IL MEGAFONO

Settimanale on line dall'11 febbraio 2006


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 ARCHIVIO SPAZIO BIANCO

 

IL MEGAFONO SEGNALA: Massimiliano Perna lunedì alle 12 in diretta a Radio Zammù

La nostra redazione vi informa che il nostro Massimiliano Perna sarà ospite di Radio Zammù per promuovere il suo libro “La società aperta e lo straniero”, nel corso della trasmissione “(H)a letto con me”, in onda lunedì 22 dicembre alle ore 12. Potete ascoltare la radio sulla frequenza 101.00 fm (per la provincia di Catania) oppure  in streaming sul sito www.radiozammu.it.

 

mandato da: Addiopizzo Catania

Consumatori antipizzo, unitevi!

Ciao a tutti!

Come sapete con Addiopizzo stiamo lavorando per costituire la lista dei commercianti pizzo-free (liberi dal pizzo) per comunicarveli e darvi la possibilità di scegliere in maniera costruttiva la destinazione dei vostri acquisti. Stiamo lavorando per potervela consegnare presto, ma intanto vogliamo segnalarvi una storia.

In seguito ai problemi legati al racket, la gioielleria Gifra di Misterbianco è stata costretta a chiudere per 8 mesi; e poi, come potete leggere nell’articolo http://www.cronacaoggi.it/home.php?articolo=10496, dal 14 Novembre ha riaperto i battenti.

Oggi la gioielleria, pur essendo ben assortita, sta subendo le conseguenze di quella scelta non facile, anche sul fronte della Clientela. E noi vi chiediamo di sostenerci. Anche in vista del periodo festivo, diffondete questa mail ed invitate i vostri familiari ed i vostri amici ad acquistare preferibilmente i loro regali di Natale in questo negozio pizzo-free. Stampate questo testo o presentatevi a nome di Addiopizzo...avrete un trattamento privilegiato e il vostro acquisto darà forza alla legalità. Ricordate: Gifra Oro di Brasile, Piazza XXV Aprile n°5, Misterbianco. Grazie e buon Natale!

Addiopizzo Catania

 

mandato da: Asd I briganti rugby Librino

I BRIGANTI RUGBY, CATANIA E LO SPORT IMPOSSIBILE

Nota Stampa - Catania 10/12/08

 
Dopo aver atteso invano per mesi che almeno alcuni degli impegni assunti nei nostri confronti si trasformassero in realtà, crediamo sia opportuno che la città in cui cerchiamo di portare avanti un progetto di sport sociale sappia in che condizioni siamo costretti ad operare. Ad oggi, i nostri ragazzi (un centinaio i tesserati tra under 9, under 11, under 13 e serie C) beneficiano per appena novanta minuti settimanali degli impianti pubblici. O meglio, disponiamo di un turno serale - in pratica inaccessibile ai piccoli, dato l’orario - che dividiamo con un’altra squadra di rugby, il San Gregorio, turno che paghiamo anticipatamente per intero, spesso senza poter usufruire neanche della doccia per mancanza di gasolio per il riscaldamento. Le nostre under (i ragazzini che con grande difficoltà cerchiamo di “distogliere” da altre meno nobili attività) non hanno un campo sul quale allenarsi e giocare. I tecnici volontari il pomeriggio radunano i ragazzi e partono alla ricerca di uno spazio sul quale correre e giocare, una volta in un parcheggio, un’altra in un cortile di una scuola, un’altra ancora nell’impianto San Teodoro, qualora questo non sia già occupato. Questo poiché la vergogna dell’impianto San Teodoro - che dovrebbe essere una risorsa per tutto il quartiere! - è da mesi sotto gli occhi di tutti, soprattutto dei nostri amministratori, che non riescono a reperire le due lirette necessarie per coprire le spese di un dipendente che apra l’impianto almeno il pomeriggio, in modo che torni ad essere pubblica proprietà e non terra di nessuno dove i teppisti la fanno da padrone. Al riguardo le belle intenzioni dell’assessore Antonio Scalia e della presidente della municipalità Loredana Gioia, più volte paventateci, restano fiato nel vento e così l’impianto rimane chiuso ed i ragazzini restano per strada. Ci domandiamo quanto il non avere alle spalle apparati politici o di potere influisca su questo modo così incomprensibile di rispondere alle nostre richieste e di gestire le risorse pubbliche. Problema che non riguarda soltanto noi “Briganti rugby”, ma un intero quartiere che viene una volta di più umiliato e dimenticato, insieme a tutti quelli che come noi al “si dovrebbe fare” preferiscono rispondere con il “fare quotidiano”. Non possiamo poi che essere addolorati dal fatto che molti dei ragazzi che avevano intrapreso un percorso sportivo e di aggregazione con il nostro gruppo negli scorsi anni, oggi di fronte alla precarietà dell’offerta che giocoforza possiamo mettere in campo vada via e ritorni ad un vivere quotidiano fatto di certezze negative e di strade segnate. Chi pagherà per questo crimine? La domenica la squadra dei “Briganti rugby” di serie C và in giro per la Sicilia portando con fierezza il nome di Catania e di Librino, raccontando un’esperienza di aggregazione sportiva che lotta quotidianamente per l’emancipazione di un territorio così difficile; nessuno potrebbe immaginare quanto, purtroppo, questo progetto venga ostacolato da chi invece dovrebbe proteggerlo e sostenerlo.

http://www.ibrigantirugbylibrino.it/


Per l’Asd I briganti rugby Librino
il presidente Stefano Curcuruto, tutti i membri del Direttivo, gli allenatori, i giocatori piccoli e grandi...

 

IL MEGAFONO SEGNALA: Nasce il sito eticambio.it

COMUNICATO STAMPA

Il 1 dicembre 2008 nasce il sito www.eticambio.it 2.0. Obiettivo del sito web – frutto di un progetto dell’associazione Gi.O.C. – è ridare vita a oggetti inutilizzati, in un circolo virtuoso di riuso.

Procedura. I fruitori del sito possono:

1.      Registrarsi gratuitamente;

2.      Mettere a disposizione oggetti inutilizzati;

3.      Ricevere un gettone per ogni oggetto caricato o scambiato;

4.      Richiedere un oggetto;

5.      Contattare il donatore tramite il sito;

6.      Effettuare lo scambio.

Questo scambio etico rompe le regole di mercato: ogni bene inserito dà la possibilità di prenderne un altro, a prescindere dal valore commerciale. Dentro Eticambio si può, ad esempio, scambiare un libro con una bicicletta.

Eticambio promuove relazioni ed è fondato sul territorio perché permette agli utenti d’incontrarsi e conoscersi per concludere lo scambio. Come in una nuova rete peer to peer dello scambio etico.

Per ulteriori informazioni contattare:             

Marco Licata  info@eticambio.it

 

mandato da: Centro studi Davide contro Golia

Appello ai nostri politici

All’on. Fabio Granata, all’on. Roberto De Benedictis, all’on. Vincenzo Vinciullo,

al sig. sindaco Roberto Visentin, ai signori assessori Alessandro Spadaro e Sandro Speranza,

ai signori consiglieri Salvo Sorbello, Dino Di Stefano, Ettore Di Giovanni, Franco Greco, Carmen Castelluccio, Salvatore Liuzzo, Mimmo Richiusa, Fabio Rodante.

Un altro pezzo di costa rubato ai siracusani

Lunedì 15 Dicembre sarà discussa in Consiglio Comunale la realizzazione del villaggio turistico “Acquamarina Club 2” che dovrebbe sorgere in contrada Terrauzza. Appena pochi mesi addietro, il progetto fu bocciato dal precedente Consiglio Comunale poiché numerosi cittadini e molti politici si dichiararono contro tale progetto. Infatti l’elevata ricettività del villaggio turistico, progettato per ospitare ben 900 posti letto, rappresenta un fattore di antropizzazione eccessivo, proprio a ridosso dell’Area Marina Protetta del Plemmirio. Il megavillaggio turistico è una struttura con un grande impatto verso l’ambiente circostante e costituisce una vera minaccia per la flora e la fauna che lentamente stanno ripopolando l’area e che la Riserva Naturale cerca ogni giorno, con grande impegno, di tutelare. Visto che Siracusa già ospita nel suo territorio ben due villaggi turistici, i quali non portano alcun vantaggio all’economia locale, e dato che sempre più spesso ai comuni cittadini non viene consentita la libera fruizione del mare e delle coste, perché in concessione a privati – il Centro Studi “Davide contro Golia”, che ha a cuore la tutela e la salvaguardia del nostro paesaggio, si chiede se non dovremmo forse fermare questo processo di «svendita» del nostro meraviglioso litorale. L’estate prossima dove andrà a farsi i bagni il cittadino siracusano che, a causa della fortissima crisi economica, non disporrà delle risorse finanziare per potersi permettere una vacanza fuori città? Facciamo appello a tutti voi, che, nel recente passato, vi siete distinti nella difesa del patrimonio ambientale e dei diritti dei cittadini perché un altro tratto di costa e di paesaggio non venga sottratto ai siracusani.

I responsabili del Centro Studi “Davide contro Golia

  Rosario A. Lo Bello                                         Fausto Campisi                                       Andrea D’Angelo

 

IL MEGAFONO SEGNALA: Massimiliano Perna al Salone del Libro di Roma

La nostra redazione vi informa che ci fermiamo per una settimana, in quanto il nostro responsabile, Massimiliano Perna, sarà al salone del libro di Roma “Più libri più liberi”, che si terrà, dal 5 all’8 dicembre, al Palazzo dei Congressi dell’Eur in piazza Kennedy. Massimiliano sarà presente per  promuovere il suo libro, “La società aperta e lo straniero” (Bonanno editore), un saggio che affronta a 360 gradi le problematiche legate all’immigrazione, attraverso un’analisi sociologica della società moderna, dei linguaggi usati dalle istituzioni e dai media, arricchita dalle storie concrete dei migranti, dalla testimonianza di importanti personalità del giornalismo e della cultura impegnate nella ricerca della verità e nello sviluppo dell’integrazione, e dalla voce di chi ogni giorno, in silenzio, dal basso, si sbraccia per aiutare i migranti a rimettersi in piedi e camminare verso un futuro migliore.. Massimiliano, qualora siate interessati, vi aspetta venerdì 5 e soprattutto sabato 6 (dalle 10 alle 14 e dalle 16 alle 20) e domenica 7 (solo di mattina fino alle 13) presso lo stand della Bonanno editore, per presentarvi il suo lavoro e per discutere di immigrazione. Un’occasione per conoscere o approfondire un punto di vista nuovo e serio sull’immigrazione. Diffondete e avvisate chi può essere interessato. Ne vale la pena! Parola del Megafono!     

La redazione

 

mandato da: Giancarlo Farruggio- No triv Vittoria

Trivellazioni gas-petrolifere in Sicilia: il Comune di Vittoria 

vince la sentenza del TAR contro la multinazionale del petrolio.


Siamo in fibrillazione per questo risultato storico.. forse non credevamo fosse possibile in Sicilia e invece proprio qua, in questa terra martoriata dallo strapotere di caporali, baroni, mafia, politici corrotti e potentati economici, dove vige ancora la legge del più forte, del far-west e dell’informazione di parte, siamo riusciti dal basso a strappare una vittoria importantissima, e questo non poteva che succedere in questo meraviglioso angolo di Sicilia dove forse siamo ancora in tempo a salvaguardare il nostro patrimonio culturale e ambientale e dove sopratutto possiamo ancora essere noi a decidere il nostro futuro.

Grazie a tutti coloro che si sono battuti e sbattuti per avere questo risultato e in particolare al sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, che si è distinto in questa vicenda per coraggio, onestà e tenacia.

Giancarlo Farruggio

 

P.S. Per chi volesse ricevere maggiori informazioni a riguardo può visitare il sito del Comitato contro le trivellazioni gas-petrolifere in Sicilia: www.notriv.it

 

mandato da: Roberto Di Iorio

CAIAZZO-CASERTA: Mi sono battuto in tutti i modi, per chiedere che venisse riparato un vicoletto, ho tentato di far capire l’importanza e soprattutto la necessità di rendere “accessibile” i paesi, le città, ho parlato di leggi, di sensibilità, di barriere architettoniche, ma non sono stato ascoltato, anzi, le “Istituzioni, mi hanno deriso” si sono prese gioco di me. Purtroppo battersi contro le barriere culturali è una battaglia persa in partenza, la ristrettezza mentale di alcuni politicucci provinciali è talmente patologica, da non riuscire a trovare un accordo civile, chi sono io e cosa ho chiesto? Semplice, io sono un semplice cittadino, diversamente abile, vivo a Caiazzo, un piccolo paesino del Casertano, ho chiesto alle Istituzioni Comunali e Provinciali di fare qualcosa per rendere vivibile e soprattutto accessibile ai disabili i vicoli e il cimitero di Caiazzo. Naturalmente non sono stato ascoltato, a dire il vero, qualcuno ha pensato bene di prendermi anche per i fondelli, mandando un paio di operai a mettere la solita “toppa” e niente altro! Né il Comune di Caiazzo e né la Provincia di Caserta si sono posti il pensiero “disabili”, almeno no a Caiazzo! Questa non è una mia sconfitta personale, ma una sconfitta di tutti quei cittadini onesti, che pagano regolarmente le tasse ma che non vengono presi in considerazione dalle Istituzioni! Ricordatelo quando andate a votare!

Roberto Di Iorio

 

mandato da: Maria Grazia Armone

Sogni crollati col soffitto

Che sogna un ragazzo biondo

con due

occhi azzurri?

Che sogna un ragazzo che ha tutta

vita davanti a se?

Che sogna di sabato un ragazzo,

giovane, pulito?

Ha conosciuto

l’amore?

Si è innamorato?

Cosa pensa un giovane aquilone

mentre in volo gli

tagliano il filo?

Chi?

Uno, nessuno, centomila!

Asciugate il

fiume di

lacrime, se riuscite

a pensare che sia giusto

che i sogni, di

un ragazzo

crollino sotto un soffitto.

Altra epidemia fra i giovani:

 non è l’alta velocità, è la morte

nella scuola.

La scuola guidava in

stato di ebbrezza?

Maria Grazia Armone

 

mandato da: Paolo Pantano

RIGASSIFICATORE

Le notizie dell’ultima settimana fanno temere il tradimento del Governo Regionale ed impongono una manifestazione forte e chiara che sostenga la volontà popolare.

Il Comitato Melillese NO RIGASSIFICATORE un anno fa ha inoltrato al Comune la richiesta di Referendum, ha ricevuto il parere positivo dalla Commissione Tecnica del Comune di Melilli il 05/12/2007, si attende che il Sindaco Sorbello con Sua ordinanza (come da Regolamento sul Referendum) indichi il Referendum sul Rigassificatore entro il 31 Gennaio 2008, stabilendone la data (abbiamo anche inviato una diffida legale al Sindaco e al Presidente del Consiglio).

Ma al Comune si dà tempo al tempo....per strumentalizzare il tempo!

Come stabilisce  la Convenzione di Aarhus e tutta la normativa Europea e italiana di recepimento, un impianto di rigassificazione “NON PUÒ ESSERE REALIZZATO SENZA IL PARERE POSITIVO DELLE POPOLAZIONI VICINtORI” (Melilli, Priolo, Augusta, Siracusa, Belvedere, Città Giardino, Villasmundo).

Quindi si sta organizzando

per SABATO 15 NOVEMBRE ALLE ORE 17.00  appuntamento a MELILLI in  PIAZZA UMBERTO- QUARTIERE LA TORRE ( ZONA ALTA)  UNA GRANDE MANIFESTAZIONE-corteo PER LE VIE DI MELILLI PER DIRE NO AL RIGASSIFICATORE ALL’INTERNO DELLA NOSTRA ZONA INDUSTRIALE GIA' AD ELEVATO RISCHIO.

C’è assoluto bisogno di VOI CON LA MASSIMA PRESENZA NUMERICA POSSIBILE.  

 

mandato da: Maria Grazia Armone

Abbronzato (acrostico tautogrammato)

Abbiamo, avuto ancora

Battute,

brutte, becere, bifolche

Basta brutture, bullismo.

Ridere, rosicare,

rischiare

Obama,

Noi

Zoppichiamo, zoticamente

Avanti, apartheid,

abbronzato?

Tanto, trema, temerario

Ogni, onnipotente

 

 

Maria Grazia Armone

 

mandato da: Maria Grazia Armone

Vivere sotto lo sguardo

Certa di vivere sotto lo sguardo

di un dio

impietoso, che conosce

solo il controllo, misurando tutto

all’altezza

dei tornelli.

L’occhio di Dio è più in alto

bisogna riconoscerne la

statura

i meriti li decidono i discepoli.

Maria Grazia Armone

 

IL MEGAFONO SEGNALA: Lettera di Nelson Mandela ad Obama

Caro Senatore Obama,
Ci uniamo al popolo del suo Paese e di tutto il mondo nel congratularci con lei per essere diventato il nuovo presidente eletto degli Stati Uniti. La sua vittoria ha dimostrato che nessuna persona, in nessun luogo al mondo dovrebbe astenersi dal sognare di volere cambiare il mondo affinché diventi un pianeta migliore.

Prendiamo atto e plaudiamo al suo impegno di sostenere la causa della pace e della sicurezza in tutto il pianeta. Confidiamo inoltre che lei faccia rientrare nella sua missione di presidente anche la lotta alle piaghe della povertà e della malattia in tutto il pianeta. Le auguriamo forza e decisione nei giorni e negli anni difficili che le stanno davanti. Siamo sicuri che lei alla fine conseguirà il suo sogno, quello di rendere gli Stati Uniti d'America un partner a pieno titolo di una comunità di nazioni dedite ad assicurare pace e benessere a tutti.

Con i miei più sinceri auguri, 

Nelson Mandela

 

mandato da: Maria Grazia Armone

I replicanti

Arrivammo in questo mondo

come i replicanti di Blade

Runner.

Cambiare le regole del mondo

che ci aveva prodotto.

Se non

potevamo cambiare

Il termine volevamo cambiare

Il modo, il mondo:

cercare

una fetta di immortalità.

Dimenticare la data del termine.

Cercammo il dolore degli altri

per esaltare la vita.

Anche quando la

vita

è solo legata a tante macchine

e fili.

Falsi profeti  esaltarono

il dolore e la

non vita.

Nella frenesia della vana ricerca

pochi

videro l’Unicorno.

Maria Grazia Armone

 

IL MEGAFONO SEGNALA: Appello per Rita Borsellino

Per chi non lo avesse già fatto, sul nostro sito, www.unaltrastoria.org, è possibile leggere e firmare l’appello rivolto al Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, On. Francesco Cascio, per richiedere l’attribuzione del seggio rimasto vuoto in seguito alle dimissioni della Senatrice Anna Finocchiaro a Rita Borsellino.

Lo staff di Un’altra storia

“Un’altra storia”

Via XX settembre, 9 - Palermo

 

IL MEGAFONO SEGNALA: Documentario "Lo stesso sangue".

In uscita prossimamente il documentario “Lo stesso sangue”, di Francesco Di Martino e Sebastiano Adernò. Un lavoro egregio, un film che “getta uno sguardo su questa parte della Sicilia, sull’altra stagione, non quella delle spiagge e delle granite, su quella che inizia ad aprile con la prima carretta del mare che viene trovata dalla guardia costiera. E da qui segue le orme, le tracce, i passi difficoltosi, le procedure, i problemi, le soluzioni, le cose buone e quello che lo sono meno; le prime fasi di tutto ciò che viene definito dai media sbarco, accoglienza, burocrazia, e in un’unica parola, oggi: immigrazione”. Guarda il promo qui: <http://www.lostessosangue.com

 

mandato da: Addiopizzo Catania

Con riferimento alla lettera di Vincenzo Santapaola, pubblicata dal giornale “La Sicilia” nei giorni scorsi, AddioPizzo Catania esprime tutto il proprio rammarico e la propria preoccupazione. Rammarico perché è da ritenersi molto grave che lo scritto di un detenuto al 41-bis, figlio di un boss spietato, possa uscire dal carcere e trovare un giornale come “La Sicilia” che si presti a pubblicarlo prontamente ed in rilievo, senza alcun commento sulle vicende giudiziarie che lo hanno visto negli ultimi anni imputato per gravi reati, vicende giudiziarie che sembrerebbero stridere con l’autoproclamata innocenza dell’autore della lettera, potendo divenire, verosimilmente, possibile veicolo per l’invio di messaggi alle cosche catanesi e screditare i collaboratori di giustizia che fecero per primi il nome di Santapaola. Preoccupazione perché in una città come Catania, dove l’illegalità diventa legge come testimoniano molti eventi recenti, “dimenticare” è certamente l’ultima delle cose da fare come , invece, ci invita a fare l’“uomo qualunque” Vincenzo Santapaola, che ritiene le morti di vittime innocenti quali Giuseppe Fava, uccise solo per aver amato il fresco profumo della libertà e per aver combattuto con tutte le loro forze il puzzo del compromesso morale, “pagine di cronaca e di storia ormai lontane e chiuse”. A questo punto verrebbe da chiedersi se non è il caso di consentire, per par condicio, ai detenuti sottoposti al 41 bis appartenenti alle altre famiglie mafiose di avere anch’essi un adeguato spazio sullo stesso giornale: si potrebbe pensare per es. ad una rubrica settimanale intitolata ...“i ragazzi del 41 bis”. Con l’amaro in bocca, non rimane che prendere atto che i tempi cambiano: una volta si leggevano le lettere dal carcere di Antonio Gramsci, adesso le lettere di Santapaola.

AddioPizzoCatania

 

mandato da: Roberto Di Iorio - Comunità Iride

LAVORARE NEL SOCIALE, NON PAGA!

Naturalmente chi lavora nel e per il Sociale, ha una marcia in più, non è interessato particolarmente né a carriera né a stipendio, ma pur dovrà mangiare! Vi voglio raccontare una delle TANTE storie di MALGOVERNO ITALIANO. In un piccolo paese dell’alto casertano, sin dal lontano 1998 opera una piccola Comunità per minori chiamata IRIDE, gestita dalla Coop.Arcobaleno, composta da sole donne: qui in realtà il personale e gli utenti sono una sola grande famiglia, sensibilità, altruismo, umanità e soprattutto LEGALITÀ, questa è l’aria che si respira nella Comunità IRIDE. Purtroppo da 1 ANNO i Comuni di provenienza dei ragazzi ospitati, NON PAGANO PIÙ!!! Sì, avete letto bene, da un intero e lungo anno gli operatori della Comunità IRIDE non percepiscono più NULLA! Ma le spese ci sono sempre! I ragazzi hanno le loro esigenze, come quelle che abbiamo tutti, MANGIARE, anche gli operatori hanno delle famiglie, dei figli, e anche loro devono MANGIARE! Affitto, luce, gas, ecc. I Comuni si giustificano dicendo di non AVERE FONDI e dando la colpa allo Stato e ai tagli. Intanto il tempo passa e il debito aumenta, ma soprattutto aumenta la paura di chiudere; fra gli ospiti, vi sono anche ragazzi con ritardi,  CHE FINE FARANNO? E gli operatori e le loro famiglie, CHE FINE FARANNO ? I fondi statali che vengono erogati, CHI LI CONTROLLA? Questi ragazzi ospiti della Comunità,CHI LI TUTELA? Gli operatori e le loro famiglie, CHI LI TUTELA? Se si permette la chiusura di questa piccola Comunità è una sconfitta di tutti, la sconfitta del bene sul male, della legalità sull’illegalità, la sconfitta dei cittadini che non chiedono altro che lavorare serenamente. Mi rivolgo ai COMUNI, alla PROVINCIA, alla REGIONE, ma soprattutto mi rivolgo allo STATO ITALIANO, aiutate la COMUNITA IRIDE DI CAIAZZO-CASERTA.

Roberto Di Iorio

 

IL MEGAFONO SEGNALA: Incontro Addiopizzo Catania

Giorno 30 settembre 2008, alle ore 9,30, presso la Prefettura di Catania, Addiopizzo presenterà il progetto “Consumo critico”. In tale occasione verranno mostrate le oltre 2.500 firme raccolte tra i consumatori a sostegno dello stesso. Alla conferenza stampa parteciperanno Addiopizzo Catania, Edoardo Zaffuto, di Addiopizzo Palermo, per raccontare le tappe e i risultati positivi dello stesso progetto a Palermo, alcuni imprenditori del palermitano e del catanese, come testimonianza di un cambiamento possibile, Enrico Colajanni, presidente di Libero Futuro, la prima associazione antiracket palermitana. Interverranno inoltre Giovanni Finazzo, Prefetto di Catania e Vincenzo D'Agata, Procuratore della Repubblica di Catania.

 

mandato da: Maria Grazia Armone

Il volto della montagna!

Profilo maestoso si

staglia netto al

confine fra terra e

cielo.

Eterna  madre:

Con sofferenza estrema

mostrasti le cicatrici inflitte

dalla mano dell’uomo.

La tua bellezza

infinita

umiliata dal fuoco, lacrime

di fumo solcavano il tuo

volto, le

tue creature

fuggivano per mettersi

in salvo:

L’eterno alternarsi

del

tempo, nascosto

fra le rughe dei tuoi

ruscelli, la pioggia pietosa

lenirono le tue ferite.

Tornarono a crescere

nuove gemme.

 

Maria Grazia Armone

 

mandato da: Giovambattista Dato -Redazione

In memoria di  padre Pino Puglisi

Accadde il 15 settembre 1993, una giornata di fine estate, nella borgata palermitana di Brancaccio: un uomo, che aveva appena compiuto cinquantasei anni, venne travolto dai proiettili di due attentatori mafiosi, che lo uccise davanti al portone di casa. Spesso, da qualche decennio ad oggi, si parla soltanto di avvocati e forze dell’ordine ingiustamente straziati dall’orribile società mafiosa. Eppure, padre Giuseppe Puglisi era un semplice parroco del povero quartiere palermitano, amato dai bambini e dai cittadini onesti del luogo. L’amara coincidenza vuole che don Pino (soprannominato anche 3P) nacque il 15 Settembre 1937, giorno identico alla sua morte. Visse in una famiglia povera, figlio di un calzolaio e di una sarta, e alla tenera età di sedici anni entrò per la prima volta nel seminario diocesano di Palermo. La sua dolcezza ed il forte impegno nel salvare i giovani della sua età lo portano a divenire  vicario cooperatore presso la parrocchia del SS.mo Salvatore nella borgata di Settecannoli, limitrofa a Brancaccio, nel 1961, ad appena ventiquattro anni. Nove anni più tardi viene eletto parroco a Godrano, un paesino palermitano coinvolto in una faida tra due famiglie mafiose. Vi rimane sino al 1978, riuscendo nella straordinaria impresa di calmare la situazione, portando a termine la sua sana opera di evangelizzazione. In seguito, per ben dodici anni, ricopre vari incarichi pastorali, mostrando il suo continuo interesse per i ragazzi più poveri facilmente ammaliati dalla strapotenza mafiosa. È così che prende parte ad associazioni come “Azione cattolica” e “Fuci” (Federazione Universitaria Cattolica Italiana). Ma 3P non è solo un prete; infatti, durante questi anni accetta l’incarico di docente di matematica e religione presso varie scuole. Una in particolare: il liceo classico Vittorio Emanuele II a Palermo. Il 29 Settembre 1990 diviene parroco a San Gaetano, nella sua Brancaccio e presso la “Casa Madonna dell’Accoglienza” impiega ogni suo sforzo nell’aiuto alle giovani ragazze madri in difficoltà, che possono così trovare rifugio dai problemi sociali in cui si trovano. Tre anni più tardi, poi, inaugura il centro “Padre Nostro”, punto di riferimento dei giovani recuperati  dalla criminalità organizzata. Questo è un bel colpo inflitto alla mafia che non accetta che un prete faccia del suo mestiere il mezzo per creare una mobilitazione antimafia seguita e soprattutto “scomoda”. È chiaro come il prete vedesse, nelle sue azioni, un gesto di pace conferitogli dalla fede e dal credo al quale egli s’affidava: certamente era conscio dei ripetuti “sgambetti” imposti all’organizzazione mafiosa, ma non era questo il suo scopo principale. Questa sua attività pastorale, però, costituì il movente dell’omicidio, come le indagini giudiziarie hanno accertato, portando all’arresto, il 19 giugno 1997, di Salvatore Grigoli, latitante, che, una volta pentitosi, collaborò poi con la polizia confessando ben 46 omicidi, tra cui quello del sacerdote: egli stesso ammise che, un attimo prima di spirare, l’uomo sorrise sinceramente, come di consueto, sospirando un triste “Me l’aspettavo”. Molti ragazzi, dopo la morte di don Pino, non smisero di ricordarlo come un prete buono, accogliente e coraggioso, rendendo omaggio alle sue gesta in tutta Italia, tanto che, nel 2005, uscì il film “Alla luce del sole”, di Roberto Faenza, proprio in memoria del sacerdote palermitano. Dal 1994, inoltre, ogni 15 settembre si ricorda l’anniversario del martirio (così è stato definito dal Tribunale ecclesiastico diocesano) e la diocesi di Palermo ha deciso di aprire proprio in quella data l’anno pastorale. In un paese in cui la mafia è costantemente in azione e riesce ad infliggere sempre più colpi allo Stato e alla condizione sociale dei cittadini, è bene ricordare le nobili gesta di un prete che, con il suo gentile coraggio, urlò al mondo intero e ai mafiosi,che la legalità è via di giustizia morale (oltre che politica), ma anche di salvezza spirituale e religiosa.

Giovambattista Dato

 

mandato da: Maria Grazia Armone

Ode all’Autunno.

La pioggia annunciò:

ecco che arriva l’autunno!

Ed arrivò!

Oh cavaliere

Intrepido!

Non temi confronti

con altre stagioni.

Intenerito dalla

giovane primavera,

comprensivo con la

scalpitante

estate; vai

fiero per la tua via.

Arrivasti a cavallo di

un fulmine,

seguito

dai tuoni; forte,

possente sorridesti

bonario.

Per incanto

apparve il sole.

Illuminò la tua chioma

leonina: rossa, gialla

con il

tuo ricco manto.

L’aria tremula uscì

dalla coltre di nebbia

incuriosita  dai tuoi

profumi.

Le timide castagne

uscirono dal riccio,

chiamarono i funghi

per onorarti sui prati,

suonarono le trombe

i frutti del bosco.

Le viti ti donarono

il loro sangue, e

con il tuo

arrivo

nessuno si vergognò

a mostrare i suoi colori.

Fiero e audace

venisti

a noi.

 

Maria Grazia Armone

 

MESSAGGIO DELLA NOSTRA REDAZIONE: ARRIVEDERCI A SETTEMBRE

Un breve messaggio solo per salutarvi, per darvi appuntamento a metà settembre, quando ricominceremo la nostra attività, ricaricati e sempre vogliosi di urlare, di riflettere, di approfondire, di squarciare i veli di un pericoloso conformismo e di un’irritante disinformazione che stanno aggredendo i nostri tempi. Vi auguriamo una serena estate, godetevela ma non dimenticate mai che i grandi problemi non vanno mai in ferie. Non dimenticate mai che l’estate per molti fratelli venuti da lontano è il momento della paura, delle traversate rischiose, della sopraffazione e dello sfruttamento. Tutto ciò non va in ferie, così come non ci va la mafia, né la guerra. Non dimenticate, continuate ad osservare, arrabbiarvi, protestare, denunciare, scrivere. Non vi fermate e tenete conto che il nostro spazio, tra poco più di un mese, tornerà ad ascoltarvi, ad ospitare la vostra sana rabbia che si traduce in pensiero e cultura. 

Ci fermiamo in un momento in cui ci state davvero gratificando, con il vostro sostegno, i vostri apprezzamenti che tanto carinamente ci esprimete via mail, ripagando tutti noi degli sforzi e dei sacrifici che compiamo settimanalmente per realizzare numeri di qualità che permettano di far conoscere anche un altro punto di vista, diverso da quelli ufficiali. 

Grazie mille, grazie per la stima che ci mostrate, per il seguito, per le richieste di collaborazione, per le richieste di link, per la vostra voglia di entrare a far parte della nostra redazione. Scusateci se a volte capita che non rispondiamo immediatamente, ma volendo rispondere a tutti voi abbiamo bisogno di un po’ di tempo libero che spesso scarseggia. Cosa dire prima di salutarvi: speriamo che continui così, che i nostri articoli continuino ad essere citati sia in siti molto importanti sia in quelli che come il nostro cercano di fare qualcosa nel loro piccolo. Grazie anche a chi non condivide le nostre opinioni e le critica su portali o blog, perché questo è proprio quel dibattito che volevamo suscitare. Ed allora, a tutti quanti diamo appuntamento a metà settembre. Continuate ad urlare ed a seguirci.

La redazione de ilmegafono.org

 

mandato da: Salvatore Azzaro

Figlio ImPastato d'amore (poesia a Peppino Impastato)

Oh Dio che è stato quel tuono
ma cosa è stato cos’è
viene dalla ferrovia
c’è un morto non so chi lui sia

tutti lì intorno quei sassi
sembrano rubini infuocati
le margherite del prato
lo vestono tutto di bianco

il vento gli accarezza i capelli
lo avvolge e lo porta con se
tra fichi d’india mandorli e aranci
soffia una poesia d’amor

hanno ammazzato un uomo
ma dove è stato chi è
non certo nella ferrovia
si ora so chi lui sia

è un figlio di questa terra
divisa tra silenzi e pianto
libertà oltre Oceano ha gridato
sulle onde di una radio scottante

sei tu quel grande figlio
figlio impastato d’amore
tra fichi d’india mandorli e aranci
tua madre con coraggio ti chianci

quanto mistero in quel tuono
lungo la ferrovia
sento che Giustizia Vera
la renderà solo Dio

a na ‘mmazzatu... ammazzatu
ma na ‘mmazzatu... ammazzatu
Pippinu...
ma na‘mmazzatu... ammazzatu

Salvatore Azzaro

 

IL MEGAFONO SEGNALA: Libera in memoria delle vittime di via D'Amelio

SEDICI ANNI DALLA STRAGE DI VIA D’AMELIO

Continuare a parlare di mafia, continuare a promuovere la legalità.


Il 19 luglio 1992, dopo aver pranzato a Villagrazia con la moglie Agnese e i figli Manfredi e Lucia, Paolo Borsellino si reca insieme alla sua scorta in via D'Amelio, dove vive sua madre.Una Panda parcheggiata nei pressi dell'abitazione della madre con circa 100 kg di tritolo a bordo esplode, uccidendo oltre a Paolo Borsellino anche i cinque agenti di scorta.


Nella strage di via D'Amelio rimasero uccisi:


 - Agostino Catalano, capo scorta, 43 anni. Sposato, aveva perso la moglie ed era rimasto solo con le sue due figlie.

-  Eddie Cusina, 30 anni. Era nato in Australia. Morto durante il trasporto in ospedale. Lasciava la moglie Monica.

-  Emanuela Loi, 24 anni, la prima donna poliziotto entrata a far parte di una squadra di agenti addetta alla protezione di obiettivi a rischio.

-  Vincenzo Li Muli, 22 anni. Il più giovane della pattuglia. Da tre anni nella Polizia di Stato, aveva ottenuto pochi mesi prima la nomina ad agente effettivo.

- Claudio Traina, 26 anni. Arruolato in Polizia giovanissimo, dopo essere stato a Milano e Alessandria, aveva ottenuto da poco il trasferimento nella sua città: Palermo.


Iniziative in tutta Italia: Roma, Portella della Ginestra (PA), Muggia (TS)

Libera.it

 

mandato da: Salvatore Azzaro

Oltre la nebbia... l’aurora

Dentro la nebbia cupo il giardino
cicche fumate cartoni e vino
Oltre la nebbia splende l’aurora
fascio di luce che ti colora
una panchina fracida e stanca
rivolta al mare salata e bianca
Auto tram smog e casino
li in mezzo tu col motorino
sfrecci veloce senza vedere
quell’uomo freddo che stringe il bicchiere
Già sei passata e non hai sentito
la solitudine in quel guaito
sei andata via senza notare
l’uomo che dorme guardando al mare
Oltre la nebbia mesta l’aurora
fascio di luce che li colora

Salvatore Azzaro

 

mandato da: Salvatore Azzaro

Sono un artista che vive al nord-est (cantando Pasolini)

Sono un artista che vive al nord-est
sono un artista un artista strano
parlo con gli alberi e le vetrine
scrivo sui muri le mie rime
Quando sono stanco distrutto e affamato
cerco tra i secchi e mi butto di lato
allungo la mano e mi abbandono
guardo non vedo non sento son solo
“Pasolini era un grande artista
lui sì amava la natura
anche i sassi delle strade
l’Idroscalo e spazzatura
Pasolini è morto presto
troppo presto per capire
che quell’Uomo non lo amava
che quell’Uomo lo tradiva”,
Sono un artista che vive al nord-est
giro nei boschi tra i pioppi squadrati
respiro nebbia bevo Tocai
forse ancora per poco non si sa mai...
Ma poi alla fine è una vile scusa
per non bussare alla tua porta
e ormai a chi vuoi che importi
io sono l’artista, l’artista strano
che parla agli alberi e alle vetrine
e scrive sui muri le sue rime...
“Pasolini.. era un grande artista
lui si amava la cultura
non tirava sampietrini
come alcuni sessantottini
Pasolini è morto presto
troppo presto per capire
che quell’Uomo non lo amava
che quell’Uomo lo tradiva”

Salvatore Azzaro - Pordenone, 6 settembre 2007

 

IL MEGAFONO SEGNALA: Manifestazione per la democrazia e la Costituzione 

Roma, 8 luglio, manifestazione in piazza Navona

COLOMBO, PARDI, FLORES D’ARCAIS: 

TUTTI IN PIAZZA CONTRO LE LEGGI-CANAGLIA

ALLA MANIFESTAZIONE ADERISCE ANCHE ANTONIO DI PIETRO

Care concittadine e cari concittadini, il governo Berlusconi sta facendo approvare una raffica di leggi-canaglia con cui distruggere il giornalismo, il diritto di cronaca e l’architrave della convivenza civile, la legge uguale per tutti. Questo attacco senza precedenti ai principi della Costituzione impone a ogni democratico il dovere di scendere in piazza subito, prima che il vulnus alle istituzioni repubblicane diventi irreversibile. Poiché il maggior partito di opposizione ancora non ha ottemperato al mandato degli elettori, tocca a noi cittadini auto-organizzarci.

Contro le leggi-canaglia, in difesa del libero giornalismo e della legge eguale per tutti, ci diamo appuntamento a Roma l’8 luglio in piazza Navona alle 18, per testimoniare con la nostra opposizione – morale, prima ancora che politica – la nostra fedeltà alla Costituzione repubblicana nata dai valori della Resistenza antifascista.

 Vi chiediamo l’impegno a “farvi leader”, a mobilitare fin da oggi, con mail, telefonate, blog, volantini tutti i democratici. La televisione di regime, ormai unificata e asservita, opererà la censura del silenzio.

 I mass-media di questa manifestazione siete solo voi.

On. Furio Colombo,

Sen. Francesco Pardi,

Paolo Flores D’Arcais

 

mandato da: Giovambattista Dato -Redazione 

URLO PERSONALE

Gentilissima redazione de “Il megafono”, ho trovato il vostro sito per caso, leggendo qualche nome di mafiosi e via dicendo. Ho letto che, appunto, anche voi avete trattato questi caldi argomenti,oltre ad aver descritto, con grande determinazione ed accuratezza, ciò che succede nelle vostre città (se non sbaglio qualcosa riguardo Siracusa, Cassibile). Io mi chiamo Giovambattista Dato, ho appena 17 anni ed abito a Misterbianco (CT). Ho deciso di scrivere in questa sezione perché ritengo sia quella più rilevante e, sopratutto, la più discussa da tanti anni a questa parte. Ambiente= la Campania e i problemi del mondo. Politica= leggi ad personam e tanti, tanti processi scandalosi Società= ovvero l’insieme di questi due fattori aggiunti ad altri gravissimi problemi. Musica= beh, riguarda un po’ meno il mio scopo, ma posso dirvi che suono la batteria. Insomma, avete chiesto agli utenti di urlare ciò che pensano, ciò che noi precari  pensiamo! Ebbene, io non ne posso più di ascoltare continuamente notizie così estremamente scandalose! L’Italia intera ha votato un governo nella speranza di dare un taglio alle faccende Prodiane (le quali ho sempre appoggiato) per rivedere, lì, in alto, il loro carissimo duce Silvio Berlusconi. Che rabbia. Devo premettere che, a differenza di molti altri, pur avendo precisi ideali e seguendo una certa corrente politica, ammetterei, oggi e sempre, ed accetterei qualunque azione ben compiuta da qualsiasi governo, di destra o di sinistra. Insomma, sarei coerente, senz’altro: se Berlusconi facesse qualcosa di buono ( eh lo so, è duro crederci) io sarei in grado di applaudirlo ed accettarlo. Purtroppo, però, sembra che gli interessi personali valgano enormemente di più rispetto a quelli della nazione: è palese che la legge sulle intercettazioni favorisce i suoi casi. Le scusanti di una privacy più libera o più corretta non possono stare in piedi in un paese civile e moderno come il nostro. Eppure? Eppure, proprio il giorno dopo, rieccolo a criticare un giudice di favoreggiamento Veltroniano (caspita, sembra che il Comunismo sia proprio una malattia) ed un’altra proposta di legge, ancora più grave: la decisione di annullare i processi meno importanti e con certe caratteristiche, ad esempio gli anni di pena. Non scherziamo! Facendo qualche calcolo, si scopre benissimo che molti suoi casi andrebbero chiusi e, dunque, persi definitivamente.Cosa dobbiamo sopportare, noi cittadini? Noi, ancora, precari? Che il giudice è di sinistra!!! Incredibile!! Ambiente. Beh, quante cose potremmo urlare riguardo questo argomento. La situazione in Campania è sicuramente il primo problema che ci viene in mente, oltre a quelli più o meno gravi che ormai viaggiano in tutto il mondo, quali l’inquinamento e le azioni umane. Ma fermiamoci al nostro paese, dato che, a quanto pare, non siamo nemmeno in grado di gestirlo. È ben chiaro che l’immondizia abbondante nella regione meridionale non sia una novità: se non sbaglio, ad Annozero si è detto che da circa 16 anni si cerca una soluzione. Soluzione che, naturalmente, non è mai stata né pubblicata, né addirittura trovata (aggiungerei),dato che si ritornerebbe a qualche rigo più sopra, ovvero riguardo agli interessi. Interessi personali, questa volta, ma di famiglie ristrette, di persone ristrette. Mafiose. Insomma, non sono nessuno in grado di dire a voi cosa sta succedendo e qual è realmente la verità. La mia è un’opinione, un urlo, appunto. Da cittadino, da precario quale sono (ebbene sì, già prima di avere un lavoro ed una famiglia, mi ritengo precario), non sono in grado di accettare simili situazioni nel nostro paese. Che la mafia sia un malanno difficilmente curabile lo sappiamo. E che non riusciremo mai a sconfiggerlo, ahimè, questo pure. Ma l’immondizia, cari miei, non ritengo sia un caso di così alta difficoltà. Insomma, perché in altri paesi non urge il bisogno disperato di riciclare, mentre in Italia sì? Secondo me, uno dei problemi maggiori è l’educazione al riciclaggio stesso. Devo ammettere che né io, né la mia famiglia ricicliamo i rifiuti. OVVIO! Nessuno ci dà del materiale, il comune non mette a disposizione degli appositi oggetti, a chi dobbiamo rivolgerci? A Silvio? No, lui è occupato. Sta lavorando su un’altra legge, adesso. Ad personam,ovviamente. Sapete quale? “Vietato il trapianto di capelli a chi ha meno di 70 anni”.


Giovambattista Dato

 

mandato da: Addiopizzo Catania

L’associazione Addiopizzo Catania ha deciso di appoggiare in pieno l’iniziativa di sostegno a Pino Maniaci, il giornalista di Telejato che da anni vive costantemente sotto minaccia per le coraggiose denunce portate avanti. Nelle prossime settimane due volontari dell’associazione andranno a Partinico per leggere il TG; sperando che il loro esempio venga seguito dai cittadini catanesi. Di seguito la spiegazione dell'iniziativa.

L’INIZIATIVA:
SE VUOI DARE LA TUA DISPONIBILITÀ A PARTECIPARE
SEI PROMOTORE DELL’INIZIATIVA
: “SIAMO TUTTI PINO MANIACI”

Ad un gruppo di cittadini è venuta questa idea, ci è sembrata magnifica e ci auguriamo lo sia anche per te. La mafia si può combattere in tanti modi. Pino Maniaci e quindi la redazione di Telejato (Partinico - Palermo) la combattono così: trasmettendo con coraggio i loro TG. Questo a Pino è costato e gli costa, soprattutto in termini di sicurezza (vive sotto scorta). Oggi anche la sua famiglia è oggetto di “attenzioni” da parte della mafia di Partinico e non possiamo di certo rimanere indifferenti a tutto ciò. L’informazione riguarda tutti noi e abbiamo deciso di dimostrarlo attraverso l’iniziativa “SIAMO TUTTI PINO MANIACI”, almeno per un giorno. Si tratta di una iniziativa che darà il via ad un network tra Telejato, Associazioni, testate giornalistiche, movimenti, artisti, cittadini comuni, etc ...affinché si tenga viva l’attenzione su una realtà che non desideriamo si unisca alle cose da “ricordare” ma piuttosto alle cose da difendere. Perché la lotta di Telejato sia la nostra lotta e continui con sempre più forza, chiediamo, a tutti di ESSERCI. E di esserci in tanti!

Addiopizzo Catania

 

mandato da: Maria Grazia Armone - Lettera di Garcia Màrquez a Bush

Come si sente?

Come si sente a vedere che l’orrore scoppia nel tuo cortile e non nella sala del vicino? Come si sente con la paura che stringe il petto, con il panico provocato dall’assordante rumore,  le grida senza controllo, gli edifici che rovinano, questo odore terribile che si insinua fin nel fondo dei polmoni, gli occhi degli innocenti che camminano coperti di sangue e polvere? Come si vive per un giorno nella tua casa l’incertezza su che cosa sta succedendo? Come si esce dallo stato di shock? In stato di shock camminavano il 6 di agosto del 1945 i sopravvissuti di Hiroshima. Nulla era rimasto in piedi nella città dopo che l’armiere nordamericano dell’Enola Gay aveva lasciato cadere la bomba.In pochi secondi sono morti 80.000 uomini donne e bambini. Altri 250.000 sarebbero morti negli anni successivi per le radiazioni. Però questa era una guerra lontana e non c’era ancora la televisione. Come si sente oggi l’orrore quando le terribili immagini della televisione ti dicono che quello che è successo nel fatidico 11 settembre non è stato in una terra lontana ma nella tua propria patria? Un altro 11 settembre, però di 28 anni orsono, era morto un presidente di nome Salvador Allende, mentre resisteva a un colpo di stato che i tuoi governanti avevano pianificato. Anche allora furono tempi di orrore, ma questo succedeva molto lontano dalla tua frontiera, in un’ignota repubblichetta sudamericana. Le repubblichette stavano nel cortile dietro casa tua e non ti sei molto preoccupato quando i tuoi marines partivano a imporre il  loro punto di vista con il sangue e il fuoco. Lo sapevi che tra il 1824 e il 1994 il tuo paese ha condotto 73 invasioni di paesi dell’America Latina? Le vittime sono state Puerto Rico, Messico, Nicaragua, Panama, Haiti, Colombia, Cuba, Honduras, Repubblica Dominicana, Isole Vergini, El Salvador, Guatemala e Grenada. È quasi un secolo che i tuoi governanti sono in guerra. Fin dal principio del secolo XX, non ci fu nel mondo quasi nessuna guerra alla quale la gente del tuo Pentagono non abbia partecipato. È chiaro, le bombe sono sempre cadute fuori dal tuo territorio, con l’eccezione di Pearl Harbor quando  l’aviazione giapponese bombardò la Settima Flotta nel 1941. Però l’orrore era sempre lontano. Quando le Torri Gemelle vennero giù in mezzo alla polvere, quando hai visto le immagini in televisione o hai ascoltato le grida, perché quella mattina eri a Manhattan, hai pensato per un secondo a quello che hanno provato i contadini del Vietnam per lunghi anni? A Manhattan, la gente cadeva dall’alto del grattacielo come tragiche marionette. In Vietnam, la gente urlava perché il napalm continuava a bruciare la carne per molto tempo e la morte era spaventosa, tanto spaventosa come quella di coloro che cadevano con un salto disperato nel vuoto. La tua aviazione non ha lasciato una fabbrica in piedi né un ponte non distrutto in Yugoslavia. In Irak i morti furono 500.000. Mezzo milione di anime si è  levata dall’Operazione Tempesta del Deserto.Quanta gente è morta bruciata, mutilata, crivellata, schiacciata, dissanguata, in luoghi tanto esotici e lontani come Vietnam, Irak, Iran, Afganistan, Libia, Angola, Somalia, Congo, Nicaragua, Repubblica Dominicana, Cambogia, Yugoslavia, Sudan, e una lista interminabile? In tutti questi luoghi i proiettili erano stati fatti nelle fabbriche del tuo paese, ed erano sparati dai tuoi ragazzi, da gente pagata dal tuo Dipartimento di Stato, e solo perché tu potessi continuare a vivere la tua american way of life. È quasi un secolo che il tuo paese è in guerra con tutto il mondo. Curiosamente, i tuoi governanti scatenano i cavalieri dell’apocalisse in nome della libertà e della democrazia. Però devi sapere che per molti popoli del mondo (in questo pianeta dove ogni giorno muoiono 24.000 persone per fame o infermità curabili), gli Stati Uniti non rappresentano la libertà, ma un nemico lontano e terribile che semina solo guerra, fame, paura e distruzione. Sempre ci sono stati conflitti lontani per te, però per chi vive lì è una dolorosa realtà vicina, una guerra dove gli edifici rovinano sotto le bombe e dove questa gente trova una morte terribile. E le vittime sono state per il 90 per cento, civili, donne, vecchi, bambini: effetti collaterali.

 

mandato da: Giancarlo Farruggio

Una video-inchiesta di RaiNews24 sulle infiltrazioni mafiose 

per la costruzione del Ponte sullo stretto di Messina:



Dato che l
informazione italiana non fa il suo dovere.. tocca a noi trovarci le informazioni e non farci prendere in giro.. Il ponte sullo stretto non è solo un problema siciliano e calabrese, ma riguarda tutti perché chiunque un giorno potrà trovarsi ad attraversarlo...Un ponte fatto dalla mafia non ha regole, non ha protocolli e non è un opera civile ma un opera fatta per lucrare e riciclare denaro sporco. Guardatelo.. dura pochi minuti! E soprattutto inoltrate questinchiesta il più possibile! Tutti devono sapere della politica sporca e dellingerenza mafiosa in questaffare! Clicca lindirizzo per vedere il video: www.noponte.it

Giancarlo Farruggio

 

mandato da: Andrea Volpi - Redazione 

Un passo di Bertolt Brecht profondamente attuale

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento

perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto

perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e

fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i

comunisti ed io non dissi nulla perché non ero comunista.

Un giorno

vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare.

 

ìmandato da: Francesco Morgantini

Conferimento della cittadinanza onoraria della città di Bologna a Ingrid Betancourt

Bologna - Il Consiglio comunale di Bologna conferisce la cittadinanza onoraria della città di Bologna a Ingrid Betancourt. La delibera, proposta al Consiglio comunale dal Presidente Gianni Sofri, in accordo con la Giunta, e anche su richiesta firmata da più di tremila cittadini, è stata approvata allunanimità.

 

mandato da: Maria Grazia Armone

Non sono solo spine.

 

Se fossi solo spine:

sarei filo spinato,

invece

nell’aria

diffondo il mio

profumo.

Si fermano a

guardarmi come

fossi

preda.

Coglimi quando

sono fresca

di rugiada,

coglimi se riesci

a non

farti male.

Non sono dei fiori

l’altezzosa Regina .

Io sono dei fiori.

la nobile vestale e

il fiero samurai.

Con la mia

vita: servo.

Mia è la

purezza

che può stare

sugli altari,

colei che

consola i vivi,

senza

aver paura

di dormire con

i morti.

Sono messaggera

d’Amore.

Sono

delicata, forte,

fragrante.

Ho un nome femminile

Mi chiamo Rosa.

Maria Grazia Armone

 

IL MEGAFONO SEGNALA: Libera per la memoria

Nella memoria impegno e giustizia

Il 22 maggio 2008 presso l’Isola delle Femmine (PA)


”La paura è qualche cosa che tutti abbiamo: chi ha paura sogna, chi ha paura ama, chi ha paura piange: è la vigliaccheria che non si capisce e non deve rientrare nell'ottica umana”.
Antonio Montinaro, capo della scorta di Giovanni Falcone


A sedici anni dalla strage di Capaci siete tutte e tutti invitati a partecipare a questa grande iniziativa, per ricordare l’impegno e il coraggio di Giovanni Falcone e della moglie Francesca Morvillo, ma anche e soprattutto dei loro angeli custodi: Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Di Cillo.


Programma:


Ore 10:00 La “Q.S.15”, il gruppo di scorta di Giovanni Falcone, incontra i ragazzi delle scuole


Ore 12:00 arrivo del “Gruppo Ciclistico Questura di Palermo”


Ore 15:30 Esposizione delle opere di giovani artisti. Performance dei writers Vincenzo Pisano “Hishis” - Michele Zingales.


Ore 18:00 gruppo Agesci “Isola delle Femmine I” - Karol Wojtya e Capaci I. A seguire l’attore David Simone VInci interpreta la poesia “Lentamente muore”


Ore 19:00 i ragazzi della “Q.S.15” e Tina Montinaro ricordano Antonio, Rocco e Vito


Ore 20:00 coro di voci bianche del Conservatorio di Musica di Stato “V. Bellini” - Palermo, diretto da Antonio Sottile - pianista Antonio Fiorino.


Ore 21:00 ringraziamenti alle autorità intervenute


Ore 23:00 Don Luigi Toma, Don Calogero Governali e Don Luigi Ciotti celebrano la Santa Messa in memoria di Antonio, Rocco e Vito.
Interventi musicali del “Quintetto della Banda della Polizia di Stato”



"Le tragedie, la mia tragedia, cambiano le nostre vite a volte in maniera irreversibile...ma a volte no. Ho trovato negli occhi dei bambini, nello sguardo dei miei figli, la forza di continuare a pretendere un futuro diverso, giusto. Per questo lotto ogni giorno. Insieme a chi non ha conosciuto il dolore come me, ma che come tanti crede nel giusto, voglio trovare la forza di vivere, comunque vivere con rabbia, con la forza del ricordo, con l'impegno nel quotidiano, per affermare che la legalità è vita. Sempre". Tina Montinaro

Associazione Libera

 

mandato da: Addiopizzo Catania

Solidarietà a Marco Travaglio

L’associazione Addiopizzo Catania esprime solidarietà al giornalista Marco Travaglio per gli attacchi subiti trasversalmente da parte della classe politica (con qualche eccezione) e della dirigenza RAI in riferimento all’esposizione di fatti, peraltro già documentati nel libro “I complici” di Lirio Abbate e Peter Gomez. Travaglio ha posto il problema dell’opportunità politica che una carica importante come la presidenza del Senato sia ricoperta da chi ha avuto rapporti di affari con persone in seguito condannate per mafia, e in mancanza di una presa di responsabilità da parte della politica è compito di un giornalismo serio segnalare certe questioni. Siamo particolarmente sensibili a questa tematica e chiediamo che la politica agisca in modo da non alimentare dubbi di sorta sui suoi rappresentanti; inoltre crediamo al concetto etico di giornalismo, come ci ha insegnato il nostro grande concittadino Pippo Fava. Le reazioni politiche e giornalistiche all’intervento di Travag lio ci paiono davvero poco incoraggianti in tal senso: piuttosto che discutere nel merito le circostanze da lui segnalate, ci si è premurati a chiederne l’allontanamento dal servizio pubblico e possibili sanzioni per la trasmissione di Fazio che lo ha intervistato, come se certi argomenti siano un tabù quando attraverso la televisione vengono posti all’attenzione del grande pubblico. Noi crediamo invece, ricordando l’articolo 21 della nostra Costituzione, che la libertà di fare e ricevere corretta informazione debba essere garantita e sia fondamentale per permettere l’affermazione della legalità.

Comitato Addiopizzo Catania

 

mandato da: Addiopizzo Catania

Sicurezza e legalità nella città:
a Belpasso una fiaccolata in ricordo di Falcone

BELPASSO (CT) – Si terrà lungo la via Roma di Belpasso, venerdi 23 maggio, la  FIACCOLATA in ricordo della strage di Capaci, in cui morirono, 16 anni fa, il giudice Giovanni Falcone, insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta. L’appuntamento è previsto alle 18 in piazza S. Antonio: da qui si snoderà il corteo che attraverserà la via Roma fino alla villa comunale “Martoglio”, dove sarà piantato un carrubo, l’albero simbolo della legalità. Interverranno Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe ucciso dalla mafia nel’93, coordinatrice dell’associazione Ammazzateci tutti, don Cesare Rattoballi, parente vittime di Capaci. L’iniziativa è promossa dalle associazioni belpassesi con il contributo di Addiopizzo di Catania, con l’obiettivo di diffondere una cultura centrata sul rispetto dei diritti, della sicurezza e della legalità, contro la schiavitù degli abusi e del pizzo e contro la mentalità dei “favori”. La fiaccolata segue la conferenza sulla “legalità nella città”, già svoltasi lo scorso 2 maggio in presenza di Andrea Vecchio (imprenditore che si è ribellato al racket delle estorsioni), Rosario Crocetta (sindaco di Gela), mons. Michele Pennisi (vescovo di Piazza Armerina), Felice Lima (giudice del Tribunale di Catania). La conferenza e la fiaccolata sono state organizzate da: Misericordia; Fratres; Pianeta Giovani; CAI; Alekhine-scacchi; Teatro La Fenice; Agorà; Quartiere Matrice; Ass.ne Forense Belpasso; Giovani Cantanti Borrello; Club Progressista; Comitato SS.Maria Immacolata; Pro loco; Circolo Operai; Comitato Belpasso-2000; Gruppo speleo Belpasso; ACR Cristo Re; laboratorio sociale di idee; Emergency; tennis la fen... Per informazioni scrivi a comitato@addiopizzocatania.org.

Comitato Addiopizzo Catania

 

mandato da: Angelo Garro

 LETTERA AL CAPO DELLO STATO

 

ANNA CREMONA e ANGELO GARRO      Raccomandata R.R.

Via Castel Morrone, 5   -   20129  Milano     Fax del Presidente 06.46993125

Telefax: 02.7389527      Cell. 338.9351886

E-mail:angelogarro@alice.it

http://www.alpinorobertogarro.it                  

 

Milano, x il 4 giugno 2008

                                                Al  Presidente  della  Repubblica  Giorgio  Napolitano

                                                  Piazza  del  Quirinale                    00187    Roma

 

Oggetto: Nel 10° anniversario  “Riprendetevi  la  vostra  bandiera”

 

Signor Presidente della Repubblica,

chi le scrive ancora una volta, come già scrittoLe nella precedente inviataLe (e ricevuta in data 31 marzo u.s. come da R.R.), sono i genitori di un soldato che fu soldato di questa Repubblica. Un soldato di leva obbligatoria, che seppur morto in servizio non ha ricevuto nessuna medaglia, nessun encomio, e soprattutto nessun rispetto. Morto di morte violenta mai chiarita a 19 anni, in tempo di pace, fu oltraggiato e vilipeso dopo morto.

Da dieci anni (9 giugno 1998 - 9 giugno 2008), tentando inutilmente di ottenere giustizia con l’apertura di una inchiesta che facesse luce sulla Sua morte avvenuta in compagnia di altri tre Suoi commilitoni, morte rimasta misteriosa, e aggravata dal Suo vilipendio dopo morto,  la magistratura senza mai aprire un’inchiesta, archivia sempre molto velocemente ogni nostro Esposto/Denuncia con motivazioni vergognose e offensive.

Da dieci anni e innumerevoli appelli inviati prima all’ex Presidente della Repubblica O. L. Scalfaro, in seguito all’ex Presidente della Repubblica C. A. Ciampi ed infine anche a Lei Signor Presidente Napolitano, purtroppo tutti inascoltati e ignorati; tanto da spingerci ad una grave, ma inevitabile considerazione e decisione: questa patria non ci ama, non ha mai amato il soldato Alpino Roberto Garro “soldato, fra i soldati senza diritti”, non ama i propri cittadini, una patria che non ama i “soldati” che ha già tradito: come il Prefetto Mario Mori, il Capitano “Ultimo”, il Maresciallo “Arciere” e molti altri eroi gettati nel fango; che vergogna!

La gente si meraviglia di come lo Stato possa abbandonare i suoi Fedeli Servitori, e ciò, perché non sa (e la Stampa ne è complice), che lo Stato fa sempre così; sempre abbandona i Fedeli Servitori anche se Essi in nome dello Stato muoiono: soldati usa e getta.

Questo comportamento per noi non può più essere tollerato, un paese e una classe politica che non rispetta, anzi calpesta la dignità dei suoi cittadini, dei suoi soldati, dei suoi morti, non merita il rispetto da chicchessia; quindi cadono tutti i presupposti che fanno di noi cittadini delle donne e degli uomini rispettosi delle gerarchie politiche che guidano il paese nonché di quelle religiose che ne guidano le coscienze, considerato che questo Dio che tutti invochiamo, guarda sempre da un’altra parte anziché fulminare i perfidi, gli ignobili, gli infami.

A seguito di tanta amarezza, di tanta delusione e perché no, tanta rabbia maturata e cresciuta in questi dieci anni di inutili suppliche e di inutili ricorsi in cerca di una giustizia inesistente, ma che può sicuramente essere comprata se fossimo ricchi, sentendoci ignorati e abbandonati dallo Stato, siamo giunti alla decisione, e la preghiamo questa volta di ascoltarci, di accettare in restituzione quella bandiera che ci fu consegnata dallo Stato Italiano dopo che Esso l’ha usata a mò di sipario sulla Sua bara solo per coprire vergogne e nefandezze celate al suo interno.

La preghiamo per un’ultima volta Signor Presidente della Repubblica, di accettare in restituzione questa bandiera ormai divenuta per noi, un inutile drappo malamente usata dagli stessi appartenenti degli apparati dello Stato. Bandiera che non unisce affatto gli italiani (tranne che nelle partite di calcio), ma crea ancora una volta gravi differenze in un popolo non più sovrano, sottoposto a discriminazioni, silenzi e vergogne.

Nell’imminenza del prossimo 9 giugno, 10° anniversario  di questa morte infame, ed infamante per questo paese, La preghiamo di accettarla immantinente unitamente al nostro Certificato Elettorale, non considerandoci più parte integrante dell’elettorato di questo paese di cui ci vergogniamo, evitando così di costringerci ad assumere nei Loro confronti un ulteriore e ben più grave oltraggio. (il cui prezzo pagheremo responsabilmente).

Pertanto confidiamo nella Sua comprensione e disponibilità affinché disponga le misure idonee per questo nostro doveroso gesto nel rispetto della memoria di nostro figlio, che avverrà presso la Sua residenza al Quirinale in Roma il prossimo mercoledì 4 giugno 2008 (appena dopo la festa della Repubblica e delle Forze Armate) dalle ore 08.00 in avanti.

                                           Anna Cremona e Angelo Garro

                                                                     

 

mandato da: Giancarlo Farruggio

Solidarietà a Travaglio per le sue dichiarazioni a “Che tempo che fa”

Un modo per sostenere Marco Travaglio dalle accuse e dalle querele.. diamo anche noi il nostro contributo.. facciamo sentire il nostro appoggio ad una persona che si sta battendo per una libera informazione, firma la petizione: http://www.petitiononline.com/liberain/petition.html

Giancarlo Farruggio

 

mandato da: Maria Grazia Armone

21 giugno 1984 solstizio d’estate.


Inseguita dalla luce
di un giorno,
che diventa
più lungo.
Il giorno le cui ombre
diventano sempre più
evidenti.
L’ombra della tua
Scomparsa.
Ombre lunghe e colori
sfacciati,
incuranti del
mio dolore e delle mie
paure.
Tu non ci sei!
Te ne sei
andato
così …
Il tuo cuore, già
provato, avrebbe
retto all’emozione?
L’ avrebbe retta, vecchio
Leone!
Ero io quella che
vacillava.
Credevo che
tu fossi
La mia campana di
vetro contro il dolore.
Invece …
Il dolore
venne a
trovarmi portandoti
via mentre diventai
dolorosamente adulta.
Varcavo la mia prima
porta, quella del futuro
senza te.
Se tu fossi
stato
presente quando
quegli uomini distratti,
quelli che dovevano
ascoltare la mia tesi
di laurea, io mi sarei
appoggiata a te con
lo
sguardo.
Adesso che sento
la tua voce, mi arriva
il tuo messaggio.
“Ti
ho messo al mondo 
affinché camminassi
con le tue gambe.
Le tue gambe
belle,
forti, agili, robuste.
Sono gambe alate
Amore mio”.

Maria Grazia Armone

 

IL MEGAFONO SEGNALA: Appello per il 17 maggio

Nicola è ognuno di noi. Appello per il 17 maggio

assemblea promotrice della  http://www.carta.org/archivio/autori/1105

 

Sabato 17 maggio, un corteo partirà dalla Stazione Verona Porta Nuova alle

15. Pubblichiamo di seguito l’appello che lo convoca.

Per adesioni: adesioni17maggio@gmail.com  

 

mandato da: Maria Grazia Armone

RISPOSTA ALLA MAESTRA DI PADOVA CHE DISCRIMINA E MINACCIA

Che vergogna! Di motivi per vergognarsi di certe cose ce ne sono a bizzeffe ...e dato i tempi bisogna tenere alta la guardia della morale. Una delle cose che fanno parte del bagaglio culturale di ogni persona che si relaziona con gli altri è l’umiltà e la volontà di comunicare. Invece, grazie alla cultura del Grande Fratello e dell’Isola dei Famosi, quei quattro neuroni non ancora fritti dalla pubblicità e dalle chiappe di Madame Sarkozy (della quale non ho ancora visto il fegato e la cistifellea, perché il resto lo abbiamo visto tutti), viviamo della cultura dell’apparire e dell’essere importanti, del mettersi in mostra e fare vanto della propria stupidità. Chiudo la “PARENTE” che avevo aperto, per dire con fine eloquio che la maestra, in quanto tale, non può rispondere a membro di levriero. E’ stata accusata di aver deriso le sue scolare perché portavano il velo islamico o perché un po’ più robustelle. Queste giovani vite contaminate dall’arroganza di questa cafona, secondo lei dovrebbero sapere dov’è Porto Rotondo, dove trascorre le vacanze la maestra, venerarla, in quanto durante il suo soggiorno estivo ha incontrato molte persone note. La maestra mi auguro si sia premurata di fargli studiare la vita di Briatore dal medio-evo ai nostri giorni! Risposta esatta! Come dice Di Pietro “e che ci azzecca?”. Le sue alunne hanno subito da lei vessazioni psicologiche e lei risponde “sono la cugina di una parlamentare di An, un’avvocatessa nota a livello nazionale”. Lei può anche essere la figliola di Clinton ma risponda alle accuse rivolte contro di lei perché sono accuse gravi! Io sono un po’ pignola ma essere la cugina di una parlamentare di An, un’avvocatessa nota a livello nazionale non potrebbe suonare come una minaccia? Provate a toccarmi e lo dico a mia cugina! Lei frequenta poco la sua dignità, oppure è molto distratta e la lascia ad abbronzarsi a Porto Rotondo assieme a vip che frequenta. E’ lei che deve difendersi dalle accuse! Lei rende un servizio alla Pubblica Istruzione, se trova che ci sia incompatibilità ambientale vada ad insegnare in una scuola privata, dove c’è gente del suo rango e lasci un posto di lavoro a chi merita di insegnare per far crescere i bambini. Lei è del tutto inadatta ad insegnare. Lei è tutta sbagliata, sputa dove mangia; perché non riesce a tollerare che ci sia una realtà diversa dal mondo che lei frequenta. Lei non può calpestare moralmente le bambine che non sono di suo gradimento. Il suo mettersi in conflitto con le sue alunne tratteggia il ritratto di una persona patetica e pericolosa. Le rammento che l’incarico dal quale lei è stata ingiustamente sospesa non è la stessa cosa di fare shopping, è il suo lavoro, se non riesce a farlo con amore lo faccia con rispetto! Rispetti le bambine, sorrida di più, abbia meno sussiego (se lo faccia spiegare dalla cugina intelligente). Vorrei ricordarle, solerte insegnante, che non è lei la bambina... O la giustizia si amministra con le faide fra parenti? Maestra si faccia insegnare la dignità dai bambini che ha offeso! Sia seria e legga “A Livella” di Totò ogni sera per i prossimi 25 anni. Quando avrà afferrato il concetto forse potrà varcare la porta della scuola per i suoi meriti non per le sue parentele. I parenti e i vicini di casa non si scelgono: gli amici si!

Maria Grazia Armone

 

mandato da: Addiopizzo Catania

Addiopizzo Catania è vicina ad Andrea Vecchio, imprenditore antiracket presidente catanese dell’Ance, che nelle ultime ore è stato vittima dell’ennesimo atto di intimidazione, una bomba esplosiva collocata nella sua auto che ha messo a repentaglio la vita degli operai che lavorano nel cantiere del costruttore. Un gesto gravissimo che avrebbe potuto avere delle conseguenze terribili e che Addiopizzo Catania condanna senza appello ribadendo invece la sua solidarietà ad Andrea Vecchio. Addiopizzo Catania si riconosce inoltre nelle parole di Vecchio che, riferendosi agli uomini che lo minacciano, ha detto: “E’ un’azione da poveracci, non hanno capito che noi non ci piegheremo mai”.

 

mandato da: Addiopizzo Catania

L’associazione Addiopizzo Catania, il 12 e il 13 maggio a fianco di Filippo Conticello per la presentazione del suo libro: “L’isola che c’è – La Sicilia che si ribella al pizzo”.

Lunedì 12 maggio, alle ore 11.00, nell’aula magna Santo Mazzarino della facoltà di Lettere e Filosofia nel complesso dei Benedettini, insieme all’autore, agli imprenditori Andrea Vecchio e Bruno Piazzese, ci sarà Salvo Fabio di Addiopizzo Catania. Il giorno dopo, 13 maggio, ore 19:00 l’incontro, coordinato da Marco Benanti, direttore dell’Isola Possibile, si replicherà alla libreria Tertulia. Parteciperanno Adriana Guarnaccia, presidente dell’Associazione Antiracket catanese, gli imprenditori Filippo Casella e Antonio Romeo e Antonino Recupero di Addiopizzo Catania.

 

mandato da: Maria Grazia Armone

La tua vita non vale una cicca

La tua vita non vale una cicca,

la tua

vita non vale niente.

La tua vita non vale il pezzo

di stoffa, con l’emblema di una

altra cultura.

La tua vita non vale una cicca.

Lo ha

detto un padre, sei morto

solo per far divertire ragazzi

di buona

famiglia.

La tua vita non vale una cicca,

tanti altri moriranno come

te.

La tua vita è stata breve,

La tua vita è oro, è preziosa

Chi ti ha

tenuto in grembo lo

sa, chi ha tenuto la tua mano

da bambino lo sa.

Chi ti ha

cresciuto lo sa,

Lo sa chi ti ha amato e

chi si chiede il perché  

di questo sperpero.

La tua vita ha salvato

altre vite.

La tua vita ed

i tuoi sogni

dove sono finiti?

Buttati per strada, calpestati,

uccisi,

tumefatti: indifesi,

in una notte

che s’appressava al dì

di festa.

La

tua vita è.

Maria Grazia Armone

 

mandato da: Legambiente Vittoria

Comunicato Stampa

Un pozzo d'acqua per un pozzo di gas? No Grazie!

Manifestazione contro le trivellazioni a Sciannacaporale!

Il Val di Noto si mobilita ancora una volta contro le trivellazioni gas-petrolifere della società texana Panther Eureka e questa volta sono a rischio non sono solo le bellezze culturali e paesaggistiche ma anche un bene inalienabile e di vitale importanza qual’è l’acqua! Il pericolo di inquinamento o di abbassamento delle falde acquifere nei pressi dell’antica sorgente di Sciannacaporale porterebbe ad un disastro idrico soprattutto la città di Vittoria che si serve della stessa per il 70% del fabbisogno. Il sito si trova inoltre in un’area di interesse paesaggistico prossima alla salvaguardia. Ma qui non si tratta solo di preservare il proprio giardino, Legambiente di Vittoria come anche il  Comitato Notriv sono contrari a qualsiasi tipo di ricerca di idrocarburi liquidi o gassosi che siano e plaudono alla “nuova coscienza ambientalista” del Val di Noto, che ha scelto uno sviluppo legato alla valorizzazione delle bellezze paesaggistiche, del turismo culturale e dell’agricoltura di qualità in armonia con l’energia prodotta da fonti rinnovabili. Quindi ribadiamo che qui la Panther Eureka non ha cittadinanza come neanche qualsiasi altra società di estrazione di idrocarburi e gli sbagli che si sono fatti in passato non servono a giustificare la nuova ondata di permessi di ricerca che la regione ci ha costretto a subire passivamente nonostante il dissenso delle comunità locali. Legambiente Vittoria lancia un appello ai cittadini, alle associazioni, ai comitati, ai sindacati e a quanti vogliono autodeterminare il proprio futuro a partecipare alla manifestazione (espressamente senza colore politico)  indetta dall’Amministrazione Comunale di Vittoria per mercoledì 30 Aprile alle ore 9.30 in Contrada Grande, proprio dove si stanno svolgendo i lavori della Panther. E’ ora di finirla! Il Val di Noto vuole autodeterminare il proprio futuro e non ha certo bisogno di “turismo petrolifero”! Oltre al Comune di Vittoria e a Legambiente, hanno aderito alla manifestazione amministratori locali, quali il sindaco di Noto (Presidente dell’Associazione Città Unesco) e diversi sindaci iblei, parlamentari, rappresentanti delle associazioni e dei sindacati, quali la Flai-CGIL, il movimento studentesco RedS, Italia Nostra, l’AUSL, ma anche il Partito Democratico di Vittoria e quello provinciale, la Sinistra Arcobaleno, il presidente del consiglio comunale Luigi D’Amato, il movimento Impegno Popolare, il Comitato Cittadino Scoglitti. Lanciamo l’invito ad aderire anche fino all’ultimo momento. Legambiente Vittoria invita chi non conosce il posto a partire con la stessa alle 9.30 dal campo sportivo di Vittoria.

 Legambiente Vittoria

Per informazioni e adesioni:

legambientevalledellippari@gmail.com

 

mandato da: Maria Grazia Armone

Centro di gravità  permanente

Centro di gravità  permanente,

solo nell’incertezza

del domani.

Cambiare la storia è deviare

il corso di un

fiume.

Negare il presente vuol

dire non vivere.

È difficile vivere

orfani, sentirsi vedovi di

ideologie.

Espianto doloroso

della morale

delusa,

ma ancora viva.

Sono ancora qui, nel mio

centro di gravità

permanente

e conto di vivere a lungo.

Maria Grazia Armone

 

 

mandato da: Addiopizzo Catania

L’associazione Addiopizzo Catania esprime solidarietà all’imprenditore Carmelo Pappalardo che negli ultimi giorni è stato di nuovo vittima di gravi intimidazioni. Pappalardo ha espresso preoccupazione per la devastazione del suo casolare, ipotizzando che non si tratti di un semplice saccheggio. Per questo la società civile ha il dovere di rimanergli accanto rafforzando ulteriormente il sostegno che gli era stato manifestato con la raccolta e l'acquisto delle Arance Pizzo Free. Ci auguriamo che le forze dell’ordine che stanno seguendo le indagini riescano presto a individuare i balordi che hanno colpito non solo un uomo, ma anche la sua idea di lotta all’illegalità.

www.addiopizzocatania.org

 

IL MEGAFONO SEGNALA E SOTTOSCRIVE: Appello contro il non voto

APPELLO AGLI “ORFANI”

Amico, compagno, che non ne puoi più. Amico compagno, che ‘questa volta il mio voto non lo avranno’. A te dedico questo mio appello. A te che eri con noi sotto il sole a S.Giovanni quell’indimenticabile 14 settembre, sembra ormai un secolo, e chissà, ci siamo forse sfiorati e magari scambiato un sorriso complice e raggiante. A te che con noi hai gridato la tua rabbia contro la partecipazione a una guerra impari e vile, o contro le basi militari del nostro arrogante alleato-padrone. A te che ci hai dato una mano a dire ‘no’ allo stravolgimento della nostra Carta, all’Italia suddivisa in base ai 740. A te che da una vita attendi e speri, ostinato e ormai sfiduciato, che una nuova stagione sia alle porte, in cui la politica si riavvicini ai cittadini e che possa verificarsi il vagheggiato ‘ricambio della classe dirigente’ nella cui attesa abbiamo perso la speranza e i capelli, e le rughe del cuore cominciano a fare pendant con quelle inesorabili del viso. A te che avresti mille e una ragione per decidere, questa volta, di non partecipare a questa messinscena elettorale in cui i cittadini non decidono un bel niente e in cui tutto, probabilmente, è già predeterminato. Ascolta. Guardati intorno. Forse non è del tutto così. No, non è l’ennesimo (quando la finiremo?) invito a ri-coltivare sogni ed illusioni, ma l’osservazione dell’esistente, unitamente a un minimo di lungimiranza, fa sì che dobbiamo prendere atto che esiste più di un motivo per recarci, motivati e decisi, alle urne.

1) Se credi nel voto ‘utile’ inteso come argine disperato a una terzo avvento berlusconiano che, senza la foglia di fico democristiana, si disvela ormai anche agli illusi come vera destra fascista e xenofoba, esiziale per il già fragile assetto democratico italiano, soprattutto con il  probabile avverarsi  dell’incubo ‘fine di mondo’ e cioè del possibile settennato (5+7=12) dell’ ‘ottavo nano’ al Colle. In questo caso, vai e vota, per necessità, chi è realmente in grado di contendere al Cavaliere e al suo sguattero (Ciarrapico dixit) l’anticostituzionale premio di maggioranza previsto dal Porcellum.

2) Se nonostante tutto ‘non ce la fai’ a votarli, se temi il materializzarsi post-elettorale del fantasma ‘veltrusconi’ se, soprattutto, dai per irreversibile la deriva neocentrista del PD e non vuoi che in Italia scompaia un’idea (il simbolo è già scomparso..) di sinistra, e non vuoi che se ne disperdano i valori allora vai e vota sinistra, ma subito dopo, datti da fare perché rinasca una ‘vera’ sinistra dai partiti sì, ma anche dalla società.  

3) Se hai la fortuna, nella tua circoscrizione. di avere, indipendentemente dalla lista, ma in ‘posizione di eleggibilità’ (quali orrende neo-formulazioni siamo costretti ad enunciare..) una persona che stimi, in cui credi, con cui hai condiviso lotte, valori ed idee, la cui elezione farà si che una parte di te sia rappresentata, votalo senza indugi. Sarai meno solo e anche lui, una volta eletto, si sentirà meno solo in quell’orda di lupi famelici.

4) Se ti ritieni comunque ‘orfano’ dal punto di vista della rappresentanza, se non hai amici o punti di riferimento cui affidare il tuo voto, scegli la lista più decente, quella apparentemente più pulita, possibilmente quella in cui sia presente chi abbia privilegiato, nella sua storia, la questione morale, l’impegno per la legalità e la lotta alle mafie.

Ti ricordo, anche se lo sai bene, che il non voto, pur essendo una delle legittime opzioni dell’elettore, farà solo il gioco della  casta; sarà una minuscola torta che riprodurrà in miniatura il risultato elettorale: la fetta più grande a chi ha vinto, quella più piccola all’opposizione e così via. ‘Loro’, con diverse motivazioni, non aspettano altro. Chi per governare, da padrone, un’ Italia ‘ad personam’. Chi, ancorato al suo sogno autoritario, sogna nuovi pestaggi e nuove Bolzaneto. Chi vuole stravolgere la Costituzione e cancellarne le fondamenta, la Resistenza. Chi da un lato vuole affossare la faticosa nascita di un moderno partito progressista, all’americana, chi, dall’altro, vuole cancellare per sempre la sinistra dal panorama politico italiano. Come vedi, amico, compagno di lotte belle e (forse) inutili, tu che come me, come tanti di noi, a pieno titolo fai parte dei cosiddetti ‘orfani’ del centrosinistra  puoi  trovare, nella tua coscienza, almeno un motivo che ti spinga all’esercizio del voto e che  per una volta, forse l’ultima, ti faccia desistere dall’insano proposito di stare a guardare, e a subire. Pensaci.   

Citto Leotta –Liberacittadinanza Acireale

 

mandato da: Addiopizzo Catania

ADDIOPIZZO CATANIA PER PINO MASCIARI

Il grido di aiuto di Pino Masciari, l’imprenditore calabrese che ha denunciato i suoi estortori e che adesso si trova solo nella sua lotta, non può rimanere inascoltato. Sempre più spesso si sente di uomini e donne che decidono di combattere l’illegalità, ma che non ricevono adeguato sostegno da chi dovrebbe proteggerli, farli sentire al sicuro e decisi in una scelta difficile che coinvolge ogni aspetto della vita quotidiana. Noi di Addiopizzo Catania vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà a Masciari, unendoci all’appello da lui rivolto alle istituzioni perché gli venga garantito quello che chiede: il diritto al lavoro, la sicurezza per sé e per la sua famiglia. Diritti che sono sanciti da una Costituzione che Masciari ha onorato con la sua condotta di vita, che è esempio altissimo per tutti quegli imprenditori che sono in cerca di un moto di coraggio che li faccia affrancare dalle loro catene.

Comitato Addiopizzo Catania

 

mandato da: Comitato Notriv

ANCHE NELLA  CITTA DI VITTORIA (RG) LA PANTHER TROVA PROBLEMI.

E’ di questi giorni una dura presa di posizione del sindaco di Vittoria che contesta le prossime trivellazioni della Panther nei pressi della sorgente d’acqua “sciannacaporale”  che alimenta la città di Vittoria. Il sindaco chiede la revoca delle concessioni e fa appello agli altri sindaci del Val di Noto. Il comitato Notriv prende atto della nuova situazione creatasi nel comune di Vittoria e rinnova la sua ferma contrarietà a che  prosegua l’attività della Panther in tutto il Val di Noto, ovvero le tre province di Ragusa, Siracusa e Catania! Si rimane in attesa dell’annullamento dei famosi e controversi permessi oggetto di vari ricorsi e della legge che blocchi le ricerche e perforazioni così come preannunciato nella precedente legislatura regionale da svariate forze politiche. Il futuro della Sicilia non passa dagli idrocarburi!!!

Comitato Notriv

 

mandato da: Maria Grazia Armone

Il nostro amore somiglia ad un carciofo.

Il nostro amore somiglia ad

un carciofo.

Ha lunghi artigli e spine, bisogna maneggiarlo

con

cautela, graffia e fa sanguinare.

Il nostro amore somiglia ad un

carciofo.

Ha un gambo dritto e pieno di spine.

Nascosto fra le foglie,

c’è il cuore, protetto

da una delicata lanugine.

 

Il nostro amore

somiglia ad un carciofo.

Il cuore, quando si fa prendere, ha quel

gusto

dolce-amaro.

Maria Grazia Armone

 

mandato da: Addiopizzo Catania 

La giornata delle Arance Pizzo Free

Domenica è stata la giornata delle Arance Pizzo Free, una campagna a favore della legalità che ha visto coinvolte associazioni, famiglie, gente che ha voluto esserci per dimostrare che le cose si possono cambiare. E’ stata una domenica lunghissima per i volontari delle associazioni Asaae (Associazione Antiracket e Antiusura Etnea), Addiopizzo Catania, Cope, Libera e per i tanti altri che, armati solo di buona volontà, non hanno mancato l’appuntamento. A Palagonia è cominciata la raccolta delle arance dall’agrumeto di Carmelo Pappalardo, un imprenditore agricolo che dopo avere denunciato i suoi estortori è rimasto solo nella lotta contro l’illegalità. Ieri però qualcosa è cambiato: uomini, donne e bambini hanno raccolto gli agrumi dagli alberi, riempito centinaia di cassette e imbustato i frutti che poi, in serata, sono stati venduti, al prezzo simbolico di un euro al chilo, in piazza Verga a Catania, proprio davanti al Tribunale. Dalla vendita delle arance durante il raccolto è stato possibile consegnare all’imprenditore mille euro, ai quali si sono aggiunti altri 718 euro raccolti davanti al Tribunale. Domani mattina (18 marzo), davanti alla Facoltà di Economia e Commercio, Corso Italia 55, a partire dalle 10, sarà ancora possibile acquistare le Arance Pizzo Free.

 

Addiopizzo Catania O.N.L.U.S.

viale Vittorio Veneto 14, Catania

 

mandato da: Giada Luna

Solidarietà ad Arciere

Il maresciallo Ravera restituisce la medaglia al Presidente della Repubblica

Indagato per concorso in estorsione il maresciallo che prese parte all’arresto di Totò Riina si difende dalle accuse. L’editoriale del direttore di Studio Aperto: “il maresciallo Ravera è un esempio per il nostro Paese, di fronte a uno Stato taccagno e irriconoscente, di fronte a chi vive di ideali e di principi”.

Per farvi capire chi era Arciere..

“Arciere [...], un giovane vicebrigadiere, lo vedevo, c’era appena stato un omicidio, lo vedevo che era uno che lavorava perché gli piaceva essere sbirro, aveva l’orgoglio di portare l’alamaro, lo vedevi che lavorava perché era un Carabiniere e non perché lo doveva fare. Anche se era giovane lavorava così, non era considerato dagli altri superiori perché era quel genere di persona che obbligava a lavorare anche loro”. “Ai Paperoni non piace questo tipo di personale, inventano le leggi, per cui, se uno non ha fatto quattro anni di stazione,quattro anni di università, vuol dire che non è nessuno. Per fare una lotta ci vuole l’attitudine,e inoltre se prendi uno giovane e gli insegni le cose, quello le impara, se lo prendi quando è grande, non funziona più, non regge. Ma questa è una voce che si perde nel vento, perché non lo capiscono”. “Capisci che hai con te persone con le quali puoi andare a fare qualsiasi cosa, e che è gente bellissima, come le stelle del cielo, e gli vuoi bene e ti accorgi che siete la stessa cosa, e quello che succede a loro è come se succedesse a te, e questo non lo impari nelle scuole o nelle università, ma sulla strada, e noi ci siamo chiamati l’esercito straccione e vogliamo mantenere questa identità di soldati del popolo, questa rivoluzione permanente dentro di noi, per non accettare la “gravatta”, la chiamiamo così, con la “g”, non la cravatta in sé, che ce la mettiamo anche noi, ma quel modo di presentarsi come manager, come persone importanti. Tutti sono persone importanti, anche la prostituta e il drogato [...]”

Queste parole sono tratte dal libro di Maurizio Torrealta “ULTIMO Il Capitano che arrestò Totò Riina”. Parla di loro, del loro essere SOLDATI STRACCIONI, gli ULTIMI, quei soldati che fanno il loro lavoro perché ci credono davvero, perché vogliono estirpare l’erba cattiva da questo mondo. Perché hanno degli ideali, dei valori, uno scopo nella vita. E come vengono ripagati? Con una bella denuncia e con gli arresti. Loro che hanno sacrificato tutto per arrestare il Boss dei Boss,Totò Riina... Per una persona come me, che sogna di fare questo lavoro, che cresce con le parole e con gli ideali di questi semplici uomini che fanno il loro dovere non per la gloria né per gli onori, non gli interessa, non è quello l’importante, ma perché porca miseria CI CREDONO!!! Come si può??  Prima Ultimo, poi Vichingo, Ombra...e ora Arciere... Inizio a chiedermi se ne vale davvero la pena, se poi il prezzo da pagare è questo... Anche se Falcone diceva: “Bisogna avere pazienza e non mollare, l’importante è che esistiamo e che portiamo avanti con l’esempio e il sacrificio le nostre idee".

Giada Luna

 

mandato da: Comitato Addiopizzo Catania

INIZIATIVA IMPORTANTISSIMA!

Arance Pizzo-Free per dire no alla mafia

E’ partita l’iniziativa dell’Associazione Antiracket e Antiusura Etnea a favore di un imprenditore, che dopo avere denunciato i suoi estortori si è ritrovato da solo a combattere la sua battaglia contro l’illegalità. Stavolta la società civile non lo ha lasciato da solo. Domenica centinaia di volontari dell’Asaae, Addio Pizzo Catania, Libera e del Cope, andranno direttamente nel campo dell’agricoltore per raccogliere quelle arance che nessun bracciante vuole staccare dagli alberi. Un raccolto da centinaia di migliaia di chili che rischiava di andare completamente perso, aggravando una situazione economica già critica. E se i volontari raccoglieranno arance per tutta una giornata, i siciliani potranno sostenere l’imprenditore sottoscrivendo un impegno di solidarietà che prevede l’acquisto degli agrumi al prezzo simbolico di un euro al chilo e sostenere così la “campagna per la diffusione della legalità”. Un’occasione da non mancare, per dire a tutti che combattere la mafia è possibile.

Addiopizzo Catania O.N.L.U.S.

viale Vittorio Veneto 14, Catania

http://www.addiopizzocatania.org

E-mail: comitato@addiopizzocatania.org

 

mandato da: Giada Luna

Solidarietà a Roy Paci

Il caso scoppiato ad Agrigento in seguito al concerto di Roy Paci & Aretuska ha colpito tutti i fan di questo meraviglioso gruppo, che porta in giro per il mondo il nome di un’isola tanto bella quanto problematica, per alcuni aspetti. Come fan, come ammiratrice di questi ragazzi, mi sento di scrivere poche righe per dire che è inaudito che per una frase detta senza sbeffeggiare nessuno, ma basata su un dato di fatto, un artista come Roy venga denigrato in questo modo...E poi, scusate la franchezza, ma è da anni che si sa che il “vasa vasa” è colluso con la mafia..cioè, non hanno scoperto l’acqua calda! Poi non si tratta di essere di sinistra,di centro o di destra..io non son di sinistra, ma questo non vuol dire non avere dei valori morali ed etici: sono contro la mafia e spero un giorno di poter essere utile a combatterla, come hanno insegnato Falcone, Borsellino e il Capitano Ultimo, mio guru “professionale”,diciamo. Del nostro amato Padrino, in senso buono ovviamente, dei giornalisti da quattro soldi han detto che è un “imbecille, burino, cafone, cabarettista, pseudo artista, musicista da strapazzo...”. Roy è una persona umilmente straordinaria, come tutti gli Aretuska, che fa tanto per tutti, forse senza neppure rendersi conto di come lui, con le sue parole e la sua musica, abbia davvero aiutato davvero tante, tantissime persone..non materialmente, ma moralmente...Insomma, è un grande!!! Con queste mie parole volevo solo esprimere la mia solidarietà, anche se sono lontana, mi sento vicina a loro con la mente, l’anima ed il cuore. Grazie di questo spazio che mettete a disposizione...Un abbraccio

Giada Luna

 

mandato da: Circolo Arci GlocalAction Noto

Comunicato stampa

Prendiamo atto che a Noto uno dei principali business economici è l’investimento su strutture per anziani e che non esistono invece luoghi in cui sia possibile proporre eventi culturali o aggregare i pochi giovani rimasti.  Ricordiamo esattamente le parole dall’attuale sindaco Corrado Valvo. Parole di una campagna elettorale dove si esprimeva tutta una
comprensione per le associazioni giovanili, assicurando spazi e sostegno per attività, che purtroppo ad oggi non abbiamo avuto il piacere di vedere attuata. Guardandoci intorno ci accorgiamo che il problema non riguarda solo noi, ma
tutti gli adolescenti e i giovani del nostro comune. Pochi spazi per eventi culturali, minima attenzione all’apertura, alle novità, alle proposte e nessun luogo di aggregazione o di creazione, che sembra un’assurdità visto che esistono decine di spazi inutilizzati comunali e altrettanti appartenenti alla Curia. Anche l’appoggio del Centro Giovanile “Teresa Schemmari” risulta in parte discontinuo, e non riesce ad accendere attorno a sé quell’entusiasmo che dovrebbe diventare cuore pulsante per i giovani. Noi ci siamo sempre posti in una maniera propositiva, e vogliamo continuare su questa strada ovviando alle difficoltà che ce lo impediscono. Perché dopo aver assistito, con entusiasmo, al rilancio della programmazione del Teatro Comunale dello scorso anno, con un direttore artistico di spessore come Galatea Ranzi, osserviamo attoniti all’involuzione della stagione in corso. Ma crediamo nelle risorse dei nostri concittadini, giovani, di età media o grandi che siano. Ci siamo accorti che nell’aria ci sono tante idee, molte delle quali belle e facilmente sviluppabili. Ci siamo accorti, senza abituarci a ciò, che qui non c’è un cinema, troppe volte promesso in discorsi di propaganda. Un cinema che doveva essere pronto entro fine novembre, con una piccola sala di eccellenza da 99 posti di cui si era indicato anche il luogo di realizzazione. Un altro impegno elettorale non mantenuto. E a malincuore vediamo in questi mesi il nostro paese in un letargo culturale. Nessuna attrazione ha luogo nei mesi invernali e quei pochi eventi di successo che negli anni Noto è riuscita ad creare come l’Infiorata e la Notte di Giufà, non hanno il dovuto spazio, non vengono programmate per tempo, con la giusta importanza e con una ricerca di risorse economico-finanziarie adeguate. Abbiamo un’università, ma non abbiamo un’aula studio. Abbiamo una biblioteca, ma nessuno si è preoccupato di creare un catalogo informatico che consenta di rintracciare i volumi facilmente. Abbiamo e vorremmo che le cose funzionassero meglio. Questa non è una denuncia, né vuole essere un atto di opposizione; noi non siamo un organo politico. E’ solo lo sguardo di chi sa che ci vorrebbe poco per realizzare di più. Lo sguardo di persone che amano questo paese, ci vivono e stanno tendendo col loro impegno intellettuale e culturale a farlo crescere, perché non si può vivere all’ombra del Barocco; può diventare triste, rapportarne lo splendore e i fasti del passato, alla situazione odierna. Chiediamo dunque a questa Amministrazione di intervenire organizzando un tavolo di programmazione culturale annuale con i giovani affinché si possano attuare delle politiche serie per la rinascita intellettuale, sociale e giovanile della città.

Associazione socio – culturale
ARCI GlocalAction

www.glocalaction.it
arci@glocalaction.it

 


mandato da: Comitato Addiopizzo Catania

Alla luce dei recenti fatti che mettevano in luce le vergognose infiltrazioni della mafia nell’organizzazione e nello svolgimento della festa di S. Agata, Addiopizzo Catania ha sentito il dovere di dare voce ai molti catanesi onesti che si sono indignati davanti a questa ulteriore prova del predominio mafioso sul nostro territorio. Ci sentiamo gelosi della festa di S. Agata e non intendiamo macchiare di infamia il nome della Santa Martire, simbolo religioso ed in ogni caso “di proprietà” dei Catanesi Onesti e non assassini o complici. La nostra è stata un’invocazione alla Santa: negli striscioni posti in Via S. Giuliano si legge “S. Agata liberaci dalla mafia”. Il nostro invito è rivolto a tutti i cittadini catanesi, fedeli e non, ad esporre dai propri balconi uno striscione con lo stesso contenuto. La mafia non è invincibile e ovviamente non la vinceremo solamente così. Serve tempo. Ma un piccolo sforzo guidato dall’orgoglio può servire a fare un altro passo verso una città migliore.

Catania, 04/02/2008

Comitato Addiopizzo Catania

 

mandato da: Maria Grazia Armone

 

Quando ci ritroveremo

Quando

ci ritroveremo,

saremo

diventati

diversi.

Il Lupo

potrà 

cantare alla Luna

le sue canzoni.

La Luna

sarà 

Il suo specchio.

 

L’Aquila

potrà 

esplorare il Mondo,

si librerà 

in alto

fiera, aprirà 

le sue ali,

danzando.

Il Delfino

potrà

giocare

nel

mare che

ha tanto amato.

Tornerà  ad

Essere felice.

Maria Grazia Armone

 

IL MEGAFONO SEGNALA: La lettera di dimissioni di De Magistris dall'Anm pubblicata da L'Espresso

 

LA LETTERA DI DIMISSIONI DI DE MAGISTRIS DALL’ANM

PUBBLICATA IN ESCLUSIVA DA L’ESPRESSO

Già da alcuni mesi avevo deciso - seppur con grande rammarico - di dimettermi dall’Associazione nazionale magistrati. I successivi eventi che mi hanno riguardato, le priorità dettate dai tempi di un processo disciplinare tanto rapido quanto sommario, ingiusto ed iniquo, mi hanno imposto di soprassedere. Adesso è il tempo che ‘tutti i nodi vengano al pettine’.  Vado via da un’associazione che non solo non è più in grado di rappresentare adeguatamente i magistrati che quotidianamente esercitano le funzioni, spesso in condizioni proibitive, ma sta - con le condotte ed i comportamenti di questi anni - portando, addirittura, all’affievolimento ed all’indebolimento di quei valori costituzionali che dovrebbero essere il punto di riferimento principale della sua azione. L’Anm - che storicamente aveva avuto il ruolo di contribuire a concretizzare i valori di indipendenza interna ed esterna della magistratura - negli ultimi anni, con prassi e condotte censurabili ormai sotto gli occhi di tutti, ha contribuito al consolidamento di una magistratura ‘normalizzata’ non sapendo e non volendo ‘stare vicino’ ai tanti colleghi (sicuramente i più ‘bisognosi’) che dovevano essere sostenuti nelle loro difficili azioni quotidiane spesso in contesti di forte isolamento; ha fatto proprie tendenze e pratiche di lottizzazione attraverso il sistema delle cosiddette correnti; ha contribuito - di fatto - a rendere sempre più arduo l’esercizio di una giurisdizione indipendente che abbia come principale baluardo il principio costituzionale che impone che tutti i cittadini siano uguali di fronte alla legge. L’Anm è divenuta, con il tempo, un luogo di esercizio del potere, con scambi di ruoli tra magistrati che oggi ricoprono incarichi associativi, domani siedono al Csm, dopodomani ai vertici del ministero e poi, magari, finito il ‘giro’, si trovano a ricoprire posti apicali ai vertici degli uffici giudiziari. È uno spettacolo che per quanto mi riguarda è divenuto riprovevole. Anche io, per un periodo, ho pensato, lottando non poco come tutti i miei colleghi sanno, di poter contribuire a cambiare, dall’interno, l’associazionismo giudiziario, ma non è possibile non essendoci più alcun margine. Lascio, pertanto, l’Anm, donando il contributo ad associazioni che, nell’impegno quotidiano antimafia, cercano di garantire l’indipendenza concreta della magistratura molto meglio dell’associazionismo giudiziario. Non vi è dubbio che anche il Consiglio superiore della magistratura, composto da membri laici, espressione dei partiti, e membri togati, espressione delle correnti, non può, quindi, non risentire dello stato attuale della politica e della magistratura associata. I magistrati debbono avere nel cuore e nella mente e praticare nelle loro azioni i principi costituzionali ed essere soggetti solo alla legge. So bene che all’interno di tutte le correnti dell’Anm vi sono colleghi di prim’ordine, ma questo sistema di funzionamento dell’autogoverno della magistratura lo considero non più tollerabile. Il Csm deve essere il luogo in cui tutti i magistrati si sentano, effettivamente, garantiti e tutelati dalle costanti minacce alla loro indipendenza. Non è possibile assistere ad indegne omissioni o interventi inaccettabili dell’Anm, come ad esempio negli ultimi mesi, su vicende gravissime che hanno coinvolto magistrati che, in prima linea, cercano di adempiere solo alle loro funzioni: da ultimo, quello che è accaduto ai colleghi di Santa Maria Capua Vetere. Non parlo delle azioni ed omissioni riprovevoli - da parte anche di magistrati, non solo operanti in Calabria - sulla mia vicenda perché di quello ho riferito alla magistratura ordinaria competente e sono fiducioso che, prima o poi, tutto sarà più chiaro. Certo, lo spettacolo che mi ha visto in questi giorni protagonista, in un processo disciplinare che mi ha lasciato senza parole, ha contribuito a radicare in me la convinzione che questo sistema ormai è divenuto inaccettabile per tutti quei magistrati che ancora sentono e amano profondamente questo mestiere e che siamo ormai al capolinea. Io sono orgoglioso - sembrerà paradossale - che questo Csm mi abbia inflitto la censura con trasferimento d’ufficio. Era proprio quello che mi aspettavo. Ed anche scritto, in tempi non sospetti. Ho già detto, ad un mio amico antiquario, di farmi una bella cornice: dovrò mettere il dispositivo della sentenza dietro la scrivania del mio ufficio ed indicare a tutti quelli che me lo chiederanno le vere ragioni del mio trasferimento. La mia condanna disciplinare è grave e infondata, nei confronti della stessa farò ricorso alle sezioni unite civili della Suprema Corte di Cassazione confidando in giudici sereni, onesti, imparziali, in poche parole giusti. La condanna è, poi, talmente priva di fondamento, da ogni punto di vista, che la considero anche inaccettabile. Mi viene inflitta la censura, devo lasciare Catanzaro ed abbandonare le funzioni di pubblico ministero in sostanza perché non ho informato i miei superiori in alcune circostanze e perché ho secretato un atto solo ed esclusivamente per salvaguardare le indagini ed evitare che vi fossero propalazioni esterne che danneggiassero le inchieste; senza, peraltro, tenere conto delle gravissime ragioni che hanno necessariamente ispirato alcune mie condotte. Troppo zelo, troppi scrupoli, troppo amore per questo mestiere. Del resto il procuratore generale che rappresentava l’accusa in giudizio, nel rimproverarmi, definendomi anche birichino, ha detto che concepisco le mie funzioni come una missione. Ebbene, questa decisione, a mio umile avviso, contribuisce ad affievolire l’indipendenza della magistratura, conduce ad indebolire i valori ed i principi costituzionali, ci trascina verso una magistratura burocratizzata ed impaurita sotto il maglio e la clava del processo disciplinare. Il rappresentante della Procura generale della Cassazione in udienza, il dr. Vito D’Ambrosio, ex politico, il quale per circa dieci anni è stato anche presidente della giunta della Regione Marche, ha sostenuto, durante il processo, sostanzialmente, che non rappresento, in modo adeguato, il modello di magistrato. Ed invero, il modello di magistrato al quale mi sono ispirato è quello rappresentato da mio nonno magistrato (che ha subito anche due attentati durante l’espletamento delle funzioni), da mio padre (che ha condotto processi penali di estrema importanza in materia di terrorismo, criminalità organizzata e corruzione), dai miei magistrati affidatari durante il tirocinio, dai tanti colleghi bravi e onesti conosciuti in questi anni, da quello che ho potuto apprendere ed imparare, sulla mia pelle in contesti ambientali anche molto difficili, dall’esperienza professionale nell’esercizio di un mestiere al quale ho dedicato, praticamente, gran parte della mia vita. Il mio modello è la Costituzione repubblicana, nata dalla resistenza. Il modello ‘castale’ e del magistrato ‘burocrate’ non mi interessa e non mi apparterrà mai, nessuna ‘quarantena’ in altri uffici, nessun ‘trattamento di recupero’ nelle pur nobili funzioni giudicanti, potrà mutare i miei valori, né potrà far flettere, nemmeno di un centimetro, la mia schiena. Sarò sempre lo stesso, forse, debbo a questo appunto ammetterlo, un magistrato che per il ‘sistema’ è ‘deviato ed eversivo’. Pertanto, questa sentenza è, per me, la conferma di quello che ho visto in questi anni ed un importante riscontro professionale alla bontà del mio lavoro. Certo è una sentenza che nella sua profonda ingiustizia è anche intrinsecamente mortificante. Imporre ad un pubblico ministero, che si sa che ha sempre professato e praticato l’amore immenso per quel mestiere, di non poterlo più fare - sol perché ha ‘osato’, in pratica, indagare un sistema devastante di corruzione e cercato di evitare che una ‘rete collusiva’ ostacolasse il proprio lavoro e, quindi, condannandolo per avere, in definitiva, rispettato la legge - è un po’ come dire ad un chirurgo che non può più operare, ad un giornalista di inchiesta che deve occuparsi di fiere in campagna, ad un investigatore di polizia giudiziaria che deve pensare ai servizi amministrativi. Farò di tutto, con passione ed entusiasmo intatti, nei prossimi mesi, per dimostrare quanto ingiusta e grave sia stata questa sentenza e che danno immane abbia prodotto per l’indipendenza e l’autonomia dei magistrati, ed anche e soprattutto per la Calabria, una terra (che continuerò sempre ad amare comunque finisca questa ‘storia’) che aveva bisogno di ben altri ‘segnali’ istituzionali. Lavorerò ancor più alacremente nei prossimi mesi - prima del mio probabile allontanamento ‘coatto’ dalla Calabria - presso la Procura della Repubblica di Catanzaro per condurre a termine le indagini più delicate pendenti. Non mi sottrarrò ad eventuali dibattiti pubblici anche tra i lavoratori, tra gli operai, tra gli studenti, nei luoghi in cui vi è sofferenza di diritti, per contribuire - da cittadino e da magistrato, con la mia forza interiore - al consolidamento di una coscienza civile e per la realizzazione di un tessuto connettivo sinceramente democratico. Il Paese deve, comunque, sapere che vi sono ancora magistrati che con onore e dignità offrono una garanzia per la tutela dei diritti di tutti (dei forti e dei deboli allo stesso modo) e che non si faranno né intimidire, né condizionare, da alcun tipo di potere, da nessuna casta, esercitando le funzioni con piena indipendenza ed autonomia, in una tensione ideale e morale costituzionalmente orientata, in ossequio, in primo luogo, all’art. 3 della Costituzione repubblicana. La lotta per i diritti è dura e forse lo sarà sempre di più nei prossimi mesi: nelle istituzioni e nel Paese vi sono ancora, però, energie e valori, anche importanti. Si deve costruire una rete di rapporti - fondata sui valori di libertà, uguaglianza e fratellanza - che impedisca all’Italia di crollare definitivamente proprio sul terreno fondamentale dei diritti e della giustizia. È il momento che ognuno faccia qualcosa - in questa devastante deriva etica e pericoloso decadimento dei valori - divenendo protagonista per contribuire al bene della collettività e del prossimo, non lasciando l’Italia nelle mani di manigoldi, affaristi e faccendieri.

Luigi De Magistris- Pm di Catanzaro

 

mandato da: Maria Grazia Armone

 

DON'T CRY FOR ME CEPPALONI!

Evita Lonardo Mastella, si sbraccia come una rock star. Alla famiglia Mastella -Lonardo piace guidare e pilota i  concorsi in enti locali della Campania. I concorsi pubblici non venivano vinti dai candidati più bravi e meritevoli ma esclusivamente da quelli “sponsorizzati” da Camilleri e dal suo partito. Tutta gente che ama la famiglia e quindi fa le cose in famiglia. La presidente era sorridente e tranquilla ed ha reso una lunga dichiarazione “spontanea” (?!) riservandosi di rispondere a tutte le domande quando il processo arriverà dinanzi al giudice competente. Cuffaro è condannato solo a 5 ed è contento. Si aspettava peggio lo ha detto lui stesso! Non è mafioso, lui si limita a favoreggiare i mafiosi. Gli racconta “cussuzze”, gli dà informazioni utili! Quindi è con la coscienza a posto! Deve solo raggiungerla, è seduta sulla poltrona della presidenza della regione. Non vede l’ora di ritornare ha fretta di rimettersi a lavorare contro la Sicilia. Berlusconi, giustamente indignato per essere l’unica vittima di un complotto mediatico e giudiziaria, di un malcostume che ritiene generalizzato l’ha indotto a prendere contromisure. Non si sa a chi abbia chiesto, a quali fonti abbia attinto, di certo nei giorni successivi all’iscrizione nel registro degli indagati la rabbia del Cavaliere ha prodotto un elenco. Un elenco con tanto di cognomi e nomi, di donne e uomini, nel caso specifico amanti. Una lista che sulla scrivania del Cavaliere fa capolino, negli ultimi giorni, a seconda degli interlocutori, di chi lo va a trovare. L’unica cosa che possono fare i politici è mostrare meno protervia. Rispettare le vittime del lavoro e non atteggiarsi a vittime. E’ una questione di rispetto, di priorità, di dolore, di diritti negati.

Maria Grazia Armone

 

mandato da: Maria Grazia Armone

Ho vagato fra le tenebre.


Ho vagato fra le tenebre,
sono scesa negli Inferi,
come Ulisse, come Orfeo.
Cercavo una guida che mi
facesse uscire dal turbine,
dalle urla di strazio
che mi assordavano,
così sola ….
ho vagato fra le tenebre,
una timida fiammella
non rischiara mai il buio.
“La quiete di chi ci ha
preceduti non servirà
a placare le inquietudini
di chi è rimasto”.
Ho visto nel mio cuore!
Il suo bisogno di amare,
di accettare l’amore che
la vita mi ha imposto.
Sono uscita dalle tenebre
Ho visto in faccia l’amore.
Ho avuto il coraggio di
Sfidarlo e ha vinto lui.

Maria Grazia Armone

 

mandato da: Raffaele Barki

SCOPATE...CRISTIANE

Commovente ed esemplare scambio di auguri tra  preti greco ortodossi ed armeni  nella Chiesa della Natività di Betlemme. Entrambi i gruppi di religiosi erano intenti a tirare a lucido la chiesa, quando alcuni ortodossi si sono generosamente spinti con scope e stracci a pulire una parte della chiesa tradizionalmente custodita e manutenuta dagli armeni, il cui nome deriva notoriamente dal fatto che quando si ar-rabbiano, ar-menano. Questi, infatti, per ricambiare il gesto altruistico dei greci , hanno rivolto ai coreligionari “parole sante” e “benedizioni ai loro avi ed alle loro mamme”, hanno iniziato a lanciare doni natalizi come pietre, scope e moci vileda. Altri si sono scambiati “intense e rumorose carezze” e subito, nella festosa euforia generale, si sono gettati nella mischia quelli che erano più distanti a cercare colleghi che porgessero le altre guance. Purtroppo, come spesso accade quando gli innocenti “giuocano” e si scambiano effusioni, quattro di loro sono finiti al pronto soccorso accompagnati dalla polizia palestinese. E’ l’ennesimo, ridicolo, ma significativo episodio che evidenzia l’assoluta contraddizione tra la sintesi del  verbo di Cristo e tutte le interpretazioni fondamentaliste che da esso calano e come sia sempre vivo il rischio che da un principio profondamente laico, come il rispetto, la tolleranza e l’amore per il prossimo, che i vangeli attribuiscono al Nazareno, sia letto dagli stolti e dagli ignoranti in mille modi distorti che negano nei fatti il pensiero stesso cui si ispirerebbero. Così come al Santo Sepolcro, i diversi cristiani cui viene attribuito il compito di gestire ed “amministrare” i luoghi sacri in terra santa, un vero business, si guardano in cagnesco e si sfidano di continuo, spesso in pubblico, dando un esecrabile esempio ai fedeli e a quelli come me che non sono stati baciati dal “dono della fede” e che, ad osservarli, si inorgogliscono del proprio agnosticismo. Ah, come sarebbe più divertente e leggero vivere se i milioni di “Binetti” che popolano il pianeta si lasciassero andare ad usi più metaforici e meno cruenti della scopa...amen!

Raffaele Barki

www.unasinistrauna.com

 

 

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