possibile accettare in silenzio una linea così dura e repressiva del Governo pur di non perdere la poltrona e di ridare la parola ai cittadini? Forse, diciamo noi, sarebbe più dignitoso uscire dall'Esecutivo e far crollare Prodi e i suoi "generali di ferro", Amato in prima fila.

Una delle persone ferite dalla polizia dentro la scuola Diaz di Genova durante il G8 (Fonte foto: italy.indymedia.org)
ROMA- La Commissione Affari Costituzionali ha bocciato (parità di 22 voti a 22) l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti accaduti a Genova, nel 2001, in occasione del G8. Decisiva la scelta di Udeur, Italia dei Valori e del gruppo di Dini, oltre all'assenza ingiustificata dei socialisti di Boselli. Numerose le polemiche suscitate da tale decisione, dato che il programma dell'Unione prevedeva l'istituzione di tale commissione, in modo da far luce sulle responsabilità politiche ed istituzionali, oltre che sulle violenze e sugli abusi commessi da alcuni settori delle forze dell'ordine nei confronti dei manifestanti. In particolare, dopo le severe pene comminate dai magistrati genovesi ai manifestanti che si sono macchiati di violenze e devastazioni inaudite, si chiede giustamente che si faccia giustizia sulle violenze e, come risulta da testimonianze, sulle torture avvenute dentro la caserma di Bolzaneto e dentro la scuola Diaz. Nelle ultime ore, Di Pietro, in una lettera al giornalista Marco Travaglio, che lo aveva duramente attaccato, ha ammesso di essersi sbagliato e di essere pentito della posizione assunta in occasione del voto, ringraziando Travaglio per avergli "aperto gli occhi". Un pentimento tardivo, anche se ci sono ancora margini per porre rimedio a questo gravissimo atto di ingiustizia e di insabbiamento della verità.

Don Oreste Benzi (Fonte foto: apcom.net)
RIMINI- Don Oreste Benzi si è spento nella notte tra l'1 e il 2 novembre, all'età di 82 anni, a causa di un attacco cardiaco. Il sacerdote romagnolo, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, era noto per la sua battaglia a fianco delle schiave della prostituzione. Con i suoi volontari ha combattuto il racket della prostituzione, togliendo dalla strada migliaia di ragazze e offrendo loro la possibilità di ricominciare. Anche se il suo pensiero dogmatico era fedele ai principi più conservatori della dottrina, cosa che lo portò a fare dichiarazioni che suscitarono accese e giustificate polemiche (come quando dichiarò che l'omosessualità è una devianza da curare), don Benzi ha speso la sua vita per gli ultimi, per gli emarginati. Aveva chiesto che gli zingari venissero ufficialmente riconosciuti come una minoranza etnica da tutelare. Aveva creato, insieme ai suoi volontari, strutture di accoglienza per i senza dimora e per le vittime della prostituzione. Pur non avendo condiviso molto spesso certe sue posizioni teoriche e certe sue dichiarazioni, la nostra redazione, plaudendo e condividendo la sua generosa opera di sostegno e di aiuto ai più deboli, vuole ricordarlo e si unisce al cordoglio di chi lo conosceva ed apprezzava.
NUMERO DEL 27 OTTOBRE

Immagine di un incendio in California (Fonte foto: repubblica.it)
LOS ANGELES- Una terribile serie di incendi vastissimi ha travolto la California meridionale, in particolare la zona della contea di San Diego. Almeno dodici i roghi (rafforzati da forti venti caldi) che da cinque giorni terrorizzano la popolazione e che hanno finora causato 15 morti e circa un milione di sfollati, con oltre 2.000 chilometri quadrati di superficie bruciata e migliaia di abitazioni distrutte. Almeno due di questi risultano essere con certezza dolosi. Cinque fino ad ora le persone arrestate. Il presidente Usa, George W. Bush, si è recato in California, su sollecitazione del governatore, Arnold Schwarzenegger, per verificare di persona i danni e per assicurare un sostanzioso aiuto economico all'area colpita dalle fiamme. Intanto, con la diminuzione del vento, la situazione sembra essere in una fase di tregua, ma i roghi non sono ancora del tutto sotto controllo.

Clementina Forleo, Gip di Milano (Fonte foto: repubblica.it)
MILANO- Il Gip di Milano, Clementina Forleo, intervenuta giovedì scorso ad "Annozero", ha rivelato di aver denunciato ai Carabinieri di Milano di aver subito "intimidazioni da soggetti istituzionali", spiegando che si tratta di "magistrati non appartenenti al mio ufficio e di forze dell'ordine". La Forleo ha reso delle dichiarazioni spontanee per rivelare episodi strani e pericolosi di cui è stata vittima. Tali dichiarazioni sono già state inviate alla Procura di Brescia. Il Gip milanese, alcuni giorni fa, aveva ricevuto una busta contenente un proiettile e un messaggio minatorio.

Nicola Calipari (Fonte immagine: calipari.it)
ROMA- La Terza corte d'assise di Roma ha disposto il non luogo a procedere nei confronti di Mario Lozano, l'ex soldato americano che, il 4 marzo 2005, a Baghdad, uccise Nicola Calipari, funzionario del Sismi, e ferì la giornalista de "Il Manifesto", Giuliana Sgrena, mentre erano in auto verso l'aeroporto della capitale irachena, da dove la Sgrena sarebbe ripartita verso l'Italia. La giornalista era stata liberata grazie all'intervento dello stesso Calipari, dopo un mese di sequestro. La corte d'assise romana ha così accolto la tesi dei difensori di Lozano, secondo i quali l'Italia, per un difetto di giurisdizione (adesione alla risoluzione Onu che prevede, per i militari della coalizione attiva in Iraq, riserva di giudizio da parte degli Stati d'appartenenza), non può processare l'ex combattente americano. Lozano così non dovrà affrontare alcun processo. Rosa Calipari, vedova del funzionario del Sismi, ha commentato duramente il pronunciamento della magistratura italiana: "Hanno ucciso Nicola per la seconda volta, e stavolta in nome del popolo italiano". Durissime anche le parole della Sgrena, cui Nicola Calipari salvò la vita facendo da scudo con il proprio corpo: "Ha vinto l'arroganza americana che non voleva questo processo. L'Italia non vuole capire cosa sia successo". L'ennesimo atto di umiliazione della sovranità italiana da parte degli Usa.

Luigi De Magistris (Fonte foto: ammazzatecitutti..org)
CATANZARO- Continuano le azioni di isolamento istituzionale nei confronti del pm di Catanzaro, Luigi De Magistris. In settimana, infatti, il procuratore generale facente funzioni ha disposto, per motivi di incompatibilità, l'avocazione dell'inchiesta "Why not", quella condotta da De Magistris e che ha portato all'iscrizione di Clemente Mastella e di Romano Prodi nel registro degli indagati. Dopo l'inchiesta "Poseidone" sui depuratori in Calabria, un'altra inchiesta sul malaffare tra poteri occulti, politica e imprenditori viene "scippata" al pm calabrese, il quale ha già annunciato di ricorrere per far valere l'illegittimità di tale decisione. La cosa che più colpisce è che il procuratore generale facente funzioni, Dolcino Favi, a pochi giorni dalla cessazione del suo mandato a Catanzaro (subito dopo l'avocazione è stato infatti nominato il nuovo procuratore, Iannelli), si è assunto la responsabilità di un atto rarissimo e sospetto. Molte ombre anche sulla scelta di comunicare al pm l'avvenuta avocazione della sua indagine con tre giorni di ritardo. De Magistris, che giovedì sera è stato ospite di "Annozero", ha parlato di grave pericolo per l'indipendenza della magistratura e di "silenzi inquietanti" da parte dell'Anm, sottolineando l'illegittimità degli atti che lo hanno privato di inchieste per cui ha speso la sua vita professionale e non solo. Il magistrato, che ha rivelato come tutti i suoi collaboratori nell'inchiesta "Why not" abbiano subito "intimidazioni" e pressioni, ha espresso fiducia nel Csm e ha ribadito la sua totale fedeltà alla Costituzione.

Il pilota finlandese Kimi Raikkonen, campione del mondo 2007 (Fonte foto: lastampa.it)
SAN PAOLO DEL BRASILE- Dopo una gara emozionante fino all'ultima curva, il finlandese Kimi Raikkonen, al volante della Ferrari, si è aggiudicato, domenica scorsa, il Gran Premio del Brasile, conquistando così il mondiale piloti. Raikkonen, il quale, prima del Gp, rispetto ai due rivali della McLaren era più indietro in classifica, ha guidato in maniera esemplare, così come il suo compagno di squadra, il brasiliano Felipe Massa, giunto secondo. Terzo è arrivato Alonso, mentre il grande favorito, Lewis Hamilton, dopo un errore banale, ha tagliato il traguardo per settimo. All'inglese sarebbe bastato piazzarsi in 5° posizione per vincere il titolo mondiale alla sua prima esperienza in F1. Raikkonen chiude il suo mondiale con 110 punti, davanti alla coppia McLaren appaiata in seconda posizione con 109 punti. Nella stagione della "spy story" e delle polemiche, non poteva mancare un finale thriller: dopo la gara, i commissari sono stati riuniti per ore per decidere l'eventuale squalifica di tre vetture (giunte prima di Hamilton). La squalifica avrebbe permesso all'inglese di risalire al quarto posto e vincere il mondiale. Una beffa. Per fortuna, invece, l'ordine d'arrivo è stato confermato e, nonostante un ricorso della McLaren (che la Fia non accoglierà), Raikkonen ha potuto finalmente esultare, entrando nella storia del "Cavallino" e della F1.
NUMERO DEL 20 OTTOBRE


Clementina Forleo e Luigi De Magistris (Fonte foto: repubblica.it e ammazzatecitutti.org)
MILANO E CATANZARO- Continua il clima di intimidazione nei confronti dei magistrati Luigi De Magistris, pm di Catanzaro, e Clementina Forleo, Gip di Milano. Ai due giudici, che avevano preso parte alla trasmissione Annozero, dedicata alla giustizia, sono state recapitate contemporaneamente due buste contenenti un proiettile e un messaggio intimidatorio. Le due buste provenivano da Bologna. Gli inquirenti indagano su tali minacce. Nel frattempo, il ministro della Giustizia, Mastella, ed il premier Prodi hanno espresso la loro solidarietà ai due magistrati. Se De Magistris non ha commentato, dura è stata la reazione della Forleo, la quale ha rifiutato gli attestati di solidarietà dei due rappresentanti istituzionali. "Respingo al mittente la solidarietà di chi mi isola", queste le parole del Gip di Milano, giustamente contraria ai formalismi di facciata. Intanto, Mastella, secondo fonti di stampa, sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Catanzaro per l'inchiesta "Why not", di cui è titolare De Magistris.

Primi soccorsi dopo l'attentato di Karachi (Fonte immagine: stampa.it)
KARACHI- Un attentato terribile ha accolto il ritorno in Pakistan dell'ex premier Benazir Bhutto, rientrata grazie all'amnistia concessa dal presidente Musharraf. Un kamikaze si è fatto esplodere in mezzo alla folla, al passaggio del convoglio che accompagnava la Bhutto, obiettivo dell'atto terroristico, uscita miracolosamente illesa. Il tributo di morti, però, è stato altissimo: oltre 140 i morti centinaia i feriti. Da giorni si temeva che organizzazioni terroristiche stessero preparando un attentato nei confronti dell'ex premier pakistano, ma nonostante ciò non si è riusciti ad evitare questo tremendo spargimento di sangue. A tal proposito, Benazir Bhutto ha aspramente polemizzato con Musharraf, ritenuto colpevole di non aver saputo prevenire questa sciagura. Nonostante non vi sia ancora stata alcuna rivendicazione, l'ex premier pakistana si dice certa che dietro l'attentato ci siano i seguaci di Zia, ex generale che nel 1977, con un colpo di stato, rovesciò il governo presieduto dal padre della Bhutto e che, nel 1988, morì in circostanze sospette. Intanto si cerca di capire se Al Qaeda e i Talebani rifugiati in Pakistan abbiano partecipato all'eccidio.

Il Dalai Lama (Fonte foto: wikipedia.org)
WASHINGTON- E' crisi diplomatica tra Stati Uniti e Cina, dopo che il Congresso americano ha premiato con la medaglia d'oro (il simbolo più prestigioso di riconoscimento al valor civile) il Dalai Lama, massima autorità spirituale tibetana, da sempre impegnato nella lotta non violenta per la libertà del Tibet, dal 1950 oppresso dall'occupazione cinese. Il Dalai Lama è costretto a vivere in esilio dal 1959. Il premio concesso dagli americani per mano del presidente Bush ha fatto infuriare il governo cinese, che considera il monaco tibetano un traditore della patria. Pechino ha convocato l'ambasciatore statunitense mostrandogli tutta la propria disapprovazione per quanto fatto dal Congresso Usa. La Cina, inoltre, ha disertato un importante incontro internazionale sull'Iran e ha minacciato un raffreddamento serio delle relazioni tra i due paesi. Ancora una volta, Pechino decide di non fare i conti con la propria terribile storia recente.

Walter Veltroni (Fonte foto: espresso. repubblica.it)
ROMA- Come ampiamente previsto è Walter Veltroni il segretario del neonato Partito Democratico che, con le elezioni primarie di domenica 14 ottobre, prende ufficialmente forma. Il sindaco di Roma trionfa con oltre il 75% delle preferenze, nettamente davanti a Rosy Bindi (13% circa) ed Enrico Letta (11%). Sotto l'1% gli altri due candidati, Piergiorgio Gawronski e Mario Adinolfi. Al voto hanno partecipato quasi tre milioni e mezzo di persone, tra cui immigrati e minorenni a partire dai 16 anni d'età. Elette anche l'assemblea costituente e le strutture regionali e locali. Il vice di Veltroni sarà Dario Franceschini.
NUMERO DEL 13 OTTOBRE

Luigi De Magistris (Fonte foto: ammazzatecitutti.org)
ROMA- La sezione disciplinare del Csm, riunitasi giorno 8 ottobre scorso per decidere sulla proposta di trasferimento del pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, ha rinviato di ben due mesi (17 dicembre) la decisione. Tale rinvio è stato motivato dalla necessità di esaminare le ulteriori contestazioni nei riguardi del pm di Catanzaro inviate dal ministro della Giustizia, Mastella, proprio all'indomani della puntata di Annozero del 4 ottobre, in cui si era affrontato il caso "De Magistris" ed era stata trasmessa un'intervista dello stesso magistrato. Una notizia che costituisce una piccola ma importante vittoria per De Magistris, in quanto viene meno quell'urgenza di trasferimento di cui il ministro della Giustizia e i suoi ispettori avevano parlato. Il giudice di Catanzaro, accolto all'uscita dal Csm dagli applausi di una rappresentanza dei ragazzi calabresi (e non solo) che si sono schierati al suo fianco, ha detto di essere sereno e di voler continuare a lavorare con dedizione fino alla nuova convocazione davanti alla sezione disciplinare del Csm.


I due premi Nobel, Doris Lessing e Al Gore (Fonte foto: unita.it e wikipedia.org)
STOCCOLMA- E' andato a Doris Lessing, il premio Nobel 2007 per la letteratura. La scrittrice, nata in Iran da genitori inglesi, cresciuta in Africa e, infine, stabilitasi a Londra, è stata premiata con la seguente motivazione: "Cantrice dell'esperienza femminile, con scetticismo, passione e potere visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa". Il premio Nobel per la pace, invece, è andato ad Al Gore, ex vice-presidente degli Usa al tempo di Clinton, e numero due dei democratici. Al Gore, premiato insieme al Comitato Intergovernativo per i Mutamenti Climatici dell'Onu, è da tempo impegnato in una battaglia mondiale a difesa dell'ambiente. La motivazione della Commissione Nobel, infatti, è la seguente: "per i loro sforzi volti alla costruzione e alla divulgazione di una vasta consapevolezza dell'effetto dell'uomo sui cambiamenti climatici, e per aver posto le fondamenta per le misure necessarie per contrastare tale cambiamento". Due premi più che meritati per due grandi personaggi del nostro tempo.

Il martelletto del giudice (Fonte immagine: antoniodipietro.com)
HANNOVER- Una sentenza choc è stata pronunciata da un giudice tedesco, al termine di un processo a carico di un emigrante sardo, accusato di aver commesso violenze terribili di natura sessuale, fisica e psicologica, nei confronti della sua ex fidanzata lituana (sospettata di averlo tradito), la quale ha avuto il coraggio e la forza di denunciarlo. Il ventinovenne italiano è stato arrestato, processato e condannato a sei anni di carcere, ma un giudice del tribunale di Hannover gli ha concesso uno sconto di pena di due anni, con una motivazione assurda e razzista: "Si deve tenere conto delle particolari impronte culturali ed etniche dell'imputato. E' un sardo. Il quadro del ruolo dell'uomo e della donna, esistente nella sua patria, non può certo valere come scusante me deve essere tenuto in considerazione come attenuante". In poche parole, il fatto di essere sardo, etnia evidentemente ritenuta dal giudice tedesco incivile e violenta con le donne, costituisce un'attenuante di tipo "culturale". Il magistrato di Hannover, dunque, sulla base di tali attenuanti pseudo-culturali, ha ritenuto meno pesanti le responsabilità del giovane sardo, autore di azioni vergognose e criminali che meriterebbero pene molto più aspre. Un fatto gravissimo che ha fatto inorridire l'Italia, ma che dovrebbe anche far riflettere sugli stereotipi che, troppo spesso, anche noi italiani usiamo appiccicare ad un'intera etnia, sulla base di conoscenze superficiali o di pericolosi processi di generalizzazione. La sentenza risale ad un anno fa, ma è venuta fuori solo in questi giorni.

Un agente della Dia (Fonte foto: lastampa.it)
CATANIA- Una vasta operazione antimafia, condotta dalla Dia di Catania nella giornata di martedì 9 ottobre, 32 persone appartenenti al clan Santapaola sono state arrestate. Le accuse variano dall'associazione mafiosa all'estorsione e al traffico di stupefacenti. L'indagine della Dia riguarda, oltre al traffico di droga tra Napoli e Catania, l'attività di estorsione ai danni di imprenditori catanesi, tra cui Andrea Vecchio, l'imprenditore edile che ha subito numerosi attentati per aver denunciato chi cercava di imporgli il "pizzo". Un duro colpo al clan che fa capo al sanguinario boss catanese, Nitto Santapaola, detenuto dal 1993, a una settimana dal ritrovamento, nelle campagne di Ramacca, dei cadaveri carbonizzati di Angelo Santapaola, cugino del boss, e del suo guardaspalle, Nicola Sedici. Il giorno dopo questa operazione antimafia, altre due persone sfuggite al blitz finiscono nella rete delle forze dell'ordine: Francesco Santapaola, fratello di Angelo, viene catturato a Catania, mentre Luca Valerio Conti si costituisce a Bergamo. Numerosi anche i beni confiscati alla cosca dei Santapaola.
NUMERO DEL 6 OTTOBRE

Michele Santoro (Fonte foto: rai.tv)
ROMA- E' di nuovo bufera su Michele Santoro e sul suo programma "Annozero". Oggetto delle polemiche è la puntata andata in onda giovedì 4 ottobre, in cui si affrontava la questione relativa al trasferimento del pm di Catanzaro, De Magistris. Ospiti della serata, durante la quale si è parlato soprattutto dei gravi problemi della giustizia in Italia e della solitudine istituzionale dei magistrati che indagano sui cosiddetti "poteri forti", sono stati il sottosegretario Scotti, il fratello del giudice Borsellino, Salvatore, il gip di Milano, Clementina Forleo, Sonia Alfano, figlia del giornalista ucciso dalla mafia, e tante altre persone collegate dalla Basilicata e dalla Calabria, tra cui Rosanna Scopelliti, figlia del magistrato assassinato dalla 'ndrangheta, che si sono schierate accanto a De Magistris. Messa in onda anche l'intervista che il giornalista Sandro Ruotolo ha fatto allo stesso De Magistris, il quale ha denunciato lo stato di "intimidazione istituzionale" a cui egli è sottoposto "da tre anni senza soluzione di continuità". Alle sue parole hanno fatto eco quelle, simili e altrettanto decise, della Forleo: "Luigi (De Magistris ndr) ha avuto la sventura di imbattersi più di una volta nei cosiddetti poteri forti o meglio negli interessi collegati ai poteri forti. Ha pagato e sta pagando, ma è il coraggio quello che conta...È ora che il Sud si liberi dei don Rodrigo e dei suoi bravi". Il giorno dopo, il ministro della Giustizia, Mastella, è andato su tutte le furie, minacciando di sfiduciare il Cda Rai (che si riserva di discutere il caso nel prossimo cda) e attaccando duramente Santoro e la sua redazione, oltre ad accusare ancora una volta il giudice di Catanzaro di aver attaccato lo Stato dalla tv. Anche Prodi, che ha letto dei resoconti sulla puntata, ha commentato negativamente la trasmissione, tacciandola di non aver avuto nulla "della serietà, della professionalità e dell'appropriatezza che dovrebbe avere una trasmissione che riguarda la giustizia". La replica di Santoro al premier non si è fatta attendere: "Mi auguro che prima di criticare una trasmissione, la si veda. Comunque ci sta anche questo, ci stanno le critiche". Un nuovo attentato alla libertà di informazione, specialmente quando si traduce in esaltazione della verità e della giustizia.


Renato Schifani ed Enrico La Loggia (Fonte foto: senato.it e camera.it)
FIRENZE- Francesco Campanella, ex presidente del Consiglio comunale di Villabate (Pa) ed ex segretario nazionale dei giovani Udeur, attualmente pentito di mafia, ha tirato in ballo i due esponenti siciliani di Forza Italia, Renato Schifani (capogruppo di Fi al Senato) ed Enrico La Loggia (ex ministro degli Affari Regionali e vice presidente dei deputati di Fi), accusandoli di avere avuto rapporti di affari con il boss della cittadina palermitana, Nino Mandalà. In particolare, Campanella, per anni braccio destro dello stesso boss, nonché tra i fiancheggiatori di Bernardo Provenzano, ha parlato di un accordo tra i due rappresentanti di Forza Italia e il boss, per modificare il Piano Regolatore di Villabate, allo scopo di favorire la realizzazione di un centro commerciale voluto dalla mafia. Il collaboratore di giustizia ha fatto tale rivelazione ai magistrati nel corso della sua ultima audizione, tenutasi nell'aula bunker di Firenze, dove è detenuto e dove è in corso il processo sui rapporti tra mafia e politica nel Comune di Villabate (Pa). Dura la reazione dei due senatori: La Loggia, in particolare, ha minacciato di sporgere querela contro Campanella. Intanto, in attesa di sviluppi e di accertamenti, la notizia non ha trovato spazio in nessun organo di stampa nazionale, nonostante l'Ansa di Firenze l'abbia battuta nella serata del 2 ottobre. Un altro strano caso di disinformazione...

Un orso bruno (Fonte foto: ilsecoloxix.it)
L'AQUILA- Sono cinque gli esemplari di orsi trovati morti nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Per due di loro si è trattato di un fatto naturale, nel senso che sono stati uccisi da esemplari adulti, i quali sono soliti "punire" i piccoli nel periodo dell'accoppiamento per aumentare la disponibilità della femmina. Per gli altri tre, invece, praticamente certa la causa della morte: avvelenamento. La mano sporca dell'uomo, dunque, colpisce ancora e procura un danno incredibile all'ecosistema naturale. Oltre agli orsi sono stati trovate le carcasse di due lupi (anch'essi avvelenati). Il ministro dell'Ambiente, Pecoraro Scanio, è intervenuto immediatamente, assicurando l'immediata bonifica dell'area e annunciando di costituirsi parte civile al fianco dell'Ente parco. Intanto, il Wwf ha stabilito una taglia di 10.000 euro (ma sarebbe salita a 35.000) sui responsabili del massacro. Chi denuncerà i responsabili, assicurandoli alla giustizia, riceverà tale ricompensa.

Lorenzo D'Auria, l'agente del Sismi morto giovedì (Fonte foto: repubblica.it)
ROMA- Lorenzo D'Auria, l'agente del Sismi ferito in Afghanistan lo scorso 24 settembre, durante il blitz delle forze speciali alleate per la sua liberazione, è morto giovedì mattina, a Roma, presso il "Celio", l'ospedale militare. D'Auria era stato colpito alla testa e le sue condizioni si erano rivelate subito gravissime. Era stato trasportato in Italia attaccato ad un respiratore che lo teneva in vita. Sabato scorso, la sua compagna, da cui aveva avuto tre figli, lo aveva sposato, in articulo mortis, per coronare insieme, in un'atmosfera straziante, un sogno rimandato a causa degli impegni militari. Un sogno spezzato da una morte assurda, durante una missione che di pacifico, considerato il numero di vittime, sembra aver davvero poco. Lorenzo D'Auria aveva solo 33 anni. Lunedì 8 ottobre i funerali, a Modena.
NUMERO DEL 29 SETTEMBRE

I monaci birmani pregano prima di iniziare un altro corteo (Fonte foto: Ansa.it)
RANGOON- Continua la protesta dei monaci buddhisti e del popolo birmano contro il regime militare retto dal dittatore Than Shwe. Il grande corteo rosso accompagnato dagli studenti e dai sostenitori del premio Nobel, Aung San Suu Kyi, ancora detenuta, è stato attaccato dall'esercito birmano. I soldati hanno sparato sulla folla, uccidendo 9 persone, tra cui un reporter giapponese, anche se fonti diplomatiche straniere parlano di oltre 35 vittime, un bilancio che potrebbe salire con il passare delle ore. Mentre Russia e Cina non prendono posizioni di condannail regime dell'attuale Myanmar (questo il nome attuale della Birmania), la comunità internazionale esprime sdegno e minaccia sanzioni. Intanto, i militari hanno interrotto la rete Internet, l'unica a consentire al mondo di sapere realmente cosa accade a Rangoon. C'è paura e rabbia, ma anche una debole speranza: secondo alcune agenzie, infatti, sembra che diversi soldati si siano rifiutati di sparare sulla folla e si siano inginocchiati davanti ai monaci, deponendo le armi. Un segnale importante che speriamo possa essere seguito dal maggior numero possibile di militari birmani.

Il pm di Catanzaro Luigi De Magistris (Fonte foto: ammazzatecitutti.org)
CATANZARO- E' polemica aperta dopo la decisione del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, di chiedere al Csm il trasferimento del pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, titolare di scottanti inchieste sulle azioni illecite di un comitato d'affari attivo in Calabria e Basilicata, comprendente politici, imprenditori, magistrati, funzionari, finanzieri e membri della loggia massonica P2. In una delle inchieste sarebbero coinvolti, anche se non ancora indagati, il premier Romano Prodi e lo stesso Mastella, intercettato, nel giugno scorso, in una telefonata con uno degli indagati. Una scelta assurda contro uno dei migliori magistrati operanti in Calabria. Un'azione difficile da giustificare. In tanti hanno espresso sostegno a De Magistris, manifestando pubblicamente e aprendo blog di solidarietà, come hanno fatto i ragazzi del comitato "Ammazzateci tutti" di Locri, oppure lanciando sul web appelli a sostegno del giudice catanzarese, come ha fatto liberacittadinanza.it, il sito di riferimento dei movimenti per la democrazia. Mastella, intanto, cerca di difendere il suo operato ma, innervosito dalle domande incalzanti a lui poste nel corso della trasmissione Ballarò e dalle invettive satiriche di Crozza, parla di assalto mediatico e minaccia di uscire dal Governo.

Il sen. Marcello Dell'Utri (Fonte foto: senato.it)
PALERMO- Il Giudice per le udienze preliminari di Palermo, su richiesta della Procura, ha stabilito la trascrizione delle intercettazioni telefoniche relative alle telefonate tra il senatore Marcello Dell'Utri, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, e Maria Rosaria Palazzolo, sorella del boss latitante Vito Palazzolo. Dell'Utri, secondo quanto riferito dall'Ansa di Palermo, ha affermato che, qualora l'utilizzo delle intercettazioni venisse autorizzato, egli chiederà l'autorizzazione al Senato.

Il regista siciliano Giuseppe Tornatore (Fonte foto: ansa.it)
ROMA- Sarà il regista siciliano, Giuseppe Tornatore, con il film "La sconosciuta", a rappresentare l'Italia al prossimo Oscar, nella categoria "Miglior film straniero". Il suo ultimo lavoro ha superato per un solo voto (8 contro 7) "Mio fratello è figlio unico" di Daniele Luchetti. Per Tornatore si tratta della seconda candidatura all'ambito premio, dopo quella ottenuta nel 1987 con "Nuovo cinema Paradiso". In quell'occasione, Tornatore vinse la celebre statuetta. Gli auguriamo di fare il bis.
NUMERO DEL 22 SETTEMBRE

L'immagine di una manifestazione contro le trivellazioni in Val di Noto (Fonte foto: siciliantagonista.org)
NOTO- Centinaia di persone in piazza, questa mattina, a Noto per ribadire il proprio No alle trivellazioni petrolifere e gassose in Val di Noto, area facente parte dell'Unesco e dichiarata patrimonio dell'umanità. La manifestazione è stata organizzata dalla Flai-Cgil e dal Comitato No-triv di Noto e ha visto anche la partecipazione di molti sindaci schieratisi ufficialmente contro i petrolieri americani e i loro complici seduti tra i banchi della Regione Siciliana.

Il direttore del Tg2 Mauro Mazza (Fonte foto: lastampa.it)
ROMA- Continua a far discutere l'editoriale video di Mauro Mazza, direttore del tg2, nel corso dell'edizione delle 13 di mercoledì 19 settembre. Mazza ha pronunciato parole farneticanti, non limitandosi ad attaccare Grillo, definendolo un fenomeno che "va avanti a colpi di insulti, di accuse pesantissime, di male parole", ma lasciandosi andare ad accuse gravissime e fuori luogo: "Ma cosa accadrebbe se un giorno all'improvviso, un pazzo, uno squilibrato, ascoltate quelle accuse contro Tizio o Caio all'improvviso, un brutto mattino premesse il grilletto?". Il direttore del tg2 ha poi parlato di "cattivi maestri", paragonando di fatto il comico genovese agli ideologi del terrorismo degli anni di piombo. Un'uscita assurda che ha scatenato polemiche, senza che però nessun organo sia intervenuto a richiamare il giornalista, il quale ha sicuramente ecceduto, andando ben oltre il libero pensiero e alzando i toni in maniera ingiustificata. Forse qualcuno dovrebbe ricordargli che è soprattutto in questo modo che si istiga, fornendo idee a qualcuno. Grillo ha risposto pubblicando, sul suo blog, le dichiarazioni di Mazza (accompagnate dal relativo video), senza alcun commento e con il titolo di "Informazione di Stato". L'editoriale del tg2, una pagina triste di giornalismo.

Il giornalista de "L'ora" Mauro De Mauro (Fonte foto: repubblica.it)
CATANZARO- Colpo di scena nelle indagini sull'omicidio di Mauro De Mauro, il giornalista de "L'ora" di Palermo rapito dalla mafia il 16 settembre del 1970 e di cui non si è saputo più nulla. La Procura di Catanzaro ha deciso la riesumazione del corpo di un pregiudicato calabrese, Salvatore Belvedere, che in realtà potrebbe essere quello di De Mauro. Belvedere, che era latitante, venne infatti trovato morto ed in avanzato stato di decomposizione pochi mesi dopo la scomparsa del giornalista antimafia e venne identificato a seguito di una cintura che la famiglia riconobbe come sua. La Procura calabrese, adesso, anche sulla base di una ricostruzione fatta dal giornalista Arcangelo Badolati in un suo libro, ha stabilito e eseguito la riesumazione. I risultati degli accertamenti sui resti si avranno tra circa un mese. La famiglia di De Mauro si dice scettica e ritiene poco concreta tale ipotesi, anche se, come ha dichiarato la figlia Franca, "la speranza è l'ultima a morire".

Il presidente cubano Fidel Castro (Fonte foto: ilmessaggero.it)
L'AVANA- Dopo ben 108 giorni, in cui molti hanno pensato fosse morto, il presidente cubano, Fidel Castro, è apparso nuovamente in pubblico e lo ha fatto attraverso la televisione. Un'intervista registrata poco prima della messa in onda è stata trasmessa da una delle trasmissioni più seguite di Cuba. Castro, 81 anni, convalescente dopo i numerosi e gravi interventi chirurgici che lo hanno costretto a lasciare temporaneamente la scena politica, è apparso pallido e un po' deperito, ma comunque lucido e in buona forma fisica. Nel corso dell'intervista, durata un'ora, ha affrontato numerose questioni, sia di politica interna che di politica estera ed economica, oltre ad esprimere il suo parere ed a riflettere su alcuni fatti del passato. Ancora una volta, dunque, quando in molti lo credevano morto, il leader maximo cubano ha nuovamente mostrato al mondo di essere ancora in sella.
NUMERO DEL 15 SETTEMBRE

Un gruppo di manifestanti durante il V-Day (Fonte foto: beppegrillo.it)
ROMA- Un grande, straordinario successo. Il V-Day di sabato scorso, organizzato da Beppe Grillo, attraverso il suo blog, è andato oltre ogni previsione, suscitando la reazione preoccupata e nervosa di una buona parte del mondo politico. Migliaia di persone sono scese in oltre duecento piazze italiane e una trentina estere per protestare contro l'attuale sistema politico e per raccogliere le firme a sostegno dell'iniziativa di legge popolare, promossa da Grillo, che intende impedire l'eleggibilità di persone condannate in via definitiva e limitare a due i mandati parlamentari. Un modo per far uscire dal Parlamento e dai banchi del potere persone con la fedina penale sporca e per realizzare un ricambio generazionale all'interno delle istituzioni. Le firme necessarie, per legge, sono 50.000, al V-Day ne sono state raccolte oltre 300.000! Mentre la politica accusa Grillo e i suoi seguaci di qualunquismo, i cittadini apprezzano l'iniziativa e, dal blog del comico genovese, chiedono con insistenza un altro V-Day.

Il ministro Clemente Mastella (Fonte foto: giustizia.it)
ROMA- A pochi giorni dal V-Day, il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, e il vice presidente del Consiglio, Francesco Rutelli, sono finiti sotto accusa per aver utilizzato l'aereo di Stato per recarsi al Gran Premio di Monza di domenica scorsa. Ad accendere la polemica è stato il settimanale L'Espresso, che in un reportage ha smascherato l'ennesimo spreco compiuto da due rappresentati delle istituzioni. I due ministri, che avrebbero perfino chiesto di andare con due aerei diversi (l'Aeronautica avrebbe consigliato loro di andare con uno solo per evitare sprechi), hanno scelto di recarsi a Monza con l'Air Force One italiano, un mezzo lussuoso e costoso, riservato alle alte cariche dello Stato per i viaggi ufficiali. Roma-Milano andata e ritorno, più il trasferimento da Milano a Monza e ritorno con un elicottero di lusso. Tutto a spese dello Stato e dei contribuenti. I due ministri si sono difesi dicendo che si trattava di un viaggio ufficiale, in quanto erano stati invitati alla premiazione. Ma è giusto andare alla premiazione di un evento sportivo con gli aerei di Stato che sono costati, come sostiene L'Espresso, almeno 20.000 euro? E poi, è corretto, in una visita ufficiale, portarsi dietro anche amici e parenti? A proposito di casta...

Padre Pino Puglisi (Fonte foto: wikipedia.org)
PALERMO- Oggi Palermo ricorderà Don Pino Puglisi, il prete antimafia assassinato a Brancaccio, un rione popolare del capoluogo siculo, proprio il 15 settembre di 14 anni fa. Nel quartiere di Brancaccio, dove padre Puglisi spese la sua vita contro la mafia e per il recupero dei ragazzi del rione, oggi si svolgerà una fiaccolata di commemorazione. La nostra redazione si unisce al ricordo di questo splendido sacerdote, il cui esempio è ancora vivo in tutti noi.

Una persona si disseta (Fonte foto: Ansa)
LONDRA- In Gran Bretagna, un imprenditore inglese, Michael Pritchard, ha presentato, nel corso di una fiera, una bottiglia speciale che rende potabile anche l'acqua più sporca, fetida ed impura, persino quella delle fogne. La Life Saver Bottle, questo il nome di questa incredibile bottiglia, che depura l'acqua attraverso uno speciale filtro, costa 270 euro ed è andata subito a ruba: 1000 esemplari venduti in poche ore. Questa particolare invenzione potrebbe essere molto importante per la vita di molte persone che vivono in zone caratterizzate da penuria di acqua pura o colpiteb da catastrofi ambientali.

Un'immagine di Asafa Powell (Fonte foto: menshealth.it)
RIETI- Al Meeting di Rieti di domenica scorsa, Asafa Powell, già primatista mondiale dei 100 metri, ha battuto il suo precedente record (9,77) di tre centesimi, fermando il cronometro sul tempo di 9,74. Un risultato strepitoso se si pensa che l'atleta giamaicano, innamorato dell'Italia, lo ha ottenuto in semifinale, mollando negli ultimi 20 metri. In finale, poi, Powell ha vinto con un altro strepitoso tempo (9,78), superiore di un solo centesimo rispetto al vecchio record. Dopo la delusione del bronzo ai recenti mondiali, il giamaicano mostra tutta la sua forza e promette di scendere molto presto a 9.68.
NUMERO DELL' 8 SETTEMBRE

Il grande tenore Luciano Pavarotti (Fonte foto: La Repubblica)
MODENA- Luciano Pavarotti ci ha lasciato. Il grande tenore modenese, si è spento a Modena, due giorni fa, alle 5 del mattino, all'età di 71 anni, dopo avere lottato a lungo contro un tumore terribile al pancreas, che lo aveva costretto a ritirarsi dalle scene, dopo 46 anni di carriera. La sua ultima apparizione pubblica risale al Febbraio 2006, quando aveva intonato il "Nessun dorma" a Torino in occasione della cerimonia d'apertura delle Olimpiadi invernali. L'Italia perde uno dei più grandi cantanti lirici della storia, se non il più grande, oltre ad uno degli italiani più amati ed apprezzati al mondo. Tutto il pianeta ha reso omaggio al Maestro, autore anche di una delle iniziative benefiche più importanti degli ultimi anni, il "Pavarotti & friends", a cui hanno partecipato, duettando con lui, tutti i protagonisti della musica rock e leggera mondiale, che in coro hanno ricordato "Big Luciano". Sul suo sito, recentemente, in una sorta di testamento spirituale, Pavarotti scriveva: "Ricordatemi come un cantante d'opera, ovvero come rappresentante di una forma d'arte che ha trovato la sua massima espressione nel mio Paese, e spero inoltre che l'amore per l'opera rimanga sempre di importanza centrale nella mia vita". I funerali si terranno in forma solenne oggi pomeriggio alle 15, con diretta tv sulla Rai.

Il giornalista Lirio Abbate (Fonte foto: La Stampa)
PALERMO- Tentato attentato, fortunatamente fallito, nei confronti di Lirio Abbate, giornalista dell'Ansa di Palermo e collaboratore de La Stampa. Un ordigno rudimentale ma perfettamente funzionante, è stato trovato dagli uomini della sua scorta e poi disinnescato sotto la sua auto, posteggiata a Palermo, nel quartiere della Kalsa. Il giornalista siciliano, in prima linea contro la mafia, è già da tempo nel mirino dei boss, soprattutto dopo la pubblicazione del libro "I complici", scritto insieme a Peter Gomez. Solidarietà è stata espressa dal mondo giornalistico e istituzionale, oltre che dalla società civile. Anche il presidente della Repubblica ha espresso solidarietà ad Abbate, invitando poi le istituzioni a "tenere alta la guardia".

Una carretta del mare piena di migranti (Fonte foto: Il Resto del Carlino)
ROMA- E' crisi diplomatica tra Italia e Tunisia, a seguito dell'enorme ingiustizia che le nostre autorità stanno commettendo nei confronti di sette pescatori tunisini, detenuti ingiustamente ad Agrigento con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e di tratta di esseri umani. In poche parole sono accusati di essere scafisti. I sette pescatori, invece, sono dei lavoratori e degli uomini coraggiosi che, la notte tra il 7 e l'8 agosto, nel Mediterraneo, hanno salvato dal mare in tempesta 44 immigrati (tra cui donne e bambini) destinati a morte certa. I sette tunisini, a bordo di due pescherecci legalmente riconosciuti e registrati, appena giunti sulle coste siciliane, sono stati arrestati e posti sotto processo. Le autorità di Tunisi, numerosi parlamentari europei, associazioni per i diritti umani di tutta Europa, protestano con l'Italia per questa assurda violazione. Accusare di scafismo dei generosi soccorritori è davvero un'assurdità in un paese che si definisce civile. Anche un gruppo di parlamentari italiani dell'Unione sta preparando un'interrogazione, mentre il nostro Governo tace. Sit-in di protesta contro le autorità italiane ad Agrigento, Bruxelles e Parigi.

Il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa (fonte foto: La Gazzetta del Sud)
ROMA- Il 3 Settembre l'Italia ha ricordato il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente Domenico Russo, uccisi 25 anni fa dalla mafia, in via Carini a Palermo. Uomo capace e acuto, membro attivo della Resistenza, nella sua carriera ha svolto indagini importantissime sui più grandi misteri e fenomeni criminali italiani: il banditismo, l'assassino di Placido Rizzotto, la scomparsa di De Mauro, il caso Mattei, la mafia e il terrorismo. Tantissimi i successi della sua attività d'indagine, che lo portarono ad assumere il ruolo di prefetto di Palermo, il 2 Maggio 1982, dove combatté contro la mafia in un periodo segnato dal sangue e dal terrore, lamentando anche la solitudine in cui lo Stato l'aveva lasciato. Quattro mesi dopo viene ucciso. Lo scorso 3 Settembre la sede del Comando dell'Arma di Palermo è stato a lui intitolato. Anche il nostro sito lo vuole ricordare sulla pagina "Legalità".
NUMERO DEL 28 LUGLIO

Due donne omosessuali che manifestano per i loro diritti (Fonte foto: La Repubblica)
ROMA- A pochi giorni dalla sentenza della Corte di Cassazione che tutela l'omosessualità, affermando che "la libertà sessuale va intesa come libertà di vivere, senza condizionamenti e restrizioni, le proprie preferenze sessuali", a Roma si è verificato un episodio sconcertante di discriminazione: i carabinieri hanno denunciato due ragazzi, che si baciavano vicino al Colosseo, per atti osceni in luogo pubblico. Le forze dell'ordine hanno giustificato la loro condotta dicendo che quello non era solo un bacio sulla bocca e che, comunque, in passato si erano già trovati a denunciare per atti osceni anche altre coppie eterosessuali che si baciavano. Allora tutti avvisati. Basta baci.

Immigrati tratti in salvo (Fonte foto: Ansa)
PORTOPALO DI CAPO PASSERO- Il corpo di un uomo è stato recuperato al largo di Portopalo, mentre diverse tracce fanno pensare che anche altri abbiano perso la vita nel naufragio di una piccola imbarcazione a 18 miglia a sud di Capo Passero (Siracusa), il 25 luglio. Ad individuare un gozzo di sette metri capovolto, sono stati i mezzi della guardia costiera. Sotto l'imbarcazione è stato recuperato il corpo di un uomo, apparentemente nordafricano, e diversi oggetti che fanno ritenere che a bordo del gozzo vi fosse un numero imprecisato di altre persone, tra cui anche donne.

Gli stabilimenti balneari di Peschici dopo l'incendio (Fonte foto: Rai News 24)
PESCHICI- Nei giorni di caldo rovente e di incendi che hanno stretto in una morsa tutto il territorio italiano, si sono registrate tre morti, tutte nella zona di Peschici, in provincia di Foggia. I maestosi incendi, oltre ad aver causato vittime, hanno anche messo a rischio la vita di migliaia di bagnanti che hanno trovato riparo soltanto immergendosi in mare. Intanto si viene a sapere che sarebbe stata sufficiente una collaborazione tra gli enti regionali e il Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche) per bloccare il rogo, visto che un satellite del Cnr lo aveva avvistato proprio sul nascere.
NUMERO DEL 21 LUGLIO

Il giudice Paolo Borsellino (Fonte foto: La Stampa)
CALTANISSETTA- A quindici anni dalla morte del giudice Paolo Borsellino e della sua scorta nell'attentato di Via D'Amelio a Palermo, la procura della Repubblica di Caltanissetta ha aperto un'indagine che segnerebbe una svolta. Gli inquirenti ritengono, infatti, che apparati deviati dei servizi segreti potrebbero aver ricoperto un ruolo nell'attentato. In particolare, i magistrati stanno valutando una serie di documenti, acquisiti dalla procura di Palermo, che riguardano il telecomando che potrebbe essere stato utilizzato dagli attentatori.

Un'aula universitaria (Fonte foto: L'Unità)
MESSINA- Un'inchiesta della Direzione
distrettuale antimafia di Messina sull'università ha portato all'emissione di
cinque ordinanze di custodia cautelare. Tra gli indagati anche il rettore
Francesco Tomasello. Il professor Battesimo Consolato Macrì, recentemente eletto
preside di Veterinaria, è stato sottoposto agli arresti domiciliari: è accusato
di tentata concussione ai danni di un docente, al fine di condizionare l'esito di un
concorso per professore associato di chirurgia veterinaria e favorire il figlio
Francesco. A Macrì sono inoltre contestate due ipotesi di falso in atto
pubblico, commesse nella qualità di presidente della commissione di un concorso
per ricercatore nel suo dipartimento. I domiciliari sono scattati anche per
Eugenio Capodicasa, funzionario amministrativo del Rettorato, e Ivana Saccà,
moglie di Capodicasa e dipendente della società Unilav, in servizio nell'ufficio
di Piedimonte. In carcere, invece, sono finiti il professor Giuseppe Piedimonte
e il professor Stefano Augliera, segretario amministrativo.

Il Presidente della Provincia di Siracusa, Bruno Marziano (Fonte foto: Arcolatino.org)
SIRACUSA- Il consiglio di amministrazione del Consorzio Autostradale Siciliano, dopo lungo e tormentoso dibattito, ha deciso due cose importanti: un altro rinvio nella apertura dell'autostrada Siracusa-Gela ed il tentativo di scaricare su altri (ANAS, ex- commissario) le proprie responsabilità. Questo quanto riferito dal Presidente della Provincia di Siracusa, Bruno Marziano, il quale, di fronte all'ennesimo atto di ostruzionismo all'apertura di quella che sarebbe una fondamentale arteria per la Sicilia orientale, ha esortato la mobilitazione dei cittadini e ha annunciato la volontà di ricorrere in sede penale.

Padre Giancarlo Bossi (Fonte foto: Rai News 24)
ROMA- Dopo 39 giorni di prigionia, padre Giancarlo Bossi è finalmente libero. Il prete italiano è stato liberato dalla polizia filippina, in un'operazione condotta in stretto raccordo con l'ambasciata, la Farnesina ed i Servizi italiani, secondo quanto riferito dalla responsabile dell'Unità di crisi della Farnesina, Elisabetta Belloni.
NUMERO DEL 14 LUGLIO

La Valle dei Templi (Fonte foto: Wikipedia)
AGRIGENTO - "I bambini sono extracomunitari? Mi dispiace l'ingresso non è gratuito, spetta solo ai comunitari". Questa è la risposta che l'addetta alla biglietteria dell'ente parco della Valle dei Templi, ad Agrigento, ha dato agli accompagnatori di 38 alunni dai 6 ai 12 anni, alcuni dei quali con la pelle scura, ma italiani e studenti della scuola 'Cascino', nel quartiere Ballarò di Palermo, in gita con l'associazione "Ziggurat". L'episodio, avvenuto lo scorso 5 luglio e reso noto dall'associazione, è un chiaro caso di discriminazione razziale che speriamo non abbia più a ripetersi.
La senatrice di Fi, Anna Bonfrisco (Fonte foto: Senato.it)
ROMA- E' questo il volto della "elegantissima" senatrice di Forza Italia, che si è permessa di gridare, in Aula, contro il senatore Gerardo D'Ambrosio: "Assassino e criminale, oggi è il tuo giorno". Un atto senza precedenti e perfettamente fuori luogo. La senatrice sarebbe scattata in seguito ad un intervento di D'Ambrosio, durante la discussione sulla riforma dell'ordinamento giudiziario. L'ex procuratore, intervenuto per contestare un emendamento proposto da Nitto Palma (Fi), ha voluto ricordare "i magistrati che difesero la giovane democrazia". Poi, rivolgendosi ai senatori della Cdl che rumoreggiavano, ha aggiunto: "Sono i magistrati indipendenti a permettere a molti di voi di sedere in questa Aula". In seguito a questa affermazione, la senatrice sarebbe andata su tutte le furie, facendo una misera figura e oltraggiando il luogo dove si amministra la democrazia.

Il ministro degli Interni, Giuliano Amato (Fonte foto: Corriere della Sera)
ROMA - "Nessun Dio autorizza un uomo a picchiare la donna. E' una tradizione siculo-pakistana che vuole far credere il contrario". Questa l'infelice uscita del ministro degli Interni, Giuliano Amato, in occasione di un convegno su Islam e integrazione. Se giusta può essere la considerazione che le violenze non derivano dalle religioni, in quanto tali, ma dalla cultura patriarcale e maschilista, a maggior ragione assurda e inconcepibile ci è parsa l'identificazione di una ipotetica tradizione siculo-pakistana con la consuetudine di usare violenza sulle donne.
NUMERO DEL 7 LUGLIO

La scuola Diaz (Fonte foto: Sky tg24)
GENOVA- – “Speriamo che muoiano tutti” e ancora “Uno a zero per noi”: si tratta di stralci di conversazioni telefoniche tra gli agenti di polizia e il 113 nelle ore del blitz alla scuola Diaz di Genova durante il G8 del luglio 2001. In tutto, 26 registrazioni sono state depositate dagli avvocati dell